Giovedi 16 dicembre presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio a Roma, Tiberio Graziani direttore della rivista di studi geopolitici Eurasia, ha incontrato la delegazione dell’Unione Europea di Turchia a Bruxelles. Lo scopo dell’incontro è stato quello di fornire ai giornalisti turchi una lettura adeguata dei rapporti fra Europa e Turchia.

Graziani ha sottolineato come da un punto di vista geopolitico l’Europa occidentale non sia altro che una penisola del continente eurasiatico, centrando quindi l’attenzione sull’importanza per la cooperazione fra gli Stati ed i popoli del continente, di spazi come quello ricoperto dalla Turchia potenza emergente eminentemente eurasiatica per posizione e storia. Ankara, crollata la tradizione imperiale ottomana, diventò un avamposto della dottrina del containment statunitense ospitando, come l’Italia, basi militari americane, aderendo alla Nato, sviluppando rapporti speciali con Israele e quindi in definitiva ricoprendo un importante ruolo nella strategia di divisione del Mediterraneo e dell’Eurasia chiodo fisso di Washington. Negli ultimi tempi però, dopo la sbornia unipolarista dei primi anni novanta, la Turchia per mezzo soprattutto del “triumvirato” Gul / Erdogan / Davutoglu e a causa del crescente multipolarismo che ha visto l’imporsi di nuove potenze come Brasile, Cina, India, Russia è riuscita a ritagliarsi un ruolo di “attore emergente”, diventando anche un polo di aggregazione nel mediterraneo come testimoniano i recenti scontri con Tel Aviv; per tali motivi soltanto la scarsa visione politica dei burocrati europei – troppo immobili nel seguire le strategie elaborate a Washington (basterà citare il progetto EuroMediterraneo del presidente francese Sarkozy)- pone un freno all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Questo non gioverebbe soltanto economicamente alle popolazioni mediterranee ed europee, ma semplicemente sancirebbe la vicinanza di una storia millenaria condivisa. Leggendo la situazione presente e futura da un punto di vista geopolitico, chiarisce Graziani, l’Europa ha tutto l’interesse ad accogliere la Turchia e non deve farsi sviare da progetti antagonisti alla cooperazione eurasiatica che siano energetici, economici o culturali. I giornalisti turchi hanno espresso grande apprezzamento per questo maturo approccio geopolitico e “sovrano” confermando di aver riscontrato ostilità proprio fra coloro più schierati verso un approccio troppo transatlantico dell’Europa occidentale.

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