Petrolio contro cibo

Signor Senatore,

Ho preso conoscenza del rapporto della commissione d’inchiesta del Senato degli Stati Uniti che lei presiede, la quale riprende « informazioni » pubblicate dal giornale iracheno “Al Mada” nel gennaio 2004 sul fatto che 270 personalità avrebbero beneficiato di « buoni di petrolio » da parte del Presidente Saddam Hussein.

Rispondendo allora alle domande che mi venivano poste, avevo riconosciuto che l’Association des Amitiés franco-irakiennes era stata puntualmente aiutata da una società petrolifera sotto forma di partecipazione alle spese generate dalle sue attività. Mi sento dunque oggi nella posizione di poter dire che le accuse rivolte contro George Galloway e Charles Pasqua sono fallaci e tendenziose.

Attaccando George Galloway, lei se la prende con uno dei più feroci oppositori britannici all’embargo, all’aggressione americana contro l’Iraq, all’occupazione di quel paese e … a Tony Blair.

Attaccando Charles Pasqua, lei si vendica della Francia che aveva aperto, troppo rapidamente per i gusti degli Stati Uniti, una sezione di interessi economici a Bagdad, che aveva promesso a Tarek Aziz di ripristinare relazioni diplomatiche con l’Iraq e che si era opposta allo scatenamento dell’ultima guerra del Golfo. Prendendosela con lui, lei se la prende con Jacques Chirac nella prospettiva della sua eventuale candidatura alla prossima elezione presidenziale.

Attaccando George Galloway e Charles Pasqua, il suo obiettivo non è solo quello di diffamare le persone citate da “Al Mada”, perché esse avevano reclamato la fine dell’embargo o detto che le sanzioni contro l’Iraq erano ingiustificate e criminali. Lei vuole anche e soprattutto mettere paura a coloro che lottano per la liberazione di questo paese. Non si meravigli se le sue minacce di incolpare gli « amici dell’Iraq » sono interpretate dalla resistenza irachena come atti di guerra e se essa un giorno vi risponderà a suo modo.

Lo scandalo, non sono né i « doni » né le « commissioni » che sono state versate. Esse sono state prelevate – quand’era il caso – sui redditi d’impresa e mai – come Lei vorrebbe far credere – sull’insufficiente ammontare fissato dal Comitato delle sanzioni dell’ONU per l’acquisto di prodotti alimentari o farmaceutici, autorizzato nel quadro del programma « Petrolio contro cibo ».

Le sole persone condannabili agli occhi del popolo iracheno sembrano essere quelle che avevano preso l’impegno solenne davanti a Tarek Aziz di sostenere politicamente la resistenza irachena e che invece non usano tutti i mezzi di cui dispongono per contrastare la propaganda di guerra americana e per denunciare i progetti dei neo-conservatori nel Vicino e nel Medio Oriente.

Faccia pulizia in casa sua, signor Senatore! Altrimenti il popolo americano potrebbe un giorno ritenerla responsabile della morte di soldati in Iraq, della detestabile immagine degli Stati Uniti nel mondo, e di rendere Bill Clinton e George W. Bush debitori di mazzette per i milioni di dollari versati ufficialmente o clandestinamente all’opposizione fantoccio irachena.

Il vero scandalo è lo stesso embargo e il programma « Petrolio contro cibo ». E’ il genocidio organizzato del popolo iracheno. Il numero delle vittime supera il milione e mezzo, ma non c’è nessuno che osi istruire il processo per questo atto di barbarie occidentale.

Signor Senatore,

quando gli Stati Uniti hanno riconosciuto che l’Iraq non possedeva armi di distruzione di massa, tutti hanno capito che la menzogna era stata inventata per soffocare questo paese, preparare un’aggressione senza rischi e rovesciare il regime baathista. La vostra amministrazione ha allora sentito la necessità di stornare l’attenzione dell’opinione pubblica da quello che appariva un crimine contro l’umanità. Essa ha fatto fabbricare un controfuoco chiamato « Affare Petrolio contro cibo ».

Il Rapporto Duelfer del settembre 2004 ha dunque posto l’accento sulle « rivelazioni » di “Al Mada”, un giornale il cui direttore è un ex tesoriere del Partito Comunista Iracheno manipolato dalla CIA. Lo sa che è stato proprio lui ad aver diffuso una delle più gravi menzogne del secolo, ossia il cosiddetto affare dei «bambini in provetta », che servì da pretesto per scatenare la guerra del Golfo del 1991 ?

Signor Senatore,

a sostegno delle Sue accuse contro George Galloway e Charles Pasqua, Lei fa fede a dichiarazioni estorte in carcere al Vicepresidente Taha Yassin Ramadan e al Vice primo ministro Tarek Aziz. Si può sapere in quali condizioni sono state ottenute queste affermazioni ?

Affinché sia fatta luce sulle cosiddette « bustarelle di Saddam Hussein », io chiedo che le personalità e le organizzazioni citate da “Al Mada” e dalla sua sottocommissione siano poste a confronto con Taha Yassin Ramadan e con Tarek Aziz, in presenza dei loro avvocati e in un paese neutrale. Non vedo perché gli Stati Uniti, che li detengono illegalmente, replichino che questo non è possibile.

Lei, d’altronde, può rispondere a questa domanda : è stata la società americana Chevron a prelevare importanti quantitativi di petrolio iracheno quando Condoleezza Rice era membro del suo consiglio di amministrazione e a versare commissioni agli Stati Uniti o in Iraq? E a chi?

In un altro campo, può dirmi perché non apre un’inchiesta sulle malversazioni finanziarie in Nigeria di cui è accusato Dick Cheney quando dirigeva la Halliburton, e sulle quali il giudice francese Renaud van Ruymbeke avrebbe importanti rivelazioni da fare ?

Infine, Lei può dimostrare che le accuse rivolte contro George Galloway e Charles Pasqua non sono state fabbricate per coprire sui media statunitensi lo scandalo provocato dall’imputazione, nei primi giorni di maggio, di una “talpa” israeliana, sospettata di aver passato informazioni militari classificate « top secret » ad un membro della potente lobby filo-israeliana AIPAC – American Israël Public Affairs Committee – di cui Lei è un membro importante?

In attesa di risposte alla mia richiesta e alle mie domande, la prego di gradire, signor Senatore, i miei distinti saluti,

15 maggio 2005

Gilles Munier
Segretario generale delle Amitiés franco-irakiennes

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