Fonte: http://www.patriagrande.org.bo/articulos.php?idrevista=41&idarticulo=1298

Un nuovo libro di Miguel Barrios, oltre all’amicizia che ci unisce e tenendo in conto che Miguel è la guida della nostra squadra, non possiamo fare a meno che congratularci con lui e diffondere la sua ultima eccellente opera, l’opinione della rivista Patria Grande sul suo libro ci inorgoglisce. Carlos Pereyra Mele.

IL LATINOAMERICANISMO EDUCATIVO NELLA PROSPETTIVA DELL’INTEGRAZIONE

di Miguel Barrios,

ISEN Un libro verso lo sviluppo di sistemi educativi latinoamericanisti

L’ultimo lavoro del ricercatore Miguel Angel Barrios(*), diventato il referente del pensiero latinoamericano di integrazione dopo una profusa produzione specializzata, affronta un tema essenziale per il futuro regionale: l’educazione e la scuola come strumenti di una strategia di costruzione dello Stato continentale sudamericano, secondo quanto sostiene Emilio Tanti Fanfani nella sua introduzione.

Figlio della frontiera viva e intellettuale dell’integrazione

Il latinoamericanismo educativo nella prospettiva dell’integrazione regionale costituisce un apporto fondamentale di Miguel Ángel Barrios all’urgente compito di pensare con chiarezza alle strade possibili di fronte alle sfide che il secolo XXI presenta già ai popoli e alle nazioni di questa parte del mondo, assicura nella presentazione Enrique Martínez Larrechea – Decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Universidad de la Impresa de Montevideo. Miguel Ángel Barrios è un figlio della frontiera viva che può assicurare il miglior bene comune alla regione: la frontiera argentino-brasiliana, dice. Questa espressione, parafrasata dal suo maestro, Alberto Methol Ferré, ci permette di caratterizzare brevemente l’autore. Nato a Corrientes e cittadino della provincia di Misiones in Argentina, Barrios è nato anche come intellettuale nello spazio confederale dell’antico protettorato artiguista.

Tuttavia, Miguel Ángel Barrios è anche un ricercatore universitario, professore di Storia e con due dottorati: in Scienze dell’Educazione e in Scienze politiche, in quest’ultima disciplina presso la  Universidad del Salvador di Buenos Aires, con una tesi che ha guidato Methol Ferré consacrata alla peripezia profetica di Manuel Ugarte. Come docente e ricercatore, Miguel Ángel Barrios è professore del Instituto de Servicio Exterior de la Nación Argentina (Isen) e professore occasionale in istituzioni d’istruzione superiore del MERCOSUR, tra cui il master in Diritto delle Relazioni Internazionali dell’Integrazione dell’Universidad de la Impresa (Ude) e del Espacio de Relaciones Internacionales (Edri) in Uruguay. È, quindi, un “intellettuale organico” da una prospettiva emancipatoria e nazionale, sostiene il professore uruguaiano. Miguel Ángel Barrios si propone l’obiettivo di “analizzare i discorsi emergenti” della generazione latinoamericana per antonomasia. E concentra il suo sforzo nell’eredità intellettuale di José Martí, Manuel Ugarte, José Vasconcelos e Pedro Henríquez Ureña. Così come, prende da Jaume Carbonell Sebarroja le categorie di modello sociale, modello scolastico, modello pedagogico e modello di gestione e partecipazione, spiega. L’avvicinarsi dello scrittore argentino al latinoamericanismo educativo è, quindi sistematica ed erudita. Ricorre un vasto arco teorico dalla teoria politica, la storia e il dibattito teorico-filosofico, per passare in rassegna dopo, nel capitolo 2, l’influenza culturale del positivismo, corrente alla quale è toccato il compito di articolare i sistemi educativi nazionali, nei suoi versanti comtiano e spenceriano.

In questo senso, questo libro è chiamato ad essere, non un buon lavoro destinato a un meritato riposo in ripiani polverosi e silenziosi, ma un’opera provocatoria  e lucida, che ci pone davanti ad un combattimento, anche se ancora in via di fioritura: rendere le nostre università e le nostre piattaforme istituzionali di scienza, conoscenza e innovazione, spazi articolati e convergenti, nei quali non partecipi solo un’élite tecnocratica ma la comunità latinoamericana, come soggetto attivo nella costruzione di un vasto spazio integrato, forse uno Stato continentale, conclude Enrique Martínez Larrechea.

