L’Ue e la crisi finanziaria

Nelle ultime settimane i mercati finanziari internazionali hanno vissuto fasi turbolente che hanno visto attacchi ripetuti all’euro e ai titoli di paesi europei, con in testa la Grecia. La dichiarazione di solidarietà venuta la scorsa settimana dal Consiglio europeo è valsa per ora a guadagnare tempo. Ma non basta.

Il post-Stark in Europa: la stabilità finanziaria dell'UE dipende ancora dalla Germania?

Le dimissioni di Stark dalla BCE sono apparse alla comunità internazionale come la presa di distanza tedesca dal modo di gestire le economie in crisi e intese - dalla stessa Germania - come un modo per testare la propria leadership ed influenza nel mondo finanziario. E visti i risultati negativi in Borsa nei giorni successivi, sembra proprio che la Germania continui ad essere ancora determinante ma, se è vero che l’Europa ha bisogno della potenza tedesca, a sua volta la Germania ha bisogno dell’UE dal momento che solo la compattezza comunitaria può attirare capitali e garantire altrettanta compattezza da parte degli investitori.

INTERVISTA A PAUL CRAIG ROBERTS

A cura di Giacomo Gabellini   1 – Con lo sganciamento del dollaro dall’oro decretato dal presidente Nixon, venne inaugurata l’era dei “petro-dollari”, che ha comportato...

Litio: la scommessa strategica del Cile

Il litio si sta trasformando rapidamente in un minerale “strategico” e ha bisogno di essere definito urgentemente dai dirigenti politici ed economici dell’Argentina.

L’Argentina imita gli Stati Uniti, il Giappone e la Svizzera

La realtà è che oggi le nazioni più sviluppate- anche quelle che hanno raggiunto da poco questo stato- come la Corea del Sud - propongono come formula del successo economico e sociale una via completamente diversa da quella per la quale sono passate. C’è una falsificazione della storia - costruita dai centri egemonici del potere mondiale - che nasconde il vero cammino che hanno percorso le nazioni oggi sviluppate per raggiungere il loro attuale stato di benessere e sviluppo. Tutte le nazioni sviluppate sono riuscite a farlo rinnegando alcuni dei principi base del liberalismo economico, in particolare rinnegando l’applicazione del libero commercio, vale a dire applicando un forte protezionismo economico, ma oggi consigliano ai paesi in via di sviluppo o sottosviluppati la severa applicazione di una politica economica di libero commercio, come strada per il successo.

Europa e Russia: gas-Ostpolitik

Nella partita del gas ci sono diversi attori e schieramenti. Sembrano essere poche le strategie di massima e molte le iniziative bilaterali o multiple. Poche le converge e molte le divergenze. Particolarmente indicativa è la situazione in Europa.

Per gli investitori Mosca è diventata più interessante di New York

La capitale russa per la prima volta al sesto posto nella lista delle dieci città più interessanti per gli investitori globali - I leader del rating sono Londra e Parigi - Vanno molto forte le città cinesi - Nei prossimi due anni le metropoli europee rischiano di essere superate da altri due centri finanziari asiatici: Mumbai e Singapore.

Roberto Pelo – Vittorio Torrembini, Sdelano V Italii

Roberto Pelo, Vittorio Torrembini Sdelano V Italii Edizioni Il Sole 24 ORE, Milano 2010 La storia della presenza delle imprese italiane in Russia è vecchia...

G7 di Roma: VERTICE ministeriale sull’energia

Il 5 e 6 maggio, a Roma, si sono incontrati i ministri competenti in materia energetica di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna...

La cooperazione internazionale e la sicurezza energetica 



La stabilità delle relazioni e della cooperazione globale con i paesi esterni all’Unione europea è una delle priorità strategiche della politica estera russa. Tradizionalmente, la Russia si sviluppa e rafforza i legami economici, scientifici e culturali con i paesi del Sud Europa.
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