Bosnia Erzegovina: tra vecchie ostilità e nuove alleanze

Il clima in BH si era iniziato a riscaldare già in primavera, quando gli screzi tra i serbi e bosniaci musulmani uscirono dai tradizionali schemi. Alla calda primavera seguì una calda estate. Lo scompiglio generale si acuì poi con la mancata formazione del governo federale dovuta all’opposizione dei leader della RS e dei due maggiori partiti croati alla nomina di Slavo Kukic alla carica di Primo Ministro. Nella terra del “tutto può succedere”, durante la più grave crisi istituzionale dalla fine della guerra, l’alleanza ostile tra bosgnacci e bosniaci croati sembra ormai in direzione d’arrivo mentre una nuova e più bizzarra alleanza serbo-croata sembra invece consolidarsi.

Loretta Napoleoni: "L'Italia faccia come l'Islanda, scelga il 'default pilotato' ed esca dall'euro"

Il libro di Loretta Napoleoni "Il contagio" fotografa l'attuale situazione internazionale nella quale anche l'Italia di qui a poco potrebbe trovarsi - drammaticamente - ad essere protagonista. L'esigenza (leggasi l'urgenza) è quella di uscire dalla fase del "non ritorno". Come? La soluzione c'è, dice Napoleoni: l'Italia, d'accordo con l'Europa, scelga il "default pilotato".

Erdoğan: direzione Gaza, passando per l’Egitto

Segnali contraddittori: la Turchia che da una parte accoglie la richiesta NATO di installazione del cosiddetto “sistema radar di difesa” – una minaccia latente verso l’Iran e non solo, si pensi per esempio alla posizione della Russia – e che dall’altra rompe decisamente con Israele in seguito al persistente rifiuto dell’entità sionista di interrompere l’embargo verso Gaza e di scusarsi per il sanguinoso assalto alla Mavi Marmara.

Le elezioni in Finlandia e l’ascesa del nazionalismo in tutta Europa

Le elezioni parlamentari tenutesi in Finlandia il 17 aprile sono state segnate da un successo senza precedenti dal partito dei True Finns (Veri Finlandesi), che viene considerato come un partito nazionalista. Il giorno successivo alle elezioni parlamentari, uno dei principali quotidiani finlandesi, “Aamulehti”, ha riportato, come titolo, la parola "Rivoluzione". In questo momento, possiamo ravvisare simili "rivoluzioni" in tutta l'Europa Occidentale.

Quel “buco” che inghiotte popoli e stati

Nel breve periodo e nella contingenza drammatica che stiamo vivendo, ovviamente, si mira a tamponare, a tagliare, a risparmiare, a recuperare. Qualche analista, e in modo trasversale alle categorie di destra e sinistra, comincia tuttavia a mettere in discussione l’intera impalcatura che regge quella che è denominata “la truffa del debito”. Pazzie? Teorie visionarie? Be’, se i lucidi, razionali e ortodossi analisti economici ci hanno portato sin qui, forse vale la pena di tentare la carta della follia...

UE e Islanda: le prospettive di un allargamento

Con la seconda riunione della conferenza di adesione con l’Islanda tenutasi lo scorso 27 giugno, hanno preso il via i negoziati sostanziali di ingresso dell’isola all’Unione Europea. I lavori sono accompagnati da molti dubbi all’interno dell’UE, a causa del crack finanziario delle principali banche islandesi del 2008, che ha prodotto un enorme debito nei confronti dei contribuenti di Olanda e Regno Unito. Per quanto l’eventuale ingresso dell’isola possa apportare benefici all’UE, questo mancato risarcimento – congiuntamente alle questioni relative alla riforma della politica comune della pesca – potrebbe essere un ostacolo per il nuovo allargamento europeo.

D. Scalea sul debito pubblico italiano a Class CNBC e IRIB

Il nostro redattore Daniele Scalea, segretario scientifico dell'IsAG e saggista (autore de La sfida totale e co-autore con Pietro Longo di Capire le rivolte arabe), negli ultimi giorni è stato invitato a commentare la crisi del debito pubblico italiano presso la rete televisiva Class CNBC e quella radiofonica Radio Italia (IRIB). Riportiamo di seguito le trascrizioni d'entrambi i suoi interventi.

Due sfide per i politici europei

Le cause della grande crisi di fiducia che ha colpito l’Eurozona e iniettato veleno nell’ecosistema politico europeo sono molteplici. Il problema ha però radici ben più profonde rispetto all’inadeguatezza dell’edificio noto come la governance economica dell’Eurozona. La crisi, infatti, si è aggravata fino alle sue attuali dimensioni a causa di due gravi problemi strutturali che richiedono entrambi di essere portati al centro del dibattito politico.

Morire per il debito?

Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il socialista francese Marcel Deat si chiedeva se valesse la pena “morire per Danzica”. Parafrasando le sue parole, oggi gl'Italiani dovrebbero domandarsi se valga la pena “morire per il debito”. Perché la sorte che si profila per il nostro paese è tutt'altro che rosea. A meno di prendere scelte coraggiose che possono cambiare il corso della nostra storia...

La realpolitik turca nell'epoca di Erdoğan

Il 2002 rimosse la gerontocrazia turca dallo scenario politico del paese. La classe politica, costituita da leader di novanta anni, come Eçevit o...
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