Fonte: “New American” tramite “Global Research

[Nella foto: la sede della Banca Centrale di Libia]

Mentre gli analisti dibattono sui possibili motivi dietro l’intervento militare in Libia del Presidente Obama, appoggiato dalle Nazioni Unite, un’angolazione che non ha ricevuto attenzione negli ultimi giorni è la decisione, apparentemente strana, con cui i ribelli ‘istituiscono una nuova banca centrale, per sostituire l’autorità statale monetaria del dittatore Muammar Gheddafi – forse la prima volta nella storia che dei rivoluzionari si sono dedicati a creare una tale istituzione, mentre sono nel mezzo di una battaglia mortale, secondo gli osservatori.

In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana, i ribelli hanno riferito sui risultati di una riunione svoltasi il 19 marzo. Tra le altre cose, i presunti rivoluzionari disorganizzati hanno annunciato la “designazione della Banca Centrale di Bengasi quale autorità monetaria competente nelle politiche monetarie in Libia, e la nomina di un governatore della Banca Centrale della Libia, con sede provvisoria a Bengasi.

La banca centrale del regime di Gheddafi – a differenza della Federal Reserve, che è posseduto da azionisti privati – è stata tra le poche banche centrali al mondo ad essere interamente di proprietà statale. Al momento, non è chiaro esattamente chi sia proprietario della banca centrale dei ribelli o come sarà governata.

Il cosiddetto Consiglio nazionale di transizione provvisorio, l’autonominato nuovo governo dei ribelli per la Libia, che pretende di essere “unico rappresentante legittimo del popolo libico“, ha anche strombazzato la creazione di una nuova “Compagnia petrolifera libica” con sede nella città roccaforte dei ribelli di Bengasi. La nazione del Nord Africa, naturalmente, ha le maggiori riserve accertate di petrolio del continente.

Il governo degli Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno entrambi recentemente annunciato che i ribelli sarebbero stati liberi di vendere il petrolio sotto il loro controllo – se lo fanno senza la National Oil Corporation di Gheddafi. E le prime spedizioni sono pronte per essere inviate la prossima settimana, secondo le notizie che citano un portavoce dei ribelli.
Ma la creazione di una nuova banca centrale, ancor più del nuovo regime petrolifero nazionale, ha lasciato perplessi gli analisti. “
Non ho mai sentito parlare prima di una banca centrale creata nel giro di poche settimane da una rivolta popolare,” ha osservato Robert Wenzel in una analisi per l’Economic Policy Journal. “Questo suggerisce che c’è un po’ più di un gruppo di ribelli straccioni intorno alla cosa, e che ci sono alcune influenze piuttosto sofisticate.”
Wenzel ha anche osservato che la rivolta sembrava un “
giocare molti soldi e molto petrolio, con i ribelli assai scontenti utilizzati come marionette e copertura“, mentre si svolge il trasferimento del controllo sulle forniture di petrolio e sul denaro. E altri analisti sono d’accordo.

Un blog popolare The Economic Collapse ha usato il sarcasmo per esprimere sospetti circa lo strano annuncio dei ribelli. “Forse, quando il conflitto sarà finito, quei ribelli potranno diventare consulenti sulla gestione del tempo. Di sicuro hanno fatto molte cose“, scherzava il pezzo intitolato “Wow che velocità! I ribelli libici hanno già creato la nuova Banca Centrale di Libia.

Il blog inoltre commenta, di nuovo sarcasticamente, la possibilità di intervento esterno. “Che gruppo qualificato di ribelli possono combattere una guerra, di giorno, e tirar su una nuova banca centrale e una nuova società petrolifera nazionale, di notte, senza alcun aiuto esterno di sorta. Se solo il resto di noi fosse così versatile! … A quanto pare qualcuno ha sentito che era molto importante aver a che fare con materie fastidiose come il controllo delle banche e il controllo dell’emissione di denaro, prima ancora che un nuovo governo sia formato“, si legge nel pezzo.

Anche fonti di notizie mainstream erano perplesse. “È la prima volta che un gruppo rivoluzionario ha creato una banca centrale mentre è ancora nel bel mezzo della lotta contro un potere politico radicato?” si chiedeva il caporedattore della CNBC, John Carney. “Certamente sembra indicare quanto straordinariamente potenti siano diventate nella nostra epoca i banchieri centrali.”

Ma alcuni osservatori sono convinti che la questione della banca centrale, sia in realtà la motivazione principale per la guerra internazionale contro la dittatura della Libia. In un articolo diffuso in tutto il web, dal titolo “I globalisti puntano alla Banca centrale di Libia, di proprietà statale al 100%“, autore Eric Encina, si sostiene che i “finanzieri globalisti e manipolatori del mercato” del mondo, non potevamo sopportare l’indipendenza dell’autorità monetaria libica, spiegando:

Attualmente, il governo libico crea la propria moneta, il Dinaro libico, tramite le strutture della sua banca centrale. Uno dei problemi principali per i cartelli bancari globalisti, è che per fare affari con la Libia, devono passare dalla Banca centrale libica e dalla sua moneta nazionale, un luogo in cui hanno assolutamente zero dominio o capacità di potere d’intermediazione. Quindi, abbattere la Central Bank of Libya (CBL), potrebbe non apparire nei discorsi di Obama, Sarkozy e Cameron, ma questo è certamente in cima all’agenda mondialista per assorbire la Libia nel suo alveare di nazioni conformi.

E quando Gheddafi sarà andato via e la polvere scesa, secondo Encina, “vedrete i riformatori alleati muoversi nel riformare il sistema monetario della Libia, pompando a tutta forza dollari senza valore, l’innesco per una serie di caotici cicli inflazionistici.” Il futuro delle vaste scorte di oro della Libia potrebbe anch’esso essere in pericolo, ha osservato.
Numerosi altri analisti ed esperti hanno anche sottolineato il problema delle banche centrali, come uno dei fattori che porta in alto, nella protezione occidentale dei ribelli libici. Lo storico monetario Andrew Gause, per esempio, ha di recente pubblicamente condiviso le sue preoccupazioni circa la questione.

Altri punti strani dell’annuncio dei ribelli della scorsa settimana, includevano preparativi per inviare Gheddafi al Tribunale penale internazionale dell’ONU per il processo, la selezione dei diplomatici da inviare all’estero, e il desiderio di altri governi di riconoscere il Consiglio nazionale di transizione come il nuovo legittimo governante della Libia. La Francia l’ha già fatto, e altri governi possono presto seguire l’esempio.

Naturalmente, il governo USA sostiene di sapere molto poco su chi siano realmente i ribelli. Ma il comandante statunitense delle forze della NATO ha recentemente ammesso al Senato, che accenni di coinvolgimento di al-Qaida sono stati individuati tra i ribelli. Il gruppo terroristico è stato creato, armato, finanziato e addestrato dal governo degli Stati Uniti decenni fa, come la segretaria di Stato Hillary Clinton ha ammesso anche di recente. Ma da allora, ha preso di mira le ambasciate e altri obiettivi degli USA.
Come The New American ha segnalato, elementi di
al-Qaida e gruppi terroristici affiliati sono infatti presenti tra i leader della rivoluzione. Ma nonostante ciò, il governo statunitense e la coalizione internazionale stanno fornendo supporto aereo e armi alla nuova banca centrale creata dai ribelli. Come finirà il conflitto qui è incerto, ma i regimi occidentali hanno promesso di non lasciare che Gheddafi rimanga al potere.


Traduzione di Alessandro Lattanzio

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