L'arcobaleno della “Rivoluzione Colorata” di Budapest

Sono elencati qui di seguito i gruppi, le associazioni e i partiti che hanno partecipato alla mobilitazione contro il governo ungherese in seguito alla "chiamata alle armi" della signora Clinton. Come si può notare, accanto a formazioni politiche liberali (LiFE ecc.), sedicenti socialiste (SzDSz ecc.), zingare (Neo Drom), antifa ("Civili contro l'estrema destra"), figurano i più diversi movimenti della "società civile" (p. es. la Federazione Ungherese Lesbiche, Omosessuali, Bisessuali e Transessuali, l'Unione delle Lesbiche ecc.). In prima linea, il Movimento Ungherese di Solidarietà (Magyar Szolidaritás Mozgalom), fondato da un ex ufficiale che ha frequentato un corso d'istruzione negli USA.

Il Kosovo è un inganno

Lo scippo del Kosovo non è solo un atto ostile contro la Serbia, è un atto strategico contro l’Europa. Non strettamente contro l’Ue, ma proprio contro l’Europa soggetto continentale composto da attori che non sono riusciti a irradiare negli anni la luce di una costruttiva politica nella Penisola Balcanica.

Islam e Fondamentalismo in Bosnia Erzegovina

Terra di confine fra il cattolico impero Austro-Ungarico e la Sublime Porta, la Bosnia-Ezegovina è ancora oggi uno strategico confine fra oriente ed occidente, un terreno di incontro e scontro. Essa assume una valenza speciale nella competizione fra le potenze occidentali e quelle orientali, in primis la Turchia, l’ Arabia Saudita, l’Iran.

VIKTOR ORBAN A MOSCA

La prima conferenza intergovernativa UE-Serbia per gennaio dovrebbe dimostrare lo stato di avanzamento della domanda serba d’adesione all’Unione europea. “La Serbia deve continuare le...

Sicurezza energetica: l'UE in Asia Centrale

Ogni economia usa come motore della propria crescita la disponibilità di approvvigionamenti energetici: i consumi globali sono aumentati esponenzialmente negli ultimi decenni e ciò ha portato il fattore «energia» a ricoprire un ruolo crescente nelle agende politiche e di sicurezza degli attori coinvolti. L’Unione Europea si inserisce appieno in questo trend e cerca nei paesi dell’Asia Centrale un’ulteriore fonte di sicurezza di approvvigionamento energetico.

Elezioni a Tallin, rigore di marca estone

Superata con maggiore agilità rispetto alle consorelle baltiche la crisi economica e abbracciato l’euro dall’inizio dell’anno, l’Estonia si è recata alle urne confermando al governo la maggioranza di centrodestra uscente, composta dal partito liberale riformista e dai conservatori cristiano-democratici di Res Publica.

BOSNIA, LE PIAZZE CHE VOGLIONO CAMBIARE IL PAESE

Nel corso dell'ultima settimana la Bosnia-Erzegovina è tornata sotto l'occhio dei riflettori, per la prima volta davvero dopo la fine delle guerre che hanno...

L’UNGHERIA TRA L’ORIENTE E L’OCCIDENTE

Riportiamo il canovaccio della relazione tenuta dal direttore di “Eurasia” alla conferenza del centro studi internazionale Dimore della sapienza (Brescia 16 gennaio 2016) Cercherò in...

Non cambia la Ostpolitik

Il nuovo governo di centrodestra tedesco non modificherà di una virgola la politica verso la Russia. Non ci saranno stravolgimenti, ripercussioni, cambiamenti di rotta. Berlino e Mosca continueranno ad avere buoni, ottimi rapporti. Anzi, l’asse si salderà sempre di più. Basta sapere come vanno le cose oggi e dare un’occhiata a qual è stata la strategia al Kanzleramt e al Cremlino negli ultimi vent’anni.

La Turchia nell’Ue: partner scomodo o alleato strategico per la politica estera europea?

La politica estera europea, da tempo tacciata di non essere in grado di esprimere posizioni comuni come converrebbe ad un soggetto non a caso denominato“Unione europea”, spinge a riflettere su uno dei vari fronti aperti che, in vista degli accadimenti attuali quali la guerra in Libia, torna prepotentemente alla ribalta: l’ingresso della Turchia nell’Ue. In realtà sarebbe più esatto dire che non è mai stato accantonato ma, lo schieramento degli attori internazionali nella vicenda libica, chiamando in causa inevitabilmente anche la Turchia, ha evidenziato come l’Europa sia praticamente spaccata a metà tra turco-scettici e ferventi sostenitori dell’adesione turca.
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