Steve Bannon l’aveva detto: l’Italia è un laboratorio[1]. E aveva “indovinato” prima di altri l’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle[2]. Sembrerebbero, le sue previsioni avveratesi, quelle di un fine politologo, o di un veggente, o addirittura, se contiamo il suo attivismo[3], gli esperimenti riusciti di un alchimista che con dello zolfo (Salvini) e del mercurio (Di Maio) crea l’homunculus (Conte) – Ordo ab Chao. Ma Bannon non è nulla di tutto questo: semplicemente egli sa, perché ha contribuito a forgiarli, quali sono gli obiettivi strategici dell’amministrazione Trump e li ha espressi a Salvini[4] e ai quattro venti, ben sapendo qual è l’influenza che gli Usa hanno sul mondo e specialmente sui Paesi alleati. Sono gli stessi obiettivi che un altro stratega della destra americana, Edward Luttwak, forse meno grossolano ma non meno spregiudicato, aveva indicato come compatibili con il futuro governo “gialloverde”[5] e in particolare con quel Paolo Savona su cui anche Bannon aveva suggerito di impuntarsi[6]. Come infatti Salvini e Di Maio hanno fatto, rischiando di non far nascere alcun governo.

Ora, riavvolgendo i vari passaggi che hanno portato alla creazione del “Governo del Cambiamento” dovrebbe nascere spontanea negli osservatori più attenti quella domanda che invece verrà sempre più elusa: come è stato possibile che un tema, l’uscita dall’euro, non compreso nei programmi elettorali di nessuno che sia entrato in Parlamento, sia diventato addirittura la pietra angolare di un governo costituito, tra l’altro, da un sodalizio ritenuto sacrilego prima delle votazioni?

Sembrerebbe esserci stato un disegno preciso sin dall’inizio, guarda caso quello che Bannon aveva in mente. Ma prendiamo l’ex-direttore della bibbia dell’Alt-Right Breitbart News ed ex-consigliere di Trump, ora suo portavoce in giro per il mondo[7], per quello che è. Occorre piuttosto capire i rapporti di forza internazionali connessi a questo “cambiamento”.

Se infatti i temi che hanno determinato la prossima politica interna sono stati chiari sin dall’inizio e scelti dagli Italiani (più lavoro, contrasto all’immigrazione, meno tasse, meno burocrazia, eccetera) quelli legati alla politica estera, quasi inesistenti in campagna elettorale a parte qualche vago accenno alle sanzioni alla Russia circa una loro revoca (che, specialmente nella prospettiva che stiamo descrivendo, potrebbe in realtà allontanarsi[8]), sono esplosi in tutta la loro portata quando si è arrivati al dunque.

Più di ogni altra questione si è imposta la scelta della futura collocazione geopolitica ed economica dell’Italia. Inutile soffermarsi qua sul Piano A o il Piano B di Savona per uscire dall’euro[9], e persino sulla buona fede di Savona stesso che non mettiamo in dubbio, perché come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la sua sola nomina come Ministro dell’Economia sarebbe stato “un chiaro e immediato segnale” per il mondo intero[10]. Un segnale che avrebbe dunque potuto innescare a suo dire (ovvero a dire del sistema di cui l’Italia fa parte e che ha logicamente trovato nel Presidente una sponda) un’incontrollabile reazione a catena. È pur vero che se si è riusciti ad avere un governo è perché almeno su questo punto, dato lo spostamento di Savona agli Affari Europei ottenuto da Mattarella insieme a forse qualche altro aggiustamento, il risultato sembra non coincidere esattamente coi sogni di Bannon e Luttwak. Ma costoro avrebbero comunque ottenuto gran parte di quello per cui hanno tifato: quel “caos creativo” già sperimentato in altre forme altrove.

Ma se dunque si è tanto parlato di ingerenze tedesche e francesi[11] e qualcuno[12] si è persino spinto a tirare in ballo i soliti russi, urgerebbe piuttosto una seria riflessione sulle pressioni giunte all’Italia da Oltreoceano. È ben noto infatti l’interesse dell’amministrazione Trump a indebolire l’Europa politicamente ed economicamente (per contrastare più efficacemente l’Iran, perché non si completi il Nord Stream 2, perché non ci si avvicini troppo alla Russia, perché non si contrasti Israele, per imporre i prodotti americani, eccetera), interesse già manifestato a partire dalla nomina di un euroscettico come Ambasciatore statunitense presso le istituzioni europee[13]. E un’Italia in funzione di mina vagante farebbe giusto al caso.

Ciò significa che gli Usa, o i repubblicani, o i neo/teo-con, si stiano adoperando perché l’Europa imploda a cominciare dall’euro? Non necessariamente, perché almeno a livello ufficiale il Segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin, forse anche intimorito dagli effetti dell’instabilità italiana, a domanda esplicita si è espresso in modo contrario[14]. Tuttavia è più che evidente il vantaggio che ne avrebbe il gruppo di potere di cui Trump è espressione, se la sempre più problematica e recalcitrante Europa venisse rimodellata secondo le esigenze dell’America First. E in questo disegno, come in una sorta di anticipazione di “primavera araba” in versione europea, non è detto che sia stato contemplato a giochi fatti un guadagno effettivo per chi, per necessità o per convenienza, si è ribellato alla dittatura di turno.

È su questo, e su tutto ciò che questo implica, che l’Italia dovrebbe riflettere prima di ritrovarsi meno sovrana di quando questo pur agognato cambiamento è iniziato.  


NOTE

[1]http://www.lastampa.it/2018/03/05/italia/politica/litalia-nuova-frontiera-populista-met-paese-contro-lite-e-migranti-iP1mBcK4qgD5w8EyonqGcM/pagina.html

[2]https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/11/governo-m5s-lega-bannon-sogno-di-vederli-assieme-e-in-italia-il-cuore-della-nostra-rivoluzione-ma-preferisco-salvini/4218023/

[3]https://www.huffingtonpost.it/2018/06/01/steve-bannon-ho-parlato-per-ore-con-salvini-per-convincerlo-ad-allearsi-con-i-5-stelle_a_23448576/

[4]https://www.agi.it/politica/salvini_bannon_cambridge_analytica_facebook-3676464/news/2018-03-24/

[5]http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/dimarted%C3%AC-puntata-22052018-23-05-2018-242326

[6]http://www.askanews.it/esteri/2018/05/26/governo-bannon-lega-e-m5s-devono-insistere-su-savona-pn_20180526_00111/

[7]https://twitter.com/GermanoDottori/status/1001102141963034624

[8]https://voxnews.info/2018/04/17/inviato-usa-minaccia-salvini-se-toglie-sanzioni-ai-russi-conseguenze/

[9]https://www.youtube.com/watch?v=QrMOMOaCf_o

[10]https://www.panorama.it/economia/euro/cosa-intende-mattarella-quando-dice-devo-difendere-risparmi/

[11]https://www.agi.it/politica/giuseppe_conte_emmanuel_macron-3966001/news/2018-05-31/

[12]https://www.avvenire.it/economia/pagine/la-rete-fra-la-lega-e-putin-dietro-litalia-gialloverde

[13]http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/schiaffo_ue_agli_usa_no_all_ambasciatore_e_un_nostro_nemico_-157403287/

[14]https://www.msn.com/it-it/money/storie-principali/mnuchin-non-vediamo-lora-di-lavorare-con-il-governo-conte/ar-AAy6m3k?ocid=spartanntp


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Alessio Pinna ha studiato presso l'Istituto di Scienze Religiose di Oristano e presso il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica di Roma. Nel 2016 ha pubblicato "Il mistero del rosario" e nel 2018 per NovaEuropa Edizioni "L'alfabeto dell'Islam".