Fonte: Infochina.be – 2010/12/07


Tre settimane dopo che la Corea del Nord e Corea del Sud si sono scambiati titi d’artiglieria per diverse ore, la calma non è ancora tornata. Sembra che gli Stati Uniti vogliano prolungare questa situazione di conflitto con l’intenzione di isolare la Cina e ottenere il congelamento dei rapporti tra quest’ultima e alcuni paesi in Asia orientale.
La ricostruzione dei fatti ci dice che l’incidente del 23 novembre tra i due Stati coreani, è stata provocata e che da allora gli Stati Uniti mantengono consapevolmente la tensione.

La ricostruzione degli eventi (1):
1. Durante la settimana del 23 novembre, Corea del Sud e gli Stati Uniti erano impegnati in esercitazioni militari congiunte  denominate “Hoguk” –  che significa “Difesa dello Stato”. Vi erano coinvolti 70.000 uomini, 600 carri armati, 500 aerei da combattimento, 900 elicotteri e 50 navi da guerra (2).
2. I giorni precedenti, e il 23 novembre, la Corea del Nord ha chiesto ripetutamente e con decisione di non tenere le esercitazioni militari.
3. Il 23 novembre, le unità di artiglieria dell’esercito sud-coreano posizionate sulle isole del Mar Giallo occidentale, a 7 miglia nautiche (13 km) di distanza dalla costa nord-coreana, hanno aperto il fuoco per quattro ore. Secondo il ministero della difesa sudcoreano, queste unità hanno sparato 3.657 tiri ad una velocità di poco più di 900 colpi per ora. Hanno tirato nella zona marittima rivendicata sia dalla Corea del Nord che dalla Corea del Sud. Questo spazio marittimo si trova vicino al confine settentrionale istituito nel 1953 dall’US Navy, e non è riconosciuto né a livello internazionale, nè dalla Corea del Nord. La Corea del Nord riteneva i tiri dell’artiglieria della Corea del Sud un bombardamento del suo territorio.
4. Le unità di artiglieria nordcoreane rispondevano al fuoco bombardando a loro volta l’isola Yeonpyeong. Sur ce, l’artillerie sud-coréenne prend pour cible les bases militaires nord-coréennes. Su questo, l’artiglieria della Corea del Sud prende di mira le basi militari in Corea del Nord. Sull’isola di Yeonpyeong vi sono basi militari della Corea del Sud e vi è anche una comunità di pescatori di circa 1300 anime. Durante il tiro dell’artiglieria della Corea del Nord, due soldati sudcoreani sono rimasti uccisi, insieme a due civili sudcoreani impiegati dell’esercito sud-coreano. Anche dal lato nord-coreano, si deplorano due uccisi.

Mantenere la tensione
Il giorno dell’incidente, Stati Uniti, Unione europea e Giappone condannavano la Corea del Nord – senza che alcuna indagine sul fatto fosse stata avviata. Il 24 novembre, Obama inviava le portaerei George Washington. La nave dispone di armi nucleari, trasporta anche 75 aerei da combattimento e 6.000 uomini. La Corea del Sud e gli Stati Uniti decisero di continuare le esercitazioni militari e d’inserirvi un numero ancora maggiore di navi da guerra. Ma queste esercitazioni non proseguirono nelle aree originariamente prevista. La Corea del Sud inizialmente voleva continuare le esercitazioni della sua artiglieria sull’isola bombardata di Yeonpyeong, ma le cancellò. Le esercitazioni congiunte di Corea del Sud e Stati Uniti, ora hanno luogo nel Mar Giallo, a circa 125 miglia nautiche (230 km) dal cofinne.
Due giorni dopo la fine di queste esercitazioni, il Giappone e gli Stati Uniti cominciarono insieme nuove esercitazioni militari. Tra i partecipanti figuravano 44 mila soldati, 40 navi da guerra giapponesi e 20 statunitensi, e centinaia di aerei da guerra. Le esercitazioni si svolsero nella zona intorno alle isole meridionali del Giappone.
Nel frattempo, il premier cinese Wen Jiabao e il presidente cinese Hu Jintao si rivolsero più volte a Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti per tenere colloqui ed abbassare la tensione. I tre ultimi paesi citati rifiutarono questi colloqui di pace. Invece, il ministro degli affari esteri degli USA, Hillary Clinton, convocò i suoi omologhi della Corea del Sud e del Giappone, Kim Sung-hwan e Seiji Maehara, a Washington per consultazioni, dopo che un comunicato stampa congiunto annunciava quanto segue: “Il nostro incontro riflette la necessità di una maggiore cooperazione trilaterale per far fronte a continue nuove sfide.” Le nostre tre nazioni confermano le loro mutue responsabilità bilaterali come definito nei trattati di sicurezza firmati tra USA e Corea del Sud e tra Stati Uniti e Giappone. Questi trattati sono la base delle due alleanze (3). Nel 2003, la concertazione a sei  tra Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone, Cina e Russia fu avviata per consolidare la pace nella penisola coreana. La Cina era l’ospite della riunione. L’appello della Cina a continuare questo dialogo ora subsice una negazione netta da Washington. Invece, gli Stati Uniti preferiscono rafforzare le loro relazioni politiche e militari con il Giappone e la Corea del Sud.

