In seguito alla vittoria di Bush nel 2000 e soprattutto dopo gli attentati dell’11 Settembre i neocons statunitensi hanno influenzato considerevolmente la politica estera della Casa Bianca: la scelta di una politica estera unilateralista, dominata dal concetto di guerra preventiva agli Stati considerati fiancheggiatori del terrorismo; lo scetticismo nei confronti delle istituzioni tradizionali e verso alcuni alleati europei; l’invasione dell’Iraq, collegata all’ideale di esportazione della democrazia e alla difesa della supremazia statunitense a livello globale, sono tutti elementi che testimoniano l’ascendente neoconservatore sull’amministrazione repubblicana.

Allo stesso tempo, l’ultimo decennio della politica israeliana è stato caratterizzato dal rafforzamento della destra, in particolare del Likud, partito erede del neorevisionismo, movimento politico basato su alcuni concetti già espressi dal sionismo revisionista e dal suo capo, Vladimir Jabotinsky: l’idea di un’inevitabile lotta fra ebrei ed arabi, il diritto ebraico all’intera Eretz Israel per la costruzione dello “Stato d’Israele” e il primato della forza sulla diplomazia nelle relazioni internazionali.

Gli Stati Uniti e lsraele sono stati legati fin dal 1948 da una speciale alleanza, ritemprata dalla recente egemonia neoconservatrice negli USA. Si può parlare in questo contesto di un singolare legame tra i neocons e gli esponenti del Likud? Il neoconservatorismo e il neorevisionismo, pur essendo movimenti nati in ambienti politici e geografici lontani e differenti, hanno elementi in comune nelle loro ideologie? L’analisi del pensiero dei due movimenti politici e le azioni intraprese in politica estera dagli appartenenti a queste correnti possono offrire una chiave di lettura per comprendere le somiglianze e le differenze tra neoconservatorismo statunitense e neorevisionismo israeliano.

 

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L’AUTORE: Francesco Brunello Zanitti (1985) ha conseguito la laurea specialistica in Storia della società e della cultura contemporanea nel 2010 presso l’Università degli Studi di Trieste. Attualmente è ricercatore presso l’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) nell’area Asia Meridionale e contribuisce alla rivista di studi geopolitici “Eurasia”.

IL LIBRO: Progetti di egemonia. Neoconservatori statunitensi e neorevisionisti israeliani a confronto di Francesco Brunello Zanitti, con prefazione di Daniele Scalea. Pagine: 160. Data di pubblicazione: 2011. Editore: All’Insegna del Veltro – Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG). Collana: Metropoli e campagne. Prezzo: 18.00 euri

 

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