In data 23 settembre il direttore di “Eurasia” Tiberio Graziani è stato interpellato dall’IRNA (agenzia di stampa nazionale dell’Iràn) per commentare la partecipazione del presidente Ahmadinejad all’Assemblea Generale dell’ONU. La notizia (in farsi) è visibile al seguente indirizzo:

http://www.irna.ir/NewsShow.aspx?NID=287341

Quella che segue è la versione italiana ed integrale dell’intervista.


Cosa pensa della proposta del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, di battezzare l’attuale come “il decennio della governance globale”? È considerata dagli esperti una proposta innovativa che avrà il consenso della popolazione mondiale.

La proposta del presidente iraniano Ahmadinejad è corretta ed adeguata ai tempi. Essa tiene lucidamente conto del mutamento in atto a livello globale. Le analisi geopolitiche e geoeconomiche, infatti, ci indicano che siamo nella fase di strutturazione di un nuovo sistema multipolare .

Ciò è dovuto, in primo luogo, per quanto riguarda il continente eurasiatico, al riemergere della Russia come grande attore globale, alla crescente importanza su scala mondiale della Cina e dell’India, all’autonomia dell’Iran e, negli ultimi tempi, ai nuovi orientamenti del governo di Erdogan in materia di politica estera e posizionamento geopolitico della Turchia. Inoltre, dobbiamo considerare che in America Indiolatina (Sudamerica), importanti paesi come il Brasile, il Venezuela e l’Argentina integrano sempre più le proprie economie e – sul piano internazionale – aumentano le relazioni strategiche con i paesi eurasiatici.

Gli analisti ed esperti politici ritengono che la proposta di Ahmadinejad verrà accolta positivamente da tutti, tranne i 5 paesi membri del consiglio di sicurezza dell’Onu. Lei cosa ne pensa?

La proposta verrà accolta da tutti quei Paesi che mal sopportano l’ingerenza degli USA nelle proprie politiche nazionali.

La vera natura dell’Onu e delle organizzazioni che parlano dei diritti umani, è evitare i conflitti tra i paesi e i popoli del mondo, ma la situazione mondiale è peggiorata rispetto al passato. Può essere la prova della loro sconfitta?

L’ONU è una creatura dei vincitori del secondo conflitto mondiale. In particolare è uno strumento degli USA, malgrado nel suo Consiglio di Sicurezza siedano paesi come la Russia e la Cina.

Da quando è stata istituita l’Onu, in base alle ricerche scientifiche, il mondo non ha visto guerre soltanto per tre settimane, dimostrando che l’Onu non ha raggiunto i suoi obbiettivi.

L’ONU non ha raggiunto i propri obiettivi dichiarati. Ciò è strettamente funzionale alla strategia statunitense per il dominio planetario. La strategia degli USA viene attuata mediante la cosiddetta “geopolitica del caos”. Gli USA sono l’unica potenza di dimensioni continentali che controlla i propri litorali (oceani Pacifico e Atlantico). È dunque una potenza bi-oceanica. Sostanzialmente una grande isola. La strategia di dominazione globale obbliga gli USA a perturbare – mediante guerre, conflitti sociali – sia lo spazio eurasiatico che quello sudamericano. In ciò ricalca la strategia che la Gran Bretagna ha applicato nei secoli scorsi contro ogni ipotesi di unificazione dell’Europa continentale.

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