L’ethos ispanoamericano

D’altra parte, nel prologo dell’opera, la professoressa emerita di UCA, Graciela Maturo, riporta che Miguel Ángel Barrios fa parte delle nuove proposte del campo nazionale al quale apparteneva Fermín Chávez, che proseguiva sul revisionismo cattolico di Vicente Sierra e José María Rosa, e di Jorge Abelardo Ramos, ampliato verso il pensiero latinoamericano, che con diverse sfumature hanno integrato Alberto Methol Ferré –relatore della sua tesi, Washington R. Reyes Abadie, Alberto Wagner de Reyna, Helio Jaguaribe e molti altri studiosi della seconda metà del XX secolo, che hanno visto l’arrivo inevitabile dell’ora di ricomporre la mappa frammentata dell’America Latina. Questo versante del pensiero politico latinoamericano, le cui fonti remote si trovano nelle cronache del XVI secolo, anticipatrici dell’originalità meticcia del Nuovo Mondo, acquisisce innegabilmente la sua cosciente maturità con la generazione del ‘900, proposta in quest’opera da Miguel Ángel Barrios come tema di investigazione. Se è sicuro che José Martí muore nel 1895, senza raggiungere tale data, l’autore lo integra a buon diritto nel gruppo generazionale degli inizi del XX secolo, formato da Rubén Darío, Manuel Ugarte, José Enrique Rodó, Francisco García Calderón, José Santos Chocano, José Vasconcelos, tra gli altri. L’antimperialismo politico di questa generazione si traduce in un profondo riscatto dell’ethos ispanoamericano, e un conseguente rifiuto del pragmatismo, del positivismo e di altri strumenti propri della mentalità dominante, diffusi anche tra alcuni maestri della tappa di organizzazione delle nazioni. Tema inevitabile in questa riconsiderazione dell’identità culturale era, e continua ad esserlo senza dubbio, quello dell’istruzione. Sostiene che Miguel Ángel Barrios ci invita a partecipare nella ricostruzione di questa nazione di repubbliche caratterizzata dai meticci e dalla spiritualità. Un “piccolo genere umano’, come diceva Simón Bolívar, che forse è in tempo per offrire un nuovo modello all’umanità, con competenza accademica, comprensione storica e gesto veemente.

Lo sguardo politico dell’istruzione e della scuola

Nell’introduzione, il professor Emilio Tenti Fanfani, avverte dell’importanza della nuova produzione del ricercatore. “È necessario che il lettore sappia che il libro di Barrios è una specie di invito a guardare l’istruzione e la scuola a partire dalla politica. Una politica che oggi deve trascendere gli stretti limiti ereditati dello Stato-nazione che già compie duecento anni. Si tratta di un invito a considerare la scuola come uno strumento all’interno di una strategia di costruzione di un nuovo campo politico: quello dello Stato continentale sudamericano”. “Oggi c’è bisogno di una nuovo politicizzazione della questione scolastica. Non basta più sviluppare la scolarizzazione nel senso tradizionale (più alunni, più scuole, più efficienza scolastica, ecc.) ma bisogna dare un senso nuovo a questa vecchia istituzione. Oggi i sistemi scolastici sono sempre più massicci, si estendono in lungo e in largo sul territorio, ma sono come giganti anemici e sciocchi che hanno perso il senso e l’orientamento. È probabile che i processi di ridefinizione delle configurazioni nazionali statali, che hanno luogo in tutto il mondo e in America Latina in particolare, siano un’occasione per pensare l’istruzione in funzione di un altro progetto politico: quello della costruzione di società più ricche, più giuste, più libere e anche più forti per contribuire con la ricchezza e la diversità delle loro culture alla costruzione di un’autentica cultura universale”, sostiene con entusiasmo il consulente dell’IIEP-UNESCO.

Le proposte

Nelle sue parole iniziali, Miguel Angel Barrios spiega che la battaglia per l’istruzione trova spazio solo nelle aree che ubicano come orizzonte strategico lo Stato continentale industriale dell’America del Sud in America. Tutto il programma isolato senza risposte regionali è condannato a fallire. L’istruzione dinamizzante della cultura è il fattore intangibile dello Stato continentale, in un momento in cui la vera sovranità è quella culturale. Il libro, come lo definisce l’autore, si pone due obiettivi: 1) riprendere l’attualità del programma educativo del nazionalismo latinoamericano del 900, e 2) ridisegnare le linee di azione a partire dai suoi presupposti filosofico-politici, con il fine di non lasciarli congelati nel tempo, ma affinché costituiscano strade possibili di pianificazione di politiche pubbliche a partire dall’educazione, con il fine di promuovere la cittadinanza regionale dello Stato continentale industriale dell’America del Sud in America Latina. Andando avanti nella sua opera, Barrios sbozza linee di azione che partono da una concettualizzazione del fenomeno educativo: l’istruzione nella mondializzazione significa internazionalizzazione dell’informazione, di concetti e valori per prendere decisioni in tempi di incertezza, potenziando la cultura nella dimensione identitaria dei popoli. Propone la omogeneizzazione dei sistemi educativi a tutti i livelli. Il riconoscimento automatico dei titoli accademici in quello che sarà lo stato continentale. Implementare cattedre comuni nelle accademie diplomatiche, militari e delle forze di sicurezza. Implementare nei curricula il portoghese come lingua obbligatoria nel sistema dell’istruzione di lingua spagnola e il castigliano nel mondo di lingua portoghese. Creare le cattedre “Patrioti latinoamericani” e “Seconda indipendenza” in forma itinerante in tutta l’America del Sud, nell’orbita dell’Unasur, con metodologia presenziale e virtuale. La creazione di una segreteria per la cultura e l’istruzione sull’integrazione con lo scopo di centralizzare i programmi per dare coerenza politica e efficacia strategica all’Unasur, al Mercosur e alla Comunità Andina, attraverso diplomazie presidenziali. Implementazione di programmi ufficiali e non, in base all’assioma dell’istruzione permanente e molte altre proposte (vedi il relativo dossier speciale). La riattualizzazione del latinoamericanismo educativo nella prospettiva dell’integrazione regionale ci permetterà, a nostro parere, di raccontarci, per essere una volta per tutte i soggetti della Nostra America nella seconda indipendenza, come afferma il professore dell’ISEN.

