Fonte: http://www.strategic-culture.org/pview/2011/01/27/the-rhetoric-of-us-india-partnership.html
27.01.2011
Di prima facie, il famoso volo di prova di diciotto minuti del caccia stealth J-20 su un aeroporto nella città sud-occidentale cinese di Chengdu, una quindicina di giorni fa, sta portando all’India una manna. Gli esperti Indiani sono appassionati dai paragoni strategici con la Cina.

Il fatto è che, in una decisione a sorpresa dell’ultimo minuto, gli Stati Uniti potrebbero infatti mostrare al prestigioso air show dell’India, Aero India 2011 di Bangalore, nel mese di febbraio, due aerei F-22 Raptor, i caccia stealth statunitensi e l’unico aereo da caccia di quinta generazione operativo al mondo. Questa sarà solo la terza volta che l’F-22 appare a una manifestazione aerea all’estero.

Il più grande partecipante ad Aero India 2011 saranno gli Stati Uniti, che si prevede porterà diversi aerei, tra cui 10 caccia, aerei da trasporto C-17 Globemaster III ed il WC-130J Weatherbird. Non c’è bisogno di indovinare che gli Stati Uniti hanno deciso di proporre all’India un massiccio programma di approvvigionamento di armi, che si stima sarà pari a 60 miliardi di dollari, nel breve termine.

In un altro sviluppo, Washington ha rimosso 9 aziende indiane aerospaziali e militari dalla sua cosiddetta ‘Entity List’, eliminando il requisito della licenza di esportazione
per la vendita di beni ad alta tecnologia. Una delegazione commerciale ad alto profilo, guidata dal segretario al Commercio statunitense Gary Locke, arriverà in India, alla vigilia di Aero India 2011.

Locke ha descritto la decisione degli Stati Uniti, di rimuovere l’India dalla categoria di “paese di preoccupazione” nell’esportazione di prodotti tecnologici a duplice uso degli Stati Uniti, come “una pietra miliare significativa nel rafforzare il partenariato strategico USA-India e portare avanti le riforme del controllo delle esportazioni, che faciliterà gli scambi e la cooperazione nell’alta tecnologia”. Non sorprende che la delegazione di Locke comprenda 24 imprese degli Stati Uniti che si occupano di commercio high-tech, tra cui colossi aerospaziali come Boeing e Lockheed Martin.

Locke ha detto ai media che intende fare un passo deciso con la leadership indiana, per una gara da 10 miliardi di dollari per l’acquisto di 126 aerei da combattimento multi-ruolo per la forza aerea indiana, che è nella fase finale del processo decisionale di Delhi. Come diceva lui, “La percezione degli onerosi controlli alle esportazioni degli Stati Uniti, certamente è stato un ostacolo agli scambi dell’alta tecnologia [con l’India], nel corso degli anni. Così il nostro obiettivo era rimuovere l’India delle categorie rientranti in tali normative sul duplice uso, che connotano i paesi per quanto riguarda le preoccupazioni sulla proliferazione.”
La dimostrazione degli F-22 Raptor su suolo indiano, Locke e gli uomini d’affari aerospaziali che viaggiano assieme , il via libero per il trasferimento di tecnologia militare statunitense all’India – sono tutti modelli collegati tra loro in una
complessa pantomima decisamente. I bonzi della strategia, dicono che gli Stati Uniti vogliono costruire l’India come un grande potenza militare opposta alla Cina. Funzionari e pensatori degli Stati Uniti hanno lavorato sodo per assecondare l’idea dell’India quale “rivale” della Cina.

Durante la scorsa settimana, il segretario di stato statunitense per l’Asia centrale e meridionale, Robert Blake, ha fatto due grandi discorsi politici sull’India – alla James Baker Institute for Public Policy di Houston e presso la Syracuse University di New York. I funzionari statunitensi hanno “fatto trapelare” che mettendo da parte i protocolli, il segretario di Stato USA avrà un pranzo la settimana prossima a Washington, con il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Indiano in visita, come segno dell’importanza attribuita dagli statunitensi al “partenariato
indispensabile” con l’India nel 21° secolo.

Blake proiettata le aspettative di Washington di lavorare “sempre più vicino” con l’India, “per promuovere la sicurezza e la prosperità globale.” Se il 2010 è risultato essere l’anno fondamentale dello statunitense “reset” con la Russia, il 2011 promette a sua volta di essere storico per l’India. Blake citava l’India come partner essenziale degli Stati Uniti in Asia centrale – una regione che si trova a un “bivio critico, al confine tra Afghanistan, Cina, Russia e Iran”, dove gli Stati Uniti sono determinati ad “ampliare il nostro impegno e la nostra cooperazione”.

