La Fratellanza Musulmana verso le elezioni parlamentari e presidenziali

Lo scenario del fronte islamista egiziano, se pur unito nei suoi obbiettivi, sembrerebbe presentare diverse tendenze, una maggiormente aperta ad uno scenario pluri-confessionale rappresentato...

La primavera araba e il balance of power in Medio Oriente

La Primavera Araba ha profondamente segnato il panorama politico del Medio Oriente. Spentosi rapidamente l’entusiasmo per l’ondata democratica, è opportuno domandarsi se e come i cambiamenti occorsi fino ad oggi abbiano influenzato il delicato equilibrio geopolitico della regione. La configurazione pre-rivolta vedeva in Israele, Egitto ed Arabia Saudita i principali alleati della superpotenza americana, con l’asse Iran-Siria a capo dello schieramento “anti-egemonico”. Poco più di sei mesi dopo la “Rivoluzione dei Gelsomini” in Tunisia quest’articolo traccerà un bilancio (parziale) degli effetti delle rivolte nel mondo arabo sugli equilibri geopolitici del Medio Oriente.

Siria: tra il complotto internazionale e le sue conseguenze

Sono ormai passati più di centocinquanta giorni dall’inizio della “Rivoluzione Siriana”, così come è stata soprannominata in Europa, o“Manifestazioni Armate”, e “disordini”, definiti invece tali dal governo di Bashār al-Asad. Dopo questi cinque mesi di sangue e pressioni internazionali, la Siria sembra essere vittima di un nuovo piano di divisone territoriale simile al famoso accordo di Sykes-Picot tramite il quale i francesi e gli inglesi divisero la grande Siria in diversi stati. Qualora questo piano avesse successo tutta la regione ne subirebbe le conseguenze.

Preoccupazione al Réseau Voltaire per le minacce di morte a Meyssan e a Nazemroaya

L’organo di analisi e informazione indipendente Réseau Voltaire è preoccupato per le minacce di morte rivolte a due membri dello staff attualmente...

I giornalisti Thierry Meyssan e Mahdi Darius Nazemroaya minacciati di morte a Tripoli

I giornalisti Thierry Meyssan e Mahdi Darius Nazemroaya minacciati di morte a Tripoli. A Tripoli, i bombardamenti sono ripresui verso le ore 10:20 di...

"Turchia, ponte d'Eurasia": una recensione

Il saggio di Aldo Braccio, profondo conoscitore del mondo turco, assume un prestigio particolare se messo in relazione con l'attuale congiuntura storica. Dalla lucida disamina offerta da Aldo Braccio emerge il ritratto di una nazione proiettata verso il futuro mantenendosi allo stesso tempo legata al proprio passato, capace di ereditare alcuni dei fattori fondamentali che avevano reso grande l'impero della Sublime Porta.

Israele, un altro autogol

Un'analisi pungente e precisa riguardo la storia, infinita e ricca di sorprese, della Freedom Flotilla 2, la cui perseveranza mette a dura prova le resistenze israeliane circa la validità e la necessità di continuare l'embargo a Gaza. Tutto questo non trascurando le valutazioni di paesi limitrofi direttamente interessati, quali Grecia e Turchia. La storia di un attivismo condito di umanità e di determinazione il cui destino rimane tuttora incerto.

"Progetti di egemonia": una recensione

Il rapporto fra Stati Uniti e Israele è sempre stato legato al concetto di special relationship, ovvero all’idea di una relazione, un’alleanza “speciale” che andrebbe al di là della pura strategia geopolitica. Il libro di Zanitti propone un’analisi dettagliata del rapporto non solo fra i due Paesi, ma anche fra il partito Neoconservatore statunitense e il partito Neorevisionista israeliano. La tesi che guida il libro è che tale rapporto fra le due nazioni sia frutto non solo di una profonda condivisione di valori considerati giusti a prescindere, ma anche di un ‘eccezionalismo’ di entrambe. I due movimenti politici, nonostante siano nati in contesti geografici e culturali molto distanti fra loro, avrebbero, così come sottolinea Zanitti, degli interessanti punti di contatto.

Quattro mesi di guerra in Libia

L'operazione militare della Nato contro la Libia, condotta principalmente dalle forze armate di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, sta accelerando la formazione di un nuovo sistema di relazioni internazionali. Allo stesso tempo, la guerra funge da poligono di tiro per testare la strategia degli Stati Uniti con l'Africa Command (USAFRICOM) in una situazione di combattimento reale, così come l'efficienza delle nuove armi ...

La destabilizzazione del Vicino e Medio Oriente

Allo spazio concesso dal tritacarne mediatico alle sommosse che hanno agitato il Libano, l’Iran e la Siria fa da palese contraltare all’occultamento di cui sono stati oggetti i moti in Arabia Saudita e Bahrein, in cui le rivolte delle rispettive componenti sciite rischiavano di alterare i precari equilibri geopolitici e provocare pericolosi slittamenti filo iraniani che avrebbero minato i piani egemonici statunitensi ed israeliani.
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