L’istruzione e la nuova diplomazia

Nell’epilogo dell’opera, Franco Castiglioni, Direttore degli Affari Accademici dell’ISEN, assicura che i risultati concreti nel miglioramento della vita dei popoli sono fondamentali per la legittimazione di istituzioni come Mercosur e Unasur. Ma dipendono, come anche la costruzione degli stati nazionali, da una decisa politica culturale. Senza cittadinanza non ci può essere democrazia in un paese. Il cittadino regionale è una priorità per portare avanti e consolidare l’integrazione. L’istruzione, senza essere lo strumento esclusivo, costituisce un piano di primaria importanza per la politica culturale che pretenda di dar senso e fondamento ad una cittadinanza democratica regionale, basata su reciproci riconoscimenti che diano valore alla diversità. Proprio lo sforzo di concentrare l’attenzione sull’istruzione come asse della costruzione di una cittadinanza regionale è il compito proposto con originalità anticipatrice da Miguel Ángel Barrios nel suo libro El latinoamericanismo educativo en la Perspectiva de la Integración Regional. Barrios, con questo testo, ci offre un nuovo capitolo della sua produzione intellettuale e del compromesso latinoamericanista. Per il suo carattere profondamente latinoamericano, il testo di Barrios costituisce un importante apporto alla politica estera dell’Argentina. Nell’Instituto del Servicio Exterior de la Nación (ISEN), dove si formano i futuri diplomatici del paese e si abilitano permanentemente i funzionari del servizio esterno durante la loro carriera, diamo allo studio della storia, della politica e dell’economia dei paesi della nostra regione, l’importanza che gli assegna la priorità latinoamericana nell’inserimento internazionale del nostro paese. Miguel Angel Barrios ci accompagna nell’ISEN come professore, dando ai giovani aspiranti niente meno che la sua profonda conoscenza del pensiero politico latinoamericanista. Possiamo dire con orgoglio che la diffusione dei suoi libri costituisce un importante contributo al pensiero latinoamericano, che, sulla base dei precursori, ci trasmette la visione di unità e integrazione regionale adeguata alle complesse condizioni del XXI secolo, conclude Castiglioni.

Dossier speciale con maggiori informazioni (*) Miguel Angel Barrios è Professore di Pensiero Politico Latinoamericano all’Instituto de Servicio Exterior -ISEN- della Cancelleria argentina. Professore di storia all’Instituto Superior del Profesorado “Antonio Ruiz de Montoya”. Argentina Specializzazione in Storia politica argentina contemporanea. Universidad de Belgrano. Buenos Aires, Argentina Master in Sociologia. Universidad Nacional de Lomas de Zamora. Buenos Aires, Argentina Master in Educazione. Universidad Tecnológica Intercontinental .UTIC. Paraguay Dottore in Educazione. Universidad Tecnológica Intercontinental .UTIC. Paraguay Dottore in Scienze politiche. Universidad del Salvador. USAL. Buenos Aires, Argentina Diploma in Relazioni Internazionali. Escuela Complutense Latinoamericana. Universidad Complutense de Madrid. España è Direttore Accademico della Escuela de Politicas Públicas della Fundación Democracia y Consulente scientifico dell’Instituto de Estudios Estratégicos -IEERI- del Circulo de Legisladores del Congreso de la Nación Argentina. Ha pubblicato “El Latinoamericanismo en el Pensamiento Politico de Manuel Ugarte”-2007-Selezionato dalla Comisión Nacional de Bibliotecas Populares CONABIP della Segreteria della Cultura della Presidencia de la Nación nel 2008 nella sezione Pensamiento Nacional para el Plan Nacional del Libro “Perón y el Peronismo en el sistema mundo del Siglo XXI”-2008- “Diccionario Latinoamericano de Seguridad y Geopolitica”-Direttore-2009 Coautore di “La Revolución de Mayo y el Bicentenario Americano”-2010–insieme a Norberto Galasso, Pacho O Donnell, Graciela Maturo y León Pomer, tra gli altri- “El Latinoamericanismo Educativo en la Perspectiva de la Integración Regional”-2011- Scrive articoli specialistici di politica internazionale per le Accademie militari e diplomatiche dell’América Latina. Ha ricevuto il Premio a la Cultura Nacional en la Temática Investigación “Dr Arturo Jauretche” nel 2009. Buenos Aires, Argentina.

http://www.patriagrande.org.bo/articulos.php?idrevista=41&idarticulo=1298

Traduzione di Daniela Mannino

Articolo precedente

Il Vescovo di Tripoli: "La NATO sta bombardando i civili"

Articolo successivo

Brasile: la politica estera al tempo di Dilma