Eurasia 1978-1980: tre anni cruciali (parte II)

Il triennio 1978-1980 fu ricco di avvenimenti, tra di loro interconnessi, che avrebbero impresso un nuovo corso alla storia dell’Eurasia e del mondo intero. La pace israelo-egiziana, l’ascesa della Cina ed il declino dell’Occidente, il ritorno della Turchia

L'Eurasia, un caso di studio

L’area euro-asiatica rappresenta un case study. Per un duplice ordine di ragioni. In primo luogo, perché tale area, con tutte le sue risorse interne, definisce la portata e la stabilità dell’asset sistemico e “macroregionale” del mondo post-comunista, che anche oggi incorpora stratificazioni di ceti politici ed economici ereditati dal totalitarismo comunista. In secondo luogo, osserviamo che il capitalismo globalizzato si ristruttura seguendo il corso della destrutturazione del post-comunismo e il parallelo corso delle élites e dei poteri dominanti in questa area.

L'asse russo-germanico contro l'Occidente bancario

Diceva Oswald Spengler che il pericolo che già ai suoi tempi incombeva sulla civiltà bianca era doppio: da una parte c’era l’imminente “rivolta dei...

Le rivolte arabe, la crisi ed il futuro del mondo – Intervista a Igor...

Igor Panarin è un politologo russo, membro dell'Accademia delle Scienze Militari, del Consiglio Scientifico e Metodologico e del Comitato Federale per gli Affari della CSI; decano della Facoltà di Relazioni Internazionali e docente di Relazioni pubbliche e comunicazione di massa presso l'Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri. È autore di numerosi libri sulla geopolitica e la propaganda di guerra. Antonio Grego l'ha intervistato per il sito della rivista “Eurasia”.

Ridefinire il binomio guerra-pace nell’era globale

Il binomio guerra e pace, che per lungo tempo ha semplicemente significato due ben distinte pratiche rituali del gioco politico, statale e non, susseguentisi l’una all’altra, nell’era globale necessita di essere ridefinito. Le nuove “pratiche di guerra e pace” rendono impronunciabile il termine guerra, quasi fosse tabù, e lo nascondono sotto le etichette di “intervento umanitario” e “peace-keeping operations”, mentre ciò che chiamiamo pace in realtà si confonde, tende a sfumarsi ed a sovrapporsi al “momento” armato, desacralizzandolo.

UNA GEOPOLITICA FLUVIALE

Il fiume è coessenziale ad una interpretazione della storia europea secondo una visione “di terra”, contrapposta ad una percezione marittima. Si vogliono evidenziare solo...

GLI USA E I LORO AVVERSARI

Si potrebbe intitolare questa mia riflessione “L’Impero colpisce ancora”: il titolo del capitolo della saga cinematografica di Guerre Stellari mi sembra adatto a descrivere...

L’UTOPIA GEOPOLITICA DELL’ “IMPERO LATINO”

Il Mar Mediterraneo, come topos del rapporto tra Europa e Vicino Oriente e con una naturale vocazione geopolitica di crocevia tra Nord e Sud...

Geopolitica tradizionale, geopolitica critica

L'illustre geopolitico argentino Bernardo Quagliotti de Bellis analizza le recenti tendenze nella teoria geopolitica, prendendo in esame, tra gli altri, anche il pensiero del direttore di "Eurasia" Tiberio Graziani. Secondo Quagliotti de Bellis le premesse basiche della geopolitica tradizionale sono state rivalutate negli ultimi vent'anni.

NIEKISCH, LA QUESTIONE TEDESCA E L’EURASIA

Il testo seguente si pone come ideale prosecuzione ed approfondimento di un altro articolo, pubblicato sul sito informatico di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”...
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