Home Negozio Riviste XX – Italia: 150 anni di una piccola grande potenza

XX – Italia: 150 anni di una piccola grande potenza

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L’Italia non possiede la libertà di valorizzare il suo potenziale geopolitico nelle naturali direttrici costituite dal Mediterraneo e dall’area balcanico-danubiana, se non nel contesto delle strategie d’oltreatlantico. Le opportunità per l’Italia di ricavarsi un proprio ruolo geopolitico risiedono nelle ricadute che l’evoluzione dello scenario mondiale produce nel bacino mediterraneo e nell’area europea.

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Descrizione

GEOFILOSOFIA

L’intellettuale Epimeteo non può prevedere se l’homo Europaeus troverà il proprio oriente per poter andare “oltre la linea”, per varcare il meridiano zero del nichilismo,, ma è certo che l’homo occidentalis è destinato a nientificarsi nel “caos organizzato” del mondo postmoderno.

Dalle esplorazioni spirituali di Henry Corbin risulta una geografia simbolica che viene qui tracciata nelle sue linee essenziali.

Testo della lectio magistralis tenuta dall’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso la Santa Sede nel quadro di una conferenza organizzata da “Eurasia” a Roma.

DOSSARIO: ITALIA

Vengono forniti i dati relativi a superficie, popolazione, densità, natalità, mortalità, speranza di vita, dati economici, PIL, alimentazione, analfabetismo ecc.

L’autore legge in un’ottica geopolitica l’affermazione globale della lingua inglese.

I due paesi hanno intensificato i propri rapporti economici e diplomatici, e Berlusconi si è dimostrato uno dei maggiori patroni dell’ipotetico ingresso della Turchia nell’UE. Un ulteriore salto di qualità nel rapporto tra i due paesi sarà però impossibile finché Roma manterrà una linea rigidamente atlantista e filoisraeliana, distanziandosi così dai nuovi orientamenti geopolitici di Ankara.

Secondo il professor Canavero il problema storico della politica estera italiana è il contrasto tra la volontà di protagonismo e la debolezza materiale, che ha condotto spesso a disillusioni o persino catastrofi. I risultati migliori si sono ottenuti nel campo dell’integrazione europea, dove l’Italia può ancora giocare un ruolo importante.

L’autore franco-indiano individua numerose analogie geografiche e storiche tra i due paesi. L’avvincente tragitto dell’articolo si conclude in un evento emblematico: il ruolo di primo piano raggiunto da un’italiana, Sonia Gandhi, nella classe dirigente indiana.

L’Italia si trova ad avere al proprio interno un piccolo Stato, il Vaticano, che dispone però d’una fitta rete d’influenza e potere su tutto il territorio nazionale italiano.

A centocinquant’anni dalla proclamazione dell’Unità gl’Italiani sarebbero “Più divisi di prima”. L’Italia è sempre stata deficitaria in termini d’identità nazionale, ed oggi essa è sottoposta all’attacco dell’atomizzante ideologia neoliberale.

La debolezza strategica dell’Italia dipende precipuamente dalla conformazione geografica del paese: un po’ continentale ed un po’ marittimo (e dunque costretto a difendersi su ambo i lati), percorso da catene montuose che ostacolano le comunicazioni interne. Oggi l’Italia si presenta protetta in una “teca di cristallo” composta da alleanze e relazioni diplomatiche, apparentemente sicura ma che, qualora tali rapporti si deteriorassero (soprattutto quello con gli USA), lascerebbe il paese esposto in tutta la sua crescente vulnerabilità.

L’articolo affronta un tema molto dibattuto in Italia e molti altri paesi: quello della concorrenza commerciale cinese.

Secondo Giardi la politica energetica è divenuta il fulcro della politica estera degli Stati, ed in particolare la Russia sta impiegandola per scalare la gerarchia delle potenze. L’Europa dovrebbe agire unitariamente ed in collaborazione con gli USA per diversificare ed assicurare le proprie fonti energetiche, ma evitare politiche anti-russe, anti-iraniane o anti-cinesi. L’Italia è assai vulnerabile perché il suo “mix energetico” è particolarmente caro e sbilanciato. Le priorità dovrebbero essere: coniugare nuovi gasdotti e rigassificatori per diventare un hub energetico europeo; dedicarsi all’efficienza ed al risparmio energetico; riadottare il nucleare; potenziare il solare; diversificare le fonti d’energia.