La Cina messa in un angolo
Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud Corea hanno preso di mira la Corea del Nord, presentandola come una minaccia alla loro sicurezza. Mentre continuano le provocazioni, Hillary Clinton ha dichiarato: “La Corea del Nord rappresenta una minaccia immediata per la regione e, in particolare, per la Corea del Sud e Giappone (4).”
Questa minaccia è impossibile solo perché la Corea del Nord può contare sul sostegno di Cina, si aggiunga. La Cina avrebbe fornito anche le bombe atomiche della Corea del Nord.
Eppure, la politica della Cina è volta alla pace e alla conciliazione. Non solo per il beneficio della penisola coreana in sé, ma anche perché la Corea del Nord è un cuscinetto tra la Cina e le truppe USA in Sud Corea. La massima priorità per lo sviluppo economico e sociale della Cina sarebbe in pericolo, in caso di guerra ai suoi confini. “Noi optiamo per la pace, la sicurezza e la cooperazione nella penisola coreana, e la nostra valutazione degli eventi basata esclusivamente sui fatti“, ha detto il ministro degli esteri cinese Yang Jiechi (5).
Ma per ora, la diplomazia cinese ha poco peso contro la propaganda statunitense, sud coreana e giapponese. Agli occhi di molti paesi in Asia orientale, la Cina è in parte responsabile per la tensione nella penisola coreana. Questo è precisamente ciò che gli Stati Uniti vogliono. La Cina è diventata il principale partner commerciale della Corea del Sud e del Giappone, così come di gran parte dei paesi in Asia orientale. Questo crea collegamenti che indeboliscono l’influenza degli Stati Uniti nel Pacifico. Per invertire questo processo, il comitato degli esperti del Center for a New American Security, ha scritto: “i nostri legami bilaterali, nella parte asiatica del Pacifico, devono rimanere la base della futura politica statunitense verso la Cina. Questi legami sono essenziali per superare le conseguenze e le implicazioni dell’avanzata della Cina. Le nostre relazioni bilaterali con Giappone, la Corea del Sud, Australia, Thailandia e Filippine – così come le numerose partnership nella regione – giocano un ruolo vitale nel garantire l’accesso degli Stati Uniti alla regione, e nel dissuadere una potenziale aggressione cinese” (6).
Gli scontri causati tra Corea del Nord e Corea del Sud sono una applicazione di questa politica. I fatti suggeriscono che nei prossimi anni, il centro del confronto tra Stati Uniti e Cina sarà nel tratto di mare lungo che va dal sud della Cina, attraversoa lo Stretto di Taiwan e arriva alla penisola coreana. E’ in questo specchio d’acqua che si trovano le zone di conflitto che attendono che una cosa, che un dito degli Stati Uniti prema il pulsante che l’innescherà.
A sud della Cina meridionale si estende il Mar Cinese Meridionale. E’ costellato di isole rivendicate da Cina e Brunei, Malaysia, Filippine, Taiwan e Vietnam (7). Più a nord si trova lo stretto di Taiwan, che lo separa dalla Cina. Due anni fa, nell’alleanza militare tra Giappone e Stati Uniti, lo Stretto era descritto come “essenziale per la nostra difesa“. Più a nord vi sono le Isole Diaoyu (Senkaku in giapponese) che sono oggetto di una disputa tra Cina e Giappone.
Queste sono tutte  possibilità per gli Stati Uniti di provocare conflitti tra i diversi paesi e la Cina, rafforzando tali alleanze e la loro presenza politica e militare. Questa politica è una componente della guerra fredda, avviata dagli Stati Uniti contro la Cina – per evitare una vera e propria guerra vera, perché gli USA non se lo possono permettere: ciò trascinerebbe la loro economia in un buco profondo.


* Peter Fransen è uno redattore di Infochina

Note
1-La ricostituzione è stata ralizzata dal professor Kim Nan, University of Wisconsin, e John McGlynn, giornalista per la Gazzetta Asia-Pacifico. Vedasi Japan Focus, 6 dicembre 2010.
2-“ASCK Comitato direttivo per la dichiarazione sulla crisi in corso in Corea”, “Alleanza degli studiosipreoccupati per la Corea, 27 novembre 2010.
3-Ministero degli Affari esteri USA, Comunicato stampa, 6 dicembre 2010.
4-”US-Japan naval drills start as N Korea tensions rise”, BBC, 3 dicembre 2010.
5-Zhang Liangui, “China neutral on Korean issue”, China Daily, 7 dicembre 2010.
6-Abraham Denmark e Nirav Patel (éd.), China’s Arrival: A Strategic Framework for a Global Relationship Center for a New American Security CNAS, settembre 2009, p. 173.
7-Ronald O’Rourke, China Naval Modernization: Implications for US Navy Capabilities — Background and Issues for Congress, Congressional Research Service CRS, octobre 2010, p. 7-8.

Traduzione Alessandro Lattanzio
http://www.aurora03.da.ru
http://www.bollettinoaurora.da.ru
http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/

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