Dallo sport allo Stato: il problema bosniaco
La Federcalcio di Bosnia e Erzegovina (NFSBiH) è stata sospesa da FIFA e UEFA. La Bosnia non potrà partecipare a nessuna competizione internazionale fino a nuovo ordine, ovvero fino a quando la dirigenza della Republika Srpska e quella della Federazione non troveranno un accordo per un solo e unico presidente, invece dei tre attuali, così come previsto dallo statuto delle due federazioni sportive.
La collocazione internazionale dell'Italia
Di fronte alla sfida che proviene (inaspettatamente) dal mondo arabo, ma anche da quelle che derivano dalle dinamiche di un modo sempre più multipolarizzato e globalizzato, l’Italia ha l’opportunità di operare un significativo ri-orientamento che le permetterebbe di acquisire una credibilità non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale. Tale ri-collocazione non è possibile se non avviene secondo due profili: quello geografico e quello storico.
L’Italia è in guerra contro i suoi interessi
Il rapporto stabilito con la Libia di Gheddafi rispondeva al nostro interesse nazionale. La situazione attuale no. Non corrispondeva all’interesse dell’Italia accettare la destabilizzazione del nostro partner all’inizio della crisi, né tantomeno schierarsi contro la Libia sperando che il nostro servilismo ci procurasse almeno le briciole sulle fumanti macerie di una nazione devastata dai bombardamenti, dopo.
Libia: che alternative aveva l'Italia
In un articolo di pochi giorni fa si è criticato il comportamento della diplomazia italiana in occasione della crisi libica. Resta ora da valutare, per completezza, di quali alternative disponeva l'Italia per meglio affrontare la crisi libica.
L'Italia ha già perso la sua guerra di Libia
Dopo aver celebrato in sordina il Centocinquantenario dell'Unità, il Governo italiano ha scelto d'aggiungere ai festeggiamenti uno strascico molto particolare: una guerra in Libia. Qualsiasi sarà l'esito dello scontro, l'Italia ha già perduto la sua campagna di Libia.
UE: il primo trimestre della presidenza ungherese
L’Ungheria è in carica alla presidenza del Consiglio dell’Unione Europea per il primo semestre 2011. Si tratta di un anno significativo per le scelte dell’UE, le quali saranno improntate ad una maggiore apertura verso l’Est ed alla valutazione di politiche vicine all’Europa Centrale ed Orientale.
Rapporti economici Italia-Moldova: intervista a R. Pace
Presentiamo uno stralcio dell’intervista a Roberto Pace, Presidente della Camera di Commercio e Industria Moldo-Italiana (C.C.I-MD), raccolta nel mese di Febbraio 2011 a Chişinau, Repubblica Moldova. La versione integrale dell’intervista sarà pubblicata sul prossimo numero di EURASIA.
Il confine lituano-polacco: un'opportunità per l'Europa
Con il “Lithuania – Poland Programme 2007 – 2013” l’Unione Europea si pone l’obiettivo di aumentare e migliorare l’integrazione dei due paesi nell’ampia prospettiva dell’enlargement, preservando l’identità nazionale di entrambi i territori, accettando allo stesso tempo le strategie lanciate dal Trattato di Lisbona e Gothenburg.
Elezioni a Tallin, rigore di marca estone
Superata con maggiore agilità rispetto alle consorelle baltiche la crisi economica e abbracciato l’euro dall’inizio dell’anno, l’Estonia si è recata alle urne confermando al governo la maggioranza di centrodestra uscente, composta dal partito liberale riformista e dai conservatori cristiano-democratici di Res Publica.
Il futuro dell’euro passa per Berlino
In una serie di vertici di qui a fine marzo verrà ridisegnato l’intero assetto della governance economica dell’Europa. Le decisioni che vi verranno prese serviranno a fronteggiare i problemi di fondo che hanno determinato in quest’ultimo anno la grave crisi dell’euro. Una situazione di crisi che non è affatto finita.

