Ha aggiunto: “e in Asia meridionale, con l’India come sua fiorente ancora, è una regione di crescente importanza strategica e commerciale per gli Stati Uniti, nella critica
zona dell’Oceano Indiano… Dato questo contesto dinamico regionale, noi [gli USA] abbiamo tre obiettivi principali nell’Asia centrale e del Sud: sostenere gli sforzi internazionali in Afghanistan; costruire un partenariato strategico con l’India e sviluppare relazioni più durature e stabili con gli Stati dell’Asia centrale”. Blake ha elogiato l’economia dell’India come la “il motore della crescita dell’Asia centrale e del Sud”.
Questa è roba inebriante e la sua tempistica è significativa – le relazioni USA-Pakistan sono in una situazione di stallo; il rapporto India-Pakistan rimane teso, i legami tra India e Iran sono guastati; i rapporti India-Cina rimangono incerti, e, naturalmente, l’India potrebbe avvicinarsi all’adesione alla Shanghai Cooperation Organisation. La scorsa settimana, il capo della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha anche citato il 2011 come “un anno
importante per le partnership” dell’alleanza con paesi come l’India, che sono “gli attori principali… con i quali condividiamo le preoccupazioni sulla sicurezza comune e possono cooperare per il bene della sicurezza internazionale.” Rasmussen ha elencato ciò come una delle tre priorità delle NATO nel 2011 – le altre due sono la guerra in Afghanistan e la riforma dell’Alleanza.

Curiosamente, tuttavia, la retorica è stata unilaterale finora, con gli indiani ad ascoltare la instancabile glorificazione del loro paese da parte degli alti funzionari degli Stati Uniti, pur mantenendo i loro pensieri per sé stessi.

La propaganda degli Stati Uniti può essere vista nel contesto delle lucrose offerte, in cantiere, di armi per un valore di diversi miliardi di dollari. Naturalmente, c’è sempre un’angolatura assai commerciale in qualsiasi partnership strategica che gli Stati Uniti cercano con qualsiasi paese – sia l’Arabia Saudita e il Kuwait o Taiwan e la Corea del Sud. E l’India offre un altamente lucrativo, autofinanziantesi e remunerativo partenariato strategico, con la sua economia in crescita e un mercato di massa che si apre, in particolare alle vendite militari.

Inoltre, queste offerte sono altamente remunerative, in quanto sono spesso effettuate in condizioni non trasparenti. Un importante giornale di Delhi, ha sottolineato la scorsa settimana che gli Stati Uniti vendono all’India 21 missili AGM-84L Harpoon Block II e cinque loro varianti per l’addestramento ATM 84L Harpoon Block II, ad un prezzo che è circa il 200 per cento più alto di quello che ha pagato il Pakistan 4 anni fa. Mentre il costo unitario medio dei missili per l’India, è un po meno di 8 milioni di dollari al
pezzo, il Pakistan ha pagato solo circa 3 milioni di dollari. (L’azienda beneficiata dalla transazione sarà la Boeing, che fa parte della delegazione di Locke.)
Il fatto della questione è che il prezzo che gli Stati Uniti offrono agli indiani, sotto la FMS (vendite estere militari) non è negoziabile. Washington invia una “lettera di offerta e accordo” e l’unica cosa veramente lascia agli zar di Delhi da fare, è accettarla. Qui è laddove la corrente magniloquente retorica di Blake diventa utile. Offuscata dalla bruttezza dell’avidità e dell’avarizia, distoglie la mente con vanagloriosi processi di pensiero e rende la vita semplice da vivere, facendo sembrare le cose molto più grandi di quanto effettivamente lo siano.

Blake, infatti, s’è complimentato con gli indiani per la rapida acquisizione di una flotta
di velivoli da trasporto C-130J, quasi solo adottato dagli Stati Uniti, e ha continuato a stimare che questo avvenimento, straordinario per la regione dell’Asia meridionale, significhi una “manifestazione altamente visibile della partnership USA-India nella difesa” e sia “emblematico delle ambizioni dell’India a svolgere un ruolo sempre più globale”.
Gli indiani sono ingenui? Dopo tutto, hanno visto crescere, declinare e cadere gli imperi – compreso i loro. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione a Washington, di martedì notte, Obama ha prestato poca attenzione alla politica estera, mentre si è concentrato quasi interamente sugli innumerevoli disturbi del corpo e dello spirito degli USA. In un passaggio pregnanti, il Presidente degli Stati Uniti d’America in realtà ha detto, alle élite al potere del suo paese: “Le infrastrutture da noi utilizzate sono le migliori – ma il nostro vantaggio è sceso. Le case della Corea del Sud hanno ora un maggiore accesso rispetto a noi. I paesi in Europa e la Russia investono di più nelle loro strade e ferrovie che noi. La Cina sta costruendo treni più veloci e aeroporti più nuovi. Nel frattempo, quando i nostri ingegneri hanno classificato le infrastrutture della nostra nazione, che ci hanno dato una ‘D’. (appena sufficiente. NdT)”

Con la sua parrocchia messa così male, l’India era ben lontana dai pensieri di Obama. Anche gli indiani più ottusi di mente potrebbero capirlo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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