Quello che segue è un estratto dell’intervista rilasciata da David Sanakoev* in esclusiva per i lettori di Nasha Gazeta e Eurasia, Rivista di Studi Geopolitici a Luca Bionda, redattore di “Eurasia”. L’intervista completa sarà pubblicata sul prossimo numero della rivista “Eurasia”. Un ringraziamento particolare ad Olesja Kadzhaeva (Tskhinval, Ossezia del Sud) per il supporto nell’intervista.


    Lei lavora come Ombudsmen per il Presidente dell’Ossezia del Sud dal 2004. Quali sono gli aspetti più importanti che ha dovuto affrontare, e quali sono i principali problemi per i diritti civili del popolo osseto?

Siamo impegnati in una ampia gamma di questioni in cui ogni decisione è spesso influenzata dalle difficili condizioni socio-economiche sopraggiunte all’aggressione georgiana contro l’Ossezia del Sud. Nonostante ciò, siamo coscienti della necessità di monitorare attentamente la situazione dei diritti umani e di esercitare il massimo impegno per proteggerli. Assieme a noi sono coinvolti non solo i cittadini osseti, ma anche quelli di altri Stati presenti nel territorio del nostro paese, indipendentemente dalla loro etnia. Naturalmente, l’aggressione del 2008 ha modificato sensibilmente la percezione dei problemi da parte della popolazione. Questo è quindi un appello ai garanti del diritto internazionale, affinché collaborino a proteggere i diritti dei nostri cittadini e dei loro cari, risolvendo i problemi inerenti la ricerca delle persone scomparse, le richieste di scarcerazione dei detenuti, nonché la restituzione ed il risarcimento dei beni perduti a causa dell’aggressione georgiana.

    Ha lavorato molto attivamente per indagare sulla detenzione dei cittadini osseti nelle prigioni georgiane dopo l’Agosto 2008. Quale è la situazione oggi in Georgia ed Ossezia del Sud riguardo il problema del rapimento di civili? Lei ha dichiarato che in Georgia manca ancora una vera collaborazione con l’Ossezia del Sud riguardo i diritti umani.

Oggi, secondo i nostri dati, in Georgia sono rinchiuse 35 persone catturate prima dell’Agosto 2008, oltre ad un detenuto incarcerato dopo l’Agosto 2008. Questa tuttavia non è la cifra finale, dal momento che la parte georgiana non ha risposto alla nostra richiesta di fare chiarezza sul numero di cittadini dell’Ossezia del Sud rinchiusi in Georgia.

Al momento, continuiamo a lavorare su inchieste riguardanti la detenzione illegale e la condanna dei cittadini dell’Ossezia del Sud da parte delle autorità georgiane. Abbiamo raggiunto un certo successo nell’affrontare la questione. Alla fine del mese di Agosto 2008, alla parte georgiana sono state consegnate 175 persone e 43 cadaveri appartenenti a truppe dell’esercito georgiano, e sono anche state trasmesse informazioni sull’ubicazione di due corpi individuati in territorio georgiano, in villaggi limitrofi all’Ossezia del Sud. Inoltre, il 15 Novembre 2008 alla parte georgiana sono stati consegnati altri 10 corpi di militari georgiani. Verso la fine del 2008 alla parte osseta sono stati consegnate 47 persone e 2 corpi, uno deceduto prima della guerra a causa di un morso di lupo, mentre il secondo non è stato identificato. In questo processo è importante il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, poiché è in gran parte grazie ai suoi sforzi che molti detenuti hanno fatto ritorno alle loro famiglie, mentre i parenti delle persone scomparse non hanno perso la speranza di far luce sulla sorte dei propri cari.

    Ci sono stati degli sviluppi positivi per i diritti delle popolazioni locali, dopo l’arrivo della missione di osservatori europea EUMM (European Union Monitoring Mission) in Georgia? Quali sono i risultati?

La missione di monitoraggio dell’Unione Europea ha adottato sotto la propria responsabilità l’osservazione del confine tra l’Ossezia del Sud e la Georgia all’inizio dell’Ottobre 2008. Da quel momento sono stati rapiti più di venti cittadini dell’Ossezia del Sud, e tre di loro sono ancora registrati come dispersi. Sul territorio controllato dalla missione si verificano violazioni del diritto, si dispongono postazioni militari illegali, ed i rappresentanti delle strutture di potere georgiane violano la frontiera dell’Ossezia del Sud; qui gli osservatori dell’Unione europea monitorano il territorio al fine di rispondere agli incidenti. La situazione al confine con la Georgia rimane tesa, anche se stabile. I rappresentanti dell’Ossezia del Sud sono con gli osservatori europei entro la fascia operativa della “linea calda”, nonostante abbiamo sospeso la loro partecipazione ai procedimenti per la prevenzione e la reazione agli incidenti. Ciò è accaduto anche perché durante le fasi attuative non si ottenevano risultati positivi per i problemi sollevati nel corso delle riunioni, e soprattutto per la mancanza di attenzione verso un tema così delicato come la ricerca delle persone disperse durante e dopo l’aggressione della Georgia nel 2008.

    Nella Sua opinione, perché l’Unione Europea ha ignorato il riconoscimento dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, anche dopo il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte di alcuni Stati europei? Alcuni Stati occidentali sostengono che il riconoscimento del Kosovo rimarrà una “eccezione”, anche se tutto questo sembra una posizione assurda e poco democratica…

Per garantire un equilibrio internazionale, il mondo dovrebbe essere guidato da regole uniformi. Oggi, nei risvolti internazionali, osserviamo la tendenza opposta, in cui una nazione cerca di imporre la propria volontà di affrontare questioni importanti su scala internazionale. Di conseguenza, molti esperti rilevano che il diritto internazionale esistente non regge all’assalto della realtà moderna. L’Unione Europea non è una struttura così semplice e ciò può essere visto analizzando i processi che vi avvengono. Lo stesso vale per la questione del riconoscimento dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud. Il mondo tuttavia non si limita alla sola Europa e Stati Uniti, quindi tanto vale sfruttare tutte le opportunità per ottenere il massimo dei risultati. Naturalmente, se la Repubblica dell’Ossezia del Sud si mostrerà come un partner responsabile e credibile, questo sarà un aspetto fondamentale per il nostro riconoscimento da parte di altri paesi.

    Cosa pensa riguardo alle false notizie di una invasione russa della Georgia diffuse dal canale televisivo “Imedi”? Si tratta di una prova per misurare le reazioni del mondo politico oppure di una opportunità per giustificare un movimento dell’esercito georgiano verso i vostri confini?

Questa azione ha causato un danno prima di tutto al popolo georgiano; essa rimarrà sulla coscienza degli stessi organizzatori, i quali erano ben consapevoli della reazione che avrebbe provocato nel popolo della Georgia. D’altra parte, credo che gli organizzatori della manifestazione abbiano raggiunto gli obiettivi prefissi, testando la risposta e la disponibilità di tutte le parti coinvolte in questa provocazione. Mi auguro che le autorità georgiane si convincano che questo comportamento è dannoso per la comunità internazionale, e per i propri alleati. Anche la ripetizione di una politica aggressiva sarà certamente un atto da condannare.


* David Sanakoev è commissario per i diritti umani presso la Presidenza della Repubblica dell’Ossezia del Sud

Condividi

Articolo precedente

Gli effetti a lunga durata dell’operazione Piombo fuso

Articolo successivo

Tarek Aziz e i prigionieri di guerra consegnati al nemico