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IV – Il Mediterraneo

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Nel quadro della prospettiva eurasiatica, il controllo del Mediterraneo è una questione geopolitica che i decisori europei, asiatici e africani devono porre all’ordine del giorno. Un’autentica Pax Mediterranea sarà possibile solo quando la totale sovranità di questo mare apparterrà alle popolazioni rivierasche ed il suo ruolo geopolitico rientrerà nell’ambito di una emancipazione della massa eurafroasiatica dall’egemonia d’oltreatlantico.

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CONTINENTI

Nel febbraio 1979, per la prima volta nella storia iraniana, uno Stato che aveva sempre avuto forma monarchica si trasformava in uno Stato fondato sulle norme e sui principi islamici autodefinendosi „Repubblica Islamica“. Il promotore di questa idea era la Guida della Rivoluzione islamica dell’Iran, l’Ayatollah Khomeyni.

Il rapporto fra democrazia e talassocrazia secondo un opuscolo del V secolo a. C. pervenutoci nel corpus delle opere di Senofonte, ma di incerto autore. Il testo sottopone ad un’analisi cruda e spietata l’ordinamento democratico ateniese.

Con la venerazione della Bibbia da parte dei cittadini dell’Europa e poi dell’America, nella cosiddetta „civiltà occidentale“ si è diffusa una perversione del sentimento morale ed estetico, che l’ha allontanata dall’ideale platonico di verità e bene comune.

Parafrasando ciò che Erodoto dice a proposito della relazione fra il Nilo e l’Egitto, l’Autore afferma che l’Iraq è un dono del Tigri e dell’Eufrate e si chiede: per quanto tempo ancora? Le guerre per il controllo del Vicino Oriente sono anche guerre per l’acqua.

La presenza statunitense in Asia centrale è intesa da Washington come un obiettivo a lungo termine. Limitarsi a collegare la „guerra al terrore“ agli interessi petroliferi americani nella regione è riduttivo. Gli USA sono in Asia centrale per tentar di mantenere l’equilibrio globale in conformità con la loro posizione egemonica.

Solo la Russia si è dimostrata capace a livello imperiale di conservare nella sua purezza il lascito bizantino. Le chiese ortodosse del Vicino Oriente hanno rappresentato un miracolo che conferma la santità dell’Ortodossia, ma senza l’Impero Russo quest’ultima non sarebbe rimasta intatta.

DOSSARIO: IL MEDITERRANEO

Una serie di dati e indicatori concernenti gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo: i principali gruppi etnici di ciascuno Stato, la crescita annua della popolazione, la speranza di vita, la percentuale di disoccupazione, le spese per l’istruzione.

Lo sbarco anglo-statunitense in Sicilia, avvenuto il 10 luglio 1943, comportò il reclutamento di agenti tra le file della mafia italo-americana e di elementi ideologicamente motivati nella lotta contro il fascismo.

Elenco circostanziato delle basi militari statunitensi nei Paesi Europei, nel Vicino Oriente e nell’Oceano Indiano. Elenco delle 113 basi statunitensi nella Penisola italiana, da Cima Gallina (BZ) a Lampedusa.

Caratteri essenziali dello scontro che nel teatro del Mediterraneo oppose il prototipo della talassocrazia, rappresentato da Cartagine, al modello dell’Impero continentale, rappresentato da Roma.

Una congiuntura economica favorevole ha proiettato in breve tempo lo Stato algerino sulla scena inbternazionale, nella posizione di chi è in grado di prender decisioni per sé e per il proprio futuro. L’Algeria è uno die pochi Paesi che sta procedendo in anticipo al rimborso del debito estero.

Quali sono le condizioni geopolitiche, storiche e culturali che possono consentire, in un futuro non troppo lontano ed evanescente, la nascita di un’area euro-mediterranea? L’Autore risponde con una serie di osservazioni preliminari.

Nel 1956, all’epoca della crisi di Suez, solamente l‘“Unità“ e il „Secolo d’Italia“ mostrarono apprezzamento per lo spirito patriottico di cui davano prova gli Egiziani. Perfino la stampa socialista, fino allora filonasseriana, prendeva le distanze da Cairo.

La repubblica autonoma di Crimea (dal 1994 regione dell’Ucraina) ha conosciuto vicissitudini complesse, tra cui un conflitto interetnico i cui principali attori sono stati i Russi, gli Ucraini e i Tatari rimpatriati nella penisola nel corso degli anni Novanta.

Una parte non trascurabile del greggio caspico e centroasiatico viaggia sul Mar Nero. Gli USA, desiderosi di estendere la propria sfera d’influenza anche sull’Asia Centrale, stanno contendendo la regione ai Russi non solo attraverso operazioni militari, ma anche con l’appropriazione delle vie di smercio delle risorse regionali.

Il fenomeno del narcotraffico è tipicamente globale. Non ha frontiere, supera i confini degli Stati, si interseca coi traffici di uomini ed armi. Le attuali strutture sopranazionali sotto controllo statunitense sono incapaci di amministrare la situazione, ammesso e non concesso che vi sia la volontà di farlo.

Oltre al nostro Mediterraneo, esistono altre due aree marittime interne che possono esser dette „mediterranee“: il mar mediterraneo americano, formato dal Golfo del Messico e dal Mar dei Caraibi, e quello asiatico, situato tra la costa della massa continentale sino-indocinese e la collana di isole che si frappone tra essa e l’Oceano Pacifico.

All’incrocio della via d’acqua che va da Gibilterra a Suez e di quella che collega l’Europa con l’Africa, Malta rappresenta la chiave delle comunicazioni all’interno del bacino mediterraneo.

Risulta evidente la preponderanza militare degli USA nell’area geografica che va dal Mediterraneo all’Afghanista; preponderanza militare che non corrisponde del tutto alla capacità di controllare stabilmente un territorio ostile, ma che è più che sufficiente per realizzare elevatissimi livelli di distruzione.

Dal 3 al 5 giugno 2005 si è svolto a Tirana il primo Activism Festival, un appuntamento che si appresta a ripetersi annualmente nelle capitali dell’Europa orientale. Per capire di che cosa si tratti, basta scorrere l’elenco delle organizzazioni e in particolare die patrocinatori. Spicca il nome di George Soros.

DIBATTITO: CHE FARNE DELL‘UNIONE EUROPEA?

Nei mesi di maggio e giugno 2005 i popoli della Francia e dell’Olanda, chiamati a ratificare la costituzione europea, l’hanno sonoramente bocciata. Sono stati eventi entusiasmanti, positivi, da incoraggiare ed appoggiare in ogni modo.

Solo un movimento politico strutturato su scala europea potrebbe avere la forza necessaria per sviluppare, nei confronti dell’Europa dei banchieri e dei tecnocrati, un’opposizione finalizzata sì a buttar via l’acqua sporca del neoliberismo, ma anche a salvare il bambino europeo, per curarlo ed infondergli un’anima.

INTERVISTE

All’epoca di questa intervista, Enrico Galoppini è docente di Storia dei Paesi Islamici all’Università di Torino.

All’epoca di questa intervista, Mamma Mamaev è vicepresidente del Comitato della Difesa del Parlamento russo.

RECENSIONI E POSTILLE

Francesco Boco, Gli studi africani di Fernando Omar Zanon

Aldo Braccio, Cento Mediterranei, un Mediterraneo

Enrico Galoppini, Note sulla politica islamica degli Atlantici

S. Abu Sitta, The Atlas of Palestine (Miftah)

F. Prati e S. Lorenzoni, Scritti etnonazionalisti (Claudio Mutti)

J. Von Leers, L’Inghilterra (Daniele Scalea)

C. Preve, Filosofia e geopolitica (Daniele Scalea)

G. Corm, L’egemonia americana nel Vicino Oriente (Stefano Vernole)

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