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LXIX – Il conflitto dei gasdotti

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Lo sviluppo delle infrastrutture per il trasporto del gas pone nuove sfide sul piano delle relazioni internazionali, evidenziando agli studiosi di geopolitica la necessità di investigare gli spazi al di sopra e al di sotto delle superfici terrestri e marittime, dato il loro potenziale in termini di proiezione di influenza. Si riconferma quindi che la geopolitica non può prescindere dall’analisi dello spazio secondo tre dimensioni: verticalità, ampiezza e profondità. Alle quali si aggiunge una quarta dimensione: quella del cosiddetto “cyberspazio”.

Descrizione

TEORIE E IDEOLOGIE POLITICHE

Col nome di Dio Clemente e Misericordioso. Lo scopo di questo articolo consiste innanzitutto nel presentare l’ordinamento della Repubblica Islamica dell’Iran, fondato sulla teoria politica della wilāyat al-faqīh, e in seguito nel descrivere gli aspetti di efficacia di questa teoria e dell’ordinamento stesso, per capire infine perché l’Iran sia un paese sotto attacco.

Da anni i media adoperano il lessema ‘sovranismo’ all’interno del discorso politico e geopolitico con una tale indeterminatezza da includere nel medesimo fenomeno soggetti politici differenti, se non addirittura contrapposti. A livello accademico ad oggi non è presente una definizione condivisa di sovranismo; il presente saggio prova a tracciarne gli elementi cardine e identifica le domande chiave da porsi per comprendere a quale tipo di sovranismo si assista di volta in volta. Sovranismo nazionalista, europeista, di destra, di sinistra? Viene inoltre esaminata la natura dei diversi sovranismi presenti in Europa, dalla Finlandia alla Francia, dalla Germania alla Svezia e all’orbanismo, con una particolare attenzione all’Italia. Sovranismi diversi e con diverse prospettive e implicazioni geopolitiche. La domanda chiave alla quale il saggio ambisce a rispondere è la seguente: a chi giova, nel quadro dell’attuale passaggio da un mondo unipolare a uno multipolare, il sovranismo nazionalista, o meglio i diversi sovranismi nazionalisti?

Il testo è costituito dalle risposte date da Jean Thiriart (1922-1992) a due domande della lunghissima intervista (106 domande e risposte) da lui accordata nel 1982 al giornalista Bernardo Gil Mugarza, che aveva militato in Joven Europa. La prima di queste due domande era articolata così: “Nel Suo libro Un Empire de 400 millions d’hommes: l’Europe Lei auspica la nascita della nazione europea da un partito storico. Che cosa significa? Condivide ancora questa opinione?”. La seconda domanda era la seguente: “Questo partito sopranazionale è un partito unico? Com’è che esso deve accedere al potere? Per via elettorale o attraverso una lotta di liberazione nazionale europea?”

DOSSARIO: IL CONFLITTO DEI GASDOTTI

Lo sviluppo delle infrastrutture per il trasporto del gas ha posto nuove sfide sul piano degli studi geopolitici. Queste, rappresentando la perfetta manifestazione di una forma orizzontale di geopolitica capace di creare connessioni strategiche e alleanze, hanno messo in luce la necessità di investigare gli spazi al di sopra e al di sotto delle superfici terrestri e marittime ed il loro potenziale in termini di proiezione di influenza. In definitiva, hanno dimostrato ancora una volta come lo studio della geopolitica non possa prescindere dall’analisi dello spazio lungo tre dimensioni: verticalità, ampiezza e profondità. Ad esse si aggiunge una quarta dimensione: quella del cosiddetto “cyberspazio”, fondamentale sia per la guerra informativa che per scopi prettamente militari (la dipendenza dalla rete, ad esempio, rende estremamente vulnerabili gli eserciti sul campo in un contesto di guerra convenzionale). L’articolo esamina la natura multidimensionale del confronto sui gasdotti, soprattutto alla luce dei recenti eventi nell’Europa orientale e nell’Africa settentrionale.

L’inizio dell’Operazione militare speciale russa in Ucraina ha ridefinito in parte il ruolo delle alleanze geopolitiche a livello globale e ha contribuito a rinsaldare rapporti di amicizia consolidati da anni. È questo il caso delle relazioni serbo-ungheresi che trovano il loro culmine negli accordi energetici, frutto di intese strategiche di più ampia portata a partire proprio dal comune atteggiamento sul conflitto russo-ucraino. Tali accordi interessano anche le propaggini di Belgrado in Bosnia, dove la cooperazione tra Budapest e Banja Luka (capitale dell’autoproclamata Republika Srpska) dura da anni, con incontri sempre più frequenti tra i due presidenti Viktor Orbán e Milorad Dodik. Intanto il popolo serbo e quello ungherese scoprono di piacersi sempre di più.

Negli ultimi mesi, complice l’intensificarsi della guerra in Ucraina, l’Azerbaigian si è trovato ad occupare una posizione particolare. Strategicamente situato tra Russia, Iran, Turchia e Asia Centrale, privo da un lato di dispute con la Russia e dall’altro di un’ideologia antioccidentale animante la sua classe dirigente, il Paese gode oggi di una posizione invidiabile, rafforzata dalla grande disponibilità di idrocarburi. E il perdurare delle tensioni in Ucraina sta consentendo a Baku di sfruttare al meglio questa posizione geopolitica e di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, anche grazie al crescente peso della Turchia. A spese della piccola Armenia.

Nell’ottobre 2022 il presidente e il vicepresidente della Federazione Russa, insieme col delegato della Gazprom, hanno proposto alla Turchia di potenziare il suo ruolo di fulcro energetico, dirottando sul TurkStream le forniture fino ad allora destinate ai gasdotti Nord Stream, recentemente colpiti da azioni terroristiche di marca antirussa. L’importanza geopolitica del TurkStream, che collega la Russia e la Turchia attraverso il Mar Nero e prosegue il suo percorso fino ai confini turco-bulgaro e turco-greco, è evidente nelle sue ricadute politiche ed economiche; il gasdotto costituisce – come recita il sito informatico ufficiale TurkStream – una fonte affidabile di energia per la Turchia e per l’Europa meridionale e sudorientale. Proprio per questo, volendo colpire gli interessi sia russi che europei e intendendo distruggere ogni collaborazione turco-russa, i circoli atlantisti pressoché egemoni nei territori dell’Unione Europea hanno nel mirino il gasdotto. L’Europa, contro i propri interessi, si allinea a questa strategia, anche se nazioni come Ungheria e Serbia non stanno al gioco, segnalando nuove crepe nel pericolante edificio dell’Unione Europea.

CONTINENTI

Questo studio si pone direttamente in continuità con quello apparso sul numero 3/2022 di “Eurasia, Rivista di Studi Geopolitici”, nel quale venivano analizzati gli eventi dei primi due mesi circa di ostilità. Vengono ora analizzati gli eventi svoltisi dal 9 Maggio fino all’inizio del Novembre 2022, quando il conflitto – nel quale la Russia combatte contro gli Stati Uniti d’America – ha raggiunto una fase di stallo, che, se ancora non consente di intravederne la fine, ci permette di trarre alcune linee di analisi, specialmente sul piano strettamente militare.

La riflessione di Karl Haushofer e della geopolitica tedesca interbellica si inserisce nel doppio alveo dell’affermazione della Germania quale potenza centroeuropea quasi egemonica e della crisi del sistema multipolare eurocentrico. Secondo il generale tedesco, la geopolitica poteva e doveva fornire alla classe dirigente dei paesi dell’Asse tutti gli strumenti scientifici necessari per riaffermare la centralità e l’autonomia dell’Europa all’interno di un sistema internazionale nel quale il ruolo dell’Europa andava progressivamente scemando. La funzionalità di tale riflessione gode di nuova vita nel l’attuale momento di crisi del sistema unipolare americanocentrico e, conseguentemente, di ridefinizione del ruolo dell’Europa a trazione tedesca all’interno del mondo multipolare in fase di costruzione.

Il potere di convinzione internazionalmente denominato mediante il termine anglosassone “soft power” svolge un ruolo di primaria importanza nel rapporto che la Repubblica Popolare Cinese ha instaurato coi paesi africani. Le attività connesse ad una tale strategia recano un contributo enorme allo sviluppo culturale del Continente nero, influendo in misura considerevole sulle società e sulle istituzioni africane e di conseguenza sulla stessa politica degli Stati africani.

DOCUMENTI

Negli anni della seconda guerra mondiale l’ingegner Amadeo Bordiga (che con Antonio Gramsci, Nicola Bombacci ed altri aveva fondato nel 1921 il Partito Comunista d’Italia) confidò a più riprese il suo pensiero sugli eventi in corso ad Angelo Aliotta, senza sospettare che questi era una spia incaricata di tenerlo discretamente sotto controllo. Le relazioni compilate da Aliotta, dalla quale “Eurasia” riporta alcune pagine, sono conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma.

Discorso pronunciato dal Presidente della Federazione Russa Vladimir Vladimirovič Putin venerdì 30 settembre 2022 nella sala San Giorgio del Cremlino. Dal sito dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia e San Marino, 4 ottobre 2022.

Discorso pronunciato dal Presidente della Federazione Russa Vladimir Vladimirovič Putin giovedì 27 ottobre 2022 alla sessione plenaria conclusiva del XIX incontro del “Club di discussione Valdai”. L’incontro, durato quattro giorni, ha riunito centoundici esperti, politici, diplomatici ed economisti provenienti, oltre che dalla Russia, da quaranta altri paesi. Traduzione italiana fornita dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia e San Marino, 29 ottobre 2022.

Decreto del Presidente della Federazione Russa Vladimir Vladimirovič Putin sull’approvazione dei Fondamenti della politica statale di tutela e rafforzamento dei valori spirituali e morali tradizionali della Russia. Entrato in vigore il 9 Novembre 2022.

INTERVISTE

Intervista a S. E. Zheng Shuan a cura di Stefano Vernole.

RECENSIONI E SCHEDE

Daniele Perra, Obiettivo Ucraina (Amedeo Maddaluno)

Paolo Callegari, Contro l’impero delle menzogne (Daniele Perra)

Claudio Ciani, Un nuovo Medio Oriente? (Daniele Perra)

L’archivio di “Eurasia”: la Russia

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