Home Negozio Riviste X – Tra la Russia e il Mediterraneo

X – Tra la Russia e il Mediterraneo

18,00 

 

La separazione geopolitica dell’Europa dalla Russia e dal Mediterraneo e la sua inclusione in un “blocco occidentale” egemonizzato dagli Stati Uniti d’America rientra nella strategia che Washington persegue fin dagli ultimi anni del secondo conflitto mondiale, allo scopo di realizzare l’egemonia mondiale statunitense. Funzionale a questo obiettivo è la teoria dello “scontro di civiltà”, la quale, inducendo gli Europei a diffidare dei loro vicini, li appiattisce sui desiderata statunitensi.

Categoria:

Descrizione

EURASIATISMO

Per tutta la sua storia, Bisanzio ebbe a che fare con popoli diversi. Nei primi secoli, quando il potere imperiale era forte, furono molti i casi di completa “bizantinizzazione” di un popolo, come accadde agli Slavi, ai Bulgarti, ai Russi. Altre volte, invece, furono i popoli invasori a portare delle novità, prontamente recepite dalla diplomazia imperiale: tale fu il caso degli Avari e dei Longobardi.

Mircea Eliade convalidò con la propria attività scientifica il concetto dell’unità dell’Eurasia. Nel pieno della guerra fredda lo studioso si rifiutava di concepire l’Europa nei termini ristretti che le avrebbero voluto imporre i difensori della “civiltà occidentale”.

DOSSARIO: EUROPA

Il Programma Galileo, primo sistema di posizionamento e navigazione satellitare concepito per scopi civili, prevede il lancio di 30 satelliti che si posizioneranno in orbita geostazionaria intorno alla Terra ad un’altezza di circa 24.000 chilometri. Ciò potrà rivoluzionare la vita quotidiana dei cittadini europei e non solo, visto il coinvolgimento di numerosi paesi extracomunitari.

Indicatori sociali e dati rilevanti relativi ai singoli Paesi membri dell’Unione Europea; gli organi istituzionali dell’Unione Europea; la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.

La Giunta Regionale Puglia ha approvato nel 2006 una delibera sugl’interventi all’interno delle attività finanziate dal Cipe. La Puglia coordinerà i vari progetti di cooperazione coi Balcani e l’Egitto; la regione ricoprirà il ruolo di responsabile unico per la linea d’intervento “Dialogo e cultura” nei Balcani e nel Mediterraneo; per l’Egitto invece avrà l’esclusiva di regione guida delle azioni delle regioni italiane.

Uno dei principali problemi dell’integrazione europea è quello linguistico. Con l’ingresso degli ultimi Paesi nell’Unione, si è ormai passata la barriera delle venti lingue ufficiali, ritenuta un limite invalicabile. È evidente che, stante la prassi attuale, tradurre e interpretare documenti e interventi in una quantità così elevata di lingue diventi non solo un’operazione molto costosa, ma anche poco pratica.

La Turchia svolge una funzione unica nella politica mondiale. Ciò è dovuto per lo più alla sua particolare posizione geografica, poiché si trova al centro di tre continenti; alla sua eredità storica, essendo essa l’erede di quell’Impero ottomano che si estendeva su territori europei, asiatici ed africani; alla sua struttura politica originale, essendo il solo Paese musulmano del Vicino Oriente ad avere un regime secolare e democratico.

Il discorso di Putin alla Conferenza sulla sicurezza (Monaco, 10 febbraio 2007) è un attacco a fondo alle non regole che presiedono le relazioni internazionali nella nostra epoca: il monopolarismo USA, il disprezzo per il diritto internazionale, il dilagare di guerre terribili, la crisi di tutti i trattati di disarmo o di controllo degli armamenti, l’assedio al quale è stata sottoposta la Russia.

Alla “politica araba della Francia” subentrano la “politica francese nel Vicino Oriente” e la “politica mediterranea dell’Unione Europea”, vale adire una versione occidentalista delle relazioni franco-arabe ed euro-arabe. Nel quadro della PESC (Politica Estera di Sicurezza Comune) la scelta atlantista e filoisraeliana è maggioritaria.

Nel 1954 l’Europa fu ad un passo dalla realizzazione di un primo embrione di difesa comune in campo militare. La storia della CED comincia nel 1949 su iniziativa francese, per poi terminare nel 1955 con gli strascichi successivi al suo fallimento, formalmente dovuto alla bocciatura decretata dal Parlamento transalpino.

In un documento reso pubblico il 20 novembre 2006, l’Agenzia Europea di Difesa dichiara di aver raccolto per la prima volta i dati riguardanti la spesa europea nel settore della difesa, rilevando che nel 2005 i ventiquattro Stati partecipanti – tutti Paesi membri dell’Unione Europea eccetto la Dinimarca – hanno speso complessivamente 193 miliardi di euri.

Nel quadro del dialogo tra le civiltà, è obbligatoria una cooperazione tra quei grandi ed antichi centri di civiltà che sono le nazioni europee e la nazione araba. Bisogna ribadire l’importanza di un rilancio del dialogo euro-arabo, che costituirà la base del dialogo delle civiltà.

Nell’opera di ricostruzione della Conferenza di Nairobi l’Italia aveva investito molto, in termini di denaro e di impegno personale dei suoi rappresentanti nelle lunghe e difficili mediazioni; ma poi, quando le stesse istituzioni si sono trasferite sul territorio, non le ha sostenute adeguatamente, sotto il profilo di una solida e chiara linea politica.

L’Europa è l’unica parte della terra che sia più di un continente. In primo luogo l’Europa è una potenza spirituale, ma diventa anche una realtà politica, se vista dalle altre parti del globo. Gli Europei non hanno sentito ciò nella stessa misura degli altri popoli della terra. Ciò deriva dal fatto che i popoli europei per molti secoli non anno avuto mai un nemico comune. I fronti sono sempre corsi a sghimbescio sul continente stesso. Questa indeterminatezza e fluidità che caratterizza l’Europa in maniera così evidente, differenziandola dagli altri continenti, è il motivo per cui solo raramente si è potuto avere una coscienza unitaria europea, fin dalla caduta del Sacro Romano Impero. (Estratti da Das Zeitalter des Ikaros. Von Gesetz und Grenzen unseres Jahrhunderts, Jena 1944).

La nozione di Italia, così come noi la conosciamo, è un frutto della storia e non una realtà “stabile”, presente in maniera immutabile da un tempo sufficiente a farla ritenere un fattore “eterno”. Non è insomma possibile, per quanto riguarda l’Italia, affermare come fece Fichte per la Germania che si tratta d’un’entità metafisica e metastorica.

Quella che generalmente viene chiamata “globalizzazione” e giudicata un processo storico inevitabile non è in realtà che il tentativo guidato dai centri multinazionali con sede a Washington di tenere agganciati a sé i vecchi alleati europei, che potrebbero essere tentati di cercare un’intesa strategica con Mosca su basi economiche, militari e geopolitiche. La rinnovata dottrina militare della NATO rispecchia il comportamento sempre più aggressivo degli USA, frutto della loro volontà di egemonia mondiale.

INTERVISTE

Aleksandr Dugin è un noto geopolitico russo, collaboratore di “Eurasia”.

Rima Fakhri è responsabile dell’Associazione Donne di Hizbullah e membro dell’Ufficio Politico di Hizbullah.

POSTILLE

Trascorsi trentott’anni dall’invasione della Cecoslovacchia e venute meno dal 1989 censure e autocensure da parte di alcuni settori ben determinati della vita politica italiana – fenomeno manifestatosi con accenti storiografici di spessore e con la nascita di riviste che hanno proposto temi precedentemente ritenuti tabù (geopolitica, revisionismo, critica allo storicismo ecc.) – è necessario riconsiderare anche il fenomeno della cosiddetta “primavera di Praga”.

La guerra d’aggressione sionista contro il Libano è iniziata il 14 febbraio 2005, quando una carica esplosiva di notevole potenza polverizzava il primo ministro Rafiq Hariri e la sua scorta. Ovviamente le agenzie della disinformazione strategica attribuiscono la colpa alla Siria, senza nemmeno formulare l’ipotesi del coinvolgimento di altre forze.

I mezzi di comunicazione e la maggior parte degli studiosi riservano la loro attenzione all’Islam “politico”, tralasciando l’Islam tradizionale più autentico e diffuso, lontano dalle esasperazioni e dalla rigidità del letteralismo fondamentalista e integralista.

Chi oggi si riconosce in una posizione di opposizione sistemica e strategica è definibile in base al profilo politico-culturale seguente: il nemico principale dei popoli e delle culture è l’imperialismo ideocratico americano, fondato ideologicamente su un impasto messianico di tipo veterotestamentario. Questa imperialismo sta distruggendo i presupposti del diritto internazionale nato a Westfalia nel 1648.

Fin dagli anni Cinquanta la Siria ha rappresentato un ostacolo alla realizzazione dei progetti americani e israeliani di ridisegnare la mappa del Vicino Oriente sulla base del loro esclusivo interesse. L’importanza della regione ha attirato l’attenzione delle grandi potenze in lotta per la supremazia mondiale (in primis, dal secondo dopoguerra, degli Stati Uniti).

L’avvento al potere a Washington dei neocons repubblicani ha determinato il cambiamento della politica estera americana nei confronti dell’Iran. La Repubblica Islamica veniva trattata come un male che doveva essere liquidato; perciò Washington ha cercato di preparare le basi intorno all’Iran per una futura incursione. Però, invece di aumentare la pressione sull’Iran, l’amministrazione repubblicana ha dato via libera allo sviluppo incontrollabile dei conflitti nei Paesi limitrofi.

L’idea di uno Stato-Nazione definito sulla base del territorio, della lingua, della cultura e della legge è giunta in Medio Oriente come importazione dall’Europa della Rivoluzione Francese. Fino al XIX secolo nel mondo islamico il termine watan (paese, patria) veniva usato per designare il luogo di nascita o di residenza e solo dopo la dissoluzione territoriale dell’Impero ottomano, l’aggressione colonialista e il conseguente riassetto territoriale secondo frontiere tracciate artificialmente, esso assunse il significato ambiguo di nazione.

DOCUMENTI E RECENSIONI

Hamit Bozarslan, La Turchia contemporanea (Aldo Braccio)

Gilles Munier, Iraq. Diecimila anni in Mesopotamia (Enrico Galoppini)

La trilogia di Stefano Fabei sui fascismi, gli Arabi e l’Islam (Teresa Mancinelli)

Alessandro Lattanzio, Terrorismo sintetico (Augusto Marsigliante)

Massimo Jevolella, Le radici islamiche dell’Europa (Claudio Mutti)

Michel Foucault, Taccuino persiano (Federico Roberti)

Dichiarazione in occasione del quinto anniversario dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai

Discorso di Vladimir Putin alla 43ma Conferenza sulla sicurezza

Discorso del Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov alla XV Assemblea del Consiglio per la politica estera e la difesa (17 marzo 2007)

tristique ultricies amet, dolor. lectus venenatis vulputate, felis commodo efficitur.
0

Your Cart