La Commissione salva il corridoio Berlino-Palermo

Salvo il corridoio fino a Palermo, mentre il ponte sullo Stretto è stato cancellato dalla lista dei finanziamenti europei. Sono queste le due sentenze più importanti emesse oggi dalla Commissione europea, attraverso la presentazione ufficiale della proposta di modifica delle reti Ten.
La bozza della proposta, dopo mesi di trattative serratissime, è stata presentata. E, a quanto pare, il governo italiano è pienamente soddisfatto. “Siamo contenti – spiega il viceministro delle Infrastrutture, Roberto Castelli -; a riprova del fatto che abbiamo lavorato bene, pare che molti altri Paesi in queste ore stiano protestando”.
In generale per realizzare le nuove Ten serviranno investimenti per 500 miliardi di euro fino al 2030. Nei prossimi dieci anni dovrà essere spesa almeno metà della cifra: 250 miliardi. Di questi, 31,7 miliardi saranno investiti direttamente dall’Unione europea. Ci saranno poi i soldi dei privati e quelli dei singoli Stati a completare il quadro. Almeno secondo le aspettative.L’Italia, come detto, incassa una grande vittoria sul corridoio Berlino Palermo, che non sarà tagliato o deviato, come da più parti era stato pronosticato e come aveva preannunciato lo stesso presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso: “Abbiamo convinto l’Unione europea – spiega Castelli con una battuta – e l’abbiamo fatto spiegando che Palermo aveva tutti i requisiti del nodo strategico, non certo dicendo che il corridoio serviva a Berlusconi per motivi elettorali”.
Altra vittoria minore è la deviazione del tracciato verso Catania, più volte chiesta dall’Italia e mai ottenuta. “Anche in questo caso abbiamo dimostrato l’importanza di questo cambiamento”, dice ancora il viceministro.
Ancora, la linea Napoli Bari è stata inserita nella rete degli assi prioritari. “In un primo momento si era temuto che dovesse essere alternativa alla linea per Palermo, ma siamo riusciti a scongiurare questa ipotesi”.
Le nuove Ten non riguarderanno solo gli aspetti infrastrutturali ma anche quelli finanziari. “Nella proposta abbiamo inserito una parte che avvierà i project bond per mobilitare altro denaro”, spiega il presidente della Commissione, Barroso.
In dettaglio la proposta viene illustrata dal Commissario europeo agli Affari economici, Olli Rhen: “Nei bilanci degli Stati membri ci sono pochi margini per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti con Europa 2020. Per questo, abbiamo cercato nuovi strumenti di finanziamento”.
I project bond saranno finanziati con 230 milioni di euro del prossimo budget. Grazie alla leva di questi soldi, puntiamo a raccogliere denaro sul mercato per sostenere infrastrutture che possano generare reddito. L’obiettivo è raccogliere 4,5 miliardi di euro”. A Bruxelles si pensa soprattutto all’azione di fondi pensione o assicurazioni, in cerca di investimenti dal rendimento stabile e di lungo periodo.
A questo punto la proposta approderà in Parlamento. Con ogni probabilità, sarà un deputato italiano, Antonio Cancian, a svolgere la funzione strategica di relatore. Sarebbe un’altra garanzia per il ruolo centrale dell’Italia nella rete di infrastrutture europee.

Commento di Alessandro Lattanzio

Sostanzialmente dovrebbe essere un buona notizia che un mezzo ‘civile’ per antonomasia, quale il treno e le reti ferroviarie sono, rientri nei piani di sviluppi infrastrutturali dell’UE; pur non eliminando il sospetto che questa vittoria sia un ‘prezzo pagato’ agli interessi di un nuovo raggruppamento politico-imprenditoriale che incomberebbe, più che altro, sul futuro elettorale d’Italia, piuttosto che su quello strategico-industriale. In questo programma si ribadisce la l’importanza della Sicilia, per la sua centralità geografica e commerciale, nel Mar Mediterraneo, anche se oggi, e soprattutto domani, tale centralità sarà nettamente ridotta con la scomparsa di una Libia amichevole verso Roma. Mancherà la sponda libica, la cui importanza non potrà essere pienamente colmata dalla vicinanza con un altro paese produttore di energia quale l’Algeria.

Passando sul piano pratico, il corridoio ferroviario Berlino-Palermo non può competere con il traffico aereo, per quanto riguarda la movimentazione dei passeggeri, ne con le rotte navali, per quanto riguarda il traffico delle merci. Entrambi settori strategici cruciali per la realtà economica della Sicilia, ma che continuano a essere trascurati, se non sottovalutati. Purtroppo a tutt’oggi, passeggeri e merci viaggiano soprattutto su gomma, mentre la rete portuale della Sicilia langue, con un traffico residuale rappresentato quasi esclusivamente o dalle petroliere che attraccano nei terminal di Augusta-Priolo, o da qualche nave di crociera che attracca, soprattutto nei mesi estivi, nei porti delle due principali città siciliane.

Il ruolo della Sicilia, nei rapporti col Mediterraneo, quale ponte tra Europa e Africa-Asia, verrebbe notevolmente rafforzato se si investisse per la modernizzazione del sistema portuale e nella valorizzazione della rete aeroportuale, permettendo anche a quelle realtà siciliane legate al traffico marittimo e aereo, possano giovarne per svilupparsi e entrare finalmente nell’arena del trasporto e delle comunicazioni internazionali.

26/10/2011

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