In data 7 ottobre 2012, il “Times of India” ha pubblicato un articolo in cui si invitava l’India a “seppellire i fantasmi” del 1962, l’anno della guerra con la Cina, e a perseguire una convivenza pacifica con questo Paese. Non molto tempo fa Ratan Tata, Presidente del Tata Group, uno dei maggiori gruppi industriali indiani, aveva rilasciato una dichiarazione in cui spiegava che la grande potenza economica cinese non rappresenta una reale preoccupazione per l’India, che, anzi, dovrebbe stabilire un’alleanza con la stessa potenza asiatica: “Preferirei usare la Cina come un forte alleato e stabilire con essa una relazione di reciproco sostegno. Credo che bisognerebbe sviluppare un rapporto di questo genere”.

Il primo ministro indiano Manmohan Singh, il ministro degli esteri e altri alti funzionari hanno ripetutamente dichiarato che l’India non ha intenzione di prender parte ad alcuna strategia volta al contenimento della Cina, ma di migliorare le relazioni diplomatiche sia con la Cina sia con gli Stati Uniti. La posizione razionale tenuta dal Governo indiano serve a garantire gli interessi dei popoli indiano e cinese ed è in linea con l’attuale situazione diplomatica che accomuna i due paesi: anche se tra i due Paesi ci sono alcuni problemi storici e dispute minori e benché l’India, in quanto grande potenza, abbia incrementato i propri armamenti (scelta questa dettata dalle sue esigenze diplomatiche), è pur vero che Cina e India hanno più interessi in comune che divergenze.

Negli Stati Uniti, invece, il “più libero e democratico” panorama delle fonti di informazione non è interessato a veicolare questo tipo di interpretazione delle relazioni Cina – India: quello che a loro interessa è permeare il discorso di quella mentