L’Afghanistan riflette l’ossessione degli USA
Gli Stati Uniti ripensano la loro strategia verso l'Afghanistan
Libera Europa?
In molti casi la potenza altrui dipende dalla propria debolezza e dall’incapacità di saper cogliere quelle opportunità concesse dalla fase storica che rende effettivi i processi di trasformazione degli assetti globali, in seguito ai quali è poi possibile rincorrere e agguantare un’autonomia decisionale prima insperata.
Le fatiche di Obama
Andrè Siegfried distingueva la geopolitica in esterna e interna, indicando con quest’ultimo termine una rivalità tra le principali parti politiche, che tentano di estendere la loro influenza in qualche regione, e di conquistare o conservare le circoscrizioni elettorali. Proprio questa accezione descrive perfettamente il clima agguerrito che, negli ultimi mesi, si è presentato negli Stati Uniti.
Stati Uniti e Kazakistan: un partenariato dalle solide radici
Dal 1991 gli Stati Uniti e il Kazakhstan hanno progressivamente stabilito un partenariato solido e stabile, basato su una cooperazione molto estesa, senza grandi ostacoli, al contrario di quanto avvenuto nelle relazioni di Washington con l’Uzbekistan. Tuttavia, le loro relazioni bilaterali conoscono dei limiti che non si possono trascurare.
All'assalto dell'Eurasia
All’inizio del secolo scorso, strateghi e teorici anglosassoni definiscono gli aspetti indispensabili per l’Inghilterra, poi per l’America al fine di mantenere le loro posizioni dominanti. In breve, queste potenze “navali”, geograficamente isolate, devono evitare la presenza di un concorrente forte, soprattutto se quest’ultimo è sul continente.
Pensare l'impensabile: un accordo USA-Iran
Apparentemente gli Stati Uniti hanno raggiunto un punto in cui devono necessariamente accettare che l’Iran sviluppi armi nucleari, qual’ora ne abbia voglia, ovvero pensare ad un’operazione militare che prevenga che ciò accada. Esiste però anche una terza strategia: Washington può tentare di ridefinire la questione iraniana.
Storia del "Nuovo Ordine Mondiale"
Pierre Hillard racconta la storia di un movimento ideologico, che ha lasciato la sua impronta sui tentativi in corso di raggruppare gli Stati all'interno di blocchi regionali, e che cerca di orientarli verso una forma di governance globale. Il suo obiettivo non è quello di prevenire i conflitti, ma di estendere il potere finanziario e commerciale del mondo anglo-sassone.
Blitzkrieg all'americana
A differenza della Germania che, dopo le sue sconfitte, ha sminuito la guerra come strumento della politica, gli USA dopo il Vietnam l'ha persino rivalutata, in cerca di nuove vittorie decisive. Eppure, proprio come i modelli tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, hanno scoperto quanto la vittoria possa essere elusiva ed illusoria.
La Conferenza di Londra sull'Afghanistan: Una nuova e migliore strategia?
Sin dai primi passi nella Casa Bianca il presidente Obama ha posto tra le priorità di politica estera della sua amministrazione la questione afghana ed il necessario cambio di strategia militare nell'approccio alla regione al fine di superare quello che, nel giro di circa dieci anni, s'è trasformato in un pericoloso pantano.
Wargame a Wahington: cyber war is coming!
Il Bipartisan Policy Center ha organizzato, il 16 febbraio 2010, un esercitazione simulante un cyber attacco contro gli Stati Uniti. Si trattava di dimostrare la vulnerabilità del paese e di mobilitare l'opinione pubblica, nella continuità delle dichiarazioni allarmistiche del direttore della National Intelligence, Dennis Blair, fatte al Congresso.

















