Il segretario del partito comunista russo ed esperto di geopolitica, Gennadij Zjuganov, ha duramente criticato l’attuale orientamento della politica estera russa. Per Zjuganov Mosca deve smettere di “inchinarsi all’Occidente”

Nel sito del partito si legge la seguente dichiarazione del capo comunista: “I dirigenti russi si impegnano a rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti e credono fermamente nelle sue intenzioni amichevoli. Tuttavia, il comportamento dei nostri nuovi ‘compagni’ – ben illustrato dal recente “scandalo delle spie’- a fatica ci risulta essere amichevole “.

Il politico russo ha osservato che l’incidente – che coinvolge una presunta spia russa negli Stati Uniti si è verificato poco dopo la visita ufficiale del presidente Dmitri Medvedev negli Stati Uniti – indica che “il sasso da lanciare contro la finestra russa” era stato preparato in anticipo.

Zjuganov ha anche criticato la decisione del Cremlino di sostenere nuove sanzioni contro l’Iran per i suoi piani nucleari e la “guerra del gas” con la Bielorussia. Secondo Zjuganov entrambe le questioni non sarebbero in linea con gli interessi geopolitici del paese.