La crisi libica e i suoi sciacalli

Nonostante il “disgelo” intervenuto da circa 10 anni tra la Libia e gli anglo-americani, l’attuale crisi in cui è precipitato il paese arabo è diventato il nuovo round del match che oppone l’ormai vecchio colonnello alle vecchie Potenze imperialiste. Questa è l’unica cosa certa in una situazione che pare piuttosto difficile da decifrare e che viene raccontata in modo ancor più confuso dai media.

Preparare la Scacchiera allo "scontro di civiltà": dividere, conquistare e dominare il "Nuovo Medio...

Israele sta cercando di manipolare le rivolte arabe per conseguire i propri obiettivi strategici, delineati prima nel Piano Yinon (balcanizzazione del mondo arabo-musulmano) e poi nel documento "Clean Break" (destabilizzare la Siria con l'aiuto di Turchia, Giordania e sunniti iracheni e libanesi). Corollario di questo progetto è fomentare l'odio etnico e settario nella regione. Anche perché lo "scontro di civiltà" deve fungere da giustificazione ideologica di strategie imperialiste.

DUM ROMAE CONSULITUR

La Cina è una delle potenze emergenti nello scacchiere mondiale e i suoi movimenti sono interessanti da osservare, poiché spesso precorrono i tempi e...

IL SUD AFRICA DOPO MANDELA

La morte di Mandela, avvenuta il 5 dicembre del 2013, lascia un Sud Africa alle prese con diversi problemi. Storia difficile quella di questo...

Il mondo arabo e le rivolte: eterogeneità e complessità

La sera di venerdì 8 luglio si è tenuta presso il Centro Culturale Italo-Arabo “Dar Al Hikma” la conferenza “Capire le rivolte arabe”, organizzata dall'IsAG nell'ambito del Ciclo 2010-2011 dei Seminari di Eurasia. Sono intervenuti come relatori Daniele Scalea (segretario scientifico IsAG e co-autore del libro Capire le rivolte arabe), Enrico Galoppini (redattore di “Eurasia”) e Giovanni Andriolo (ricercatore IsAG). Si riporta di seguito la trascrizione del suo intervento.

Le emergenti contro-rivoluzioni in Tunisia ed Egitto

La posta in gioco è sempre più elevata. I popoli di Tunisia ed Egitto dovrebbero essere consapevoli che il governo degli Stati Uniti e dell'Unione europea scommettono politicamente sulla loro sconfitta. Sostengono la contro-rivoluzione dei vecchi regimi.

Libia al collasso

La separazione di fatto della Libia in due parti riapre ferite che si credevano ormai rimarginate. Anche qualora il leader libico venisse ucciso o il regime implodesse, non si avrebbe l’unificazione della Libia sotto un governo democratico, ma uno “stato fallito” nel quale tribù, clan e bande armate si fronteggerebbero in un crescente disordine. Il mancato impegno negoziale e diplomatico dei paesi occidentali e la folle scelta dell’intervento armato sembrano preludere a questo scenario devastante.

Recensione a Libia 2011 di Paolo Sensini

Il saggio di Paolo Sensini Libia 2011 (Milano 2011) rappresenta un’opera fondamentale per chi volesse ripercorrere le vicende belliche che hanno insanguinato l’altra sponda del Mediterraneo nell’anno in corso. L’opera è divisa in due parti: la prima è dedicata ad un secolo di storia libica, chiuso fra i due tragici eventi bellici della guerra coloniale del 1911 e dell’intervento ‘umanitario’ del 2011. La seconda, invece, affronta con rigore i fatti bellici dell’anno in corso su più piani

LA PIRATERIA AL LARGO DELLE COSTE SOMALE: L’OPERAZIONE ATALANTA

La pirateria marittima, dopo aver conosciuto un grande periodo d'oro tra il XVII e il XVIII secolo, subì un netto declino già dalla fine...

Clio Evans: "Cosa ho visto in Libia (e cosa i media hanno taciuto)"

Clio Evans ha incontrato più volte la guida della Jamahiriya libica, Muammar el Gheddafi, e si è recata in Libia anche durante la guerra. L’abbiamo incontrata per conoscere il suo parere sugli eventi in corso. "Molte delle cose che ho visto con i miei occhi - racconta - non sono mai arrivate nelle case degli italiani. Ad esempio le vittime civili della guerra. Noi in un ospedale abbiamo visto molti giovani con le gambe spappolate dalle bombe della Nato, alcuni li abbiamo anche intervistati. Oppure le immagini dei libici dalla pelle scura brutalmente deturpati e massacrati in pubblico dai ribelli, con l’accusa di essere mercenari stranieri. Di queste cose i principali media italiani non hanno mai parlato."
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