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Parola chiave: Asia Centrale

Geopolitica delle Pipeline: La Grande Svolta. Russia, Cina, Iran ridisegnano la mappa dell'energia

Il 2009 si è rivelato un anno molto importante per la "guerra energetica". L'oleodotto inaugurato dal presidente cinese Hu Jintao il 14 dicembre; il terminale petrolifero nei pressi della città portuale di Nakhodka, nell’estremo oriente della Russia, inaugurato dal Primo Ministro Vladimir Putin, il 27 dicembre (che sarà alimentato dal gigantesco oleodotto da 22 miliardi di dollari, che parte dai nuovi giacimenti nella Siberia orientale, e va verso i mercati della Cina e dell'Asia-Pacifico); e il gasdotto iraniano inaugurato da Ahmadinejad il 6 gennaio, praticamente ridisegnano la mappa energetica dell'Eurasia e del Mar Caspio. L'anno 2010 inizia con una nuova nota affascinante: sapranno la Russia, la Cina e l'Iran coordinare le mosse future, o almeno ad armonizzare i loro interessi in gioco?

Il Turkmenistan guarda a est

L’avvio di un nuovo gasdotto, il 14 dicembre, che collega il Turkmenistan e la Cina, è diventato uno dei momenti chiave nel gioco geopolitico volto ad ottenere nuove rotte per l’esportazione del petrolio e del gas dell'Asia centrale. Il nuovo gasdotto sarà il primo a consegnare il gas turkmeno (fino a 40 miliardi di metri cubi all'anno) ai mercati esteri, aggirando la Russia. Fino a poco tempo fa, la Russia acquistava la maggior parte del gas turkmeno, ma ora ha in programma di acquistarne quattro volte di meno.
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