L’autore si concentra particolarmente sugli ultimi anni, testimoni di progressi sotto tutti i punti di vista. Contrariamente a quanto si crede, ciò non è stato reso possibile solo dai buoni rapporti personali tra Berlusconi e Putin, ma principalmente della comprensione, da parte di tutti gli attori politici dei due paesi, dei vantaggi reciproci ottenibili dalla cooperazione. L’Italia si è fatta apprezzare per la sua posizione conciliante, malgrado le pressioni provenienti dagli USA e dall’UE, e per il favore con cui ha accolto la proposta russa d’un trattato di sicurezza collettiva in Europa. Rilevanti poi i rapporti economici e, soprattutto, energetici. Ma l’ottimismo verso il futuro è frutto soprattutto di quell’intesa spirituale che sembra attrarre Russi e Italiani gli uni verso gli altri.

L’economista Giancarlo La Grassa lamenta il deplorevole stato dell”Italia, da vent’anni priva d’una politica. Roma dovrebbe puntare decisamente sull’avanzante multipolarismo, difendere quel che resta delle sue industrie strategiche dalle brame straniere, sgonfiare l’ipertrofico apparato dell’amministrazione pubblica. Ciò sarà possibile solo vincendo la resistenza di quel blocco sociale parassitario che vive sulla spesa pubblica improduttiva, e cercando invece di mobilitare a favore della svolta i ceti produttivi, in particolare il lavoro autonomo.

Storia dei programmi nucleari italiani, sia militari sia civili.

L’Italia non ha saputo sviluppare un coerente “mediterraneismo”, ma ha cercato invece di sfruttare anche nel Mediterraneo i più compiuti “atlantismo” ed “europeismo”, risultando così legata a strategie eterodirette. Questa è una grave pecca per un paese che affonda le proprie radici nel Mediterraneo, e vi è fisicamente immerso.

Il Governo italiano ha costituito una serie di SpA (Banca del Sud, Protezione Civile, Difesa Servizi) per permettere ai Ministeri di eludere le procedure ed i controlli statali.

Viene qui tracciata una storia della lingua italiana e dell’influenza cui essa è stata sottoposta da parte dell’inglese.

Da Gramsci a Togliatti, a Berlinguer, a Occhetto, a D’Alema, all’antiberlusconismo.

L’articolo inquadra i rapporti tra i due paesi in un’ottica storica e dal punto di vista italiano. La distanza geografica, le vicende storiche e gli orientamenti geopolitici per secoli hanno separato i due paesi, ma ormai da cent’anni Mosca ha assunto una grossa importanza per la politica estera italiana. Quest’ultima si basa tradizionalmente su un sistema di pesi e contrappesi, di alleati e di “amici” che servono a limitarne l’invadenza. Oggi solamente la Russia può essere per l’Italia quel “amico” necessario a frenare lo strapotere degli USA nel loro rapporto d’alleanza ineguale con Roma. Inoltre, l’Italia più d’ogni altra potenza europea è dipendente dalla Russia per il suo approvvigionamento energetico, ragione in più per cui i dirigenti italiani debbono fare di Mosca uno dei principali punti di riferimento della loro politica estera.

CONTINENTI

A cinque anni dall’ingresso nell’Unione Europea, la Lettonia deve affrontare una crisi diffusa e gravissima, che potrebbe influire sui recuperi dell’intera regione del Mar Baltico e colpire anche la Svezia.

Il segreto del successo negli scambi tra Pechino e l’Africa consiste nella totale non ingerenza negli affari interni dei vari paesi, nella collaborazione paritaria nei settori strategici delle economie nazionali, nel rispetto delle sovranità e nei vantaggi reciproci.

INTERVISTE

Aldo Braccio e Tiberio Graziani, Intervista a Giovanni Adamo

Enrico Galoppini, Intervista a Roberto Albicini

Tiberio Graziani e Antonio Grego, Intervista a Gianluigi Angelantoni

Melania Perciballi, Intervista a Giovanni Armillotta

Tiberio Graziani e Daniele Scalea, Intervista a Sergej Baburin

Claudio Mutti, Quaestiones Sicilianae. Intervista a Pietrangelo Buttafuoco

Daniele Scalea e Tiberio Graziani, Intervista a Tarun Das

Daniele Scalea e Tiberio Graziani, Intervista a Paolo Guerrieri

Luca Lauriola, Intervista a Luciano Maiani, presidente del CNR

Tiberio Graziani e Daniele Scalea, Intervista a Sergio Romano

Luca Bionda, Intervista a David Sanakoev

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