Dal nostro inviato a Mosca:


Il 6 luglio a Mosca, presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università Statale Russa del Commercio e dell’Economia (RSUTE), ha avuto luogo la tavola rotonda dal titolo: “LIBIA, LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE E I PROBLEMI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE”. La discussione ha visto la partecipazione di diplomatici russi e stranieri, esperti di diritto internazionale delle principali università del paese, politologi, giornalisti, membri di organizzazioni e movimenti sociali. La tavola rotonda è stata organizzata dal Comitato russo di Solidarietà con i popoli della Libia e della Siria. Alla tavola rotonda hanno partecipato più di 12 accademici e ricercatori in discipline giuridiche, nonché esperti di diritto penale internazionale:

1) Sergey Baburin – Ph. D., Professore, scienziato benemerito della Federazione Russa, rettore RSUTE;

2) Alexei Vashchenko – corrispondente del quotidiano «Завтра» (Domani);

3) Svetlana Glotova – Dottore di Ricerca, membro del comitato direttivo dell’Associazione Russa di Diritto Internazionale e membro dell’Associazione Mondiale di Diritto Internazionale, membro della commissione di Diritto Internazionale dell’Associazione degli Avvocati Russi, membro del Comitato scientifico consultivo del Ministro degli Affari Esteri della Russia, docente del Dipartimento di Diritto Internazionale dell’Università Statale di Mosca Lomonosov;

4) Yurij Golik – Ph. D., professore, professore di diritto e procedura penale RSUTE;

5) Muftah Darbash – Vice Ambasciatore della Libia nella Federazione Russa;

6) Vladimir Jatiev – Ph. D., professore, capo del dipartimento di diritto e procedura penale RSUTE;

7) Nikolai Zhdanov – Ph. D., professore di diritto internazionale dell’Università russa di amicizia fra i popoli.

8 ) Sergey Kapitonov – Dottore in Legge, professore, capo del Dipartimento di Teoria e Storia del Diritto e dello Stato dell’Università ELSU;

9) Gennadij Melkov – Ph.D., professore, giurista benemerito della Federazione Russa, professore di diritto costituzionale RSUTE;

10) Vladimir Ovchinskii – Ph.D., membro del Consiglio della politica estera e della difesa (CFDP), generale di polizia (in pensione);

11) Alexei Osavelyuk – Ph. D., professore, Vice capo Dipartimento di Diritto costituzionale RSUTE;

12) Oleg Peresypkin – Ambasciatore dell’Unione Sovietica in Libia 1984-1986;

13) Oleg Saulyak – Ph. D., docente, Preside della Facoltà di Giurisprudenza RSUTE;

14) Oleg Fomin – Membro della Società Ortodossa Imperiale di Palestina, arabista;

15) Taras Shamba – Ph. D., professore, giurista benemerito della Federazione Russa, capo del Dipartimento di avvocatura, notariato, processo civile e arbitrato RSUTE;

16) Yaroslav Kozheurov – Dottore di Ricerca in Diritto;

17) Dmitry Malev – Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Federazione Russa in Guinea e Sierra Leone;

18) Alexei Antonenko – politologo;

19) Nikolai Sologubovsky – giornalista, scrittore;

20) Vladimir Orlov – Vice Presidente dell’ONG “Veche”

Alla tavola rotonda sono state poste le seguenti domande:

Chi trae vantaggio dall’eliminazione fisica di Muammar Gheddafi?

Chi è il violatore della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che impone la no-fly zone sulla Libia?

Sono legittimi gli attacchi missilistici e i bombardamenti sulla Libia, non violano la Carta delle Nazioni Unite e le leggi internazionali?

A seguito della discussione delle domande poste, i partecipanti hanno unanimemente convenuto che il Tribunale penale internazionale per la sua emissione di un mandato d’arresto per Muammar Gheddafi ha violato il diritto internazionale, e la NATO nell’utilizzo della risoluzione 1973 è andata al di là non solo del campo giuridico, ma anche oltre la ragione, e la sua azione è priva di fondamento giuridico.

I partecipanti alla tavola rotonda hanno quindi deciso di fare appello al Consiglio di Sicurezza dell’Onu chiedendo la cessazione immediata dei bombardamenti da parte delle forze della NATO sulle città libiche, in quanto sono contrari alla risoluzione 1973. Inoltre, i partecipanti alla tavola rotonda hanno convenuto di trasmettere un ricorso alla Corte penale internazionale, che richiede il ritiro del mandato di cattura per Muammar Gheddafi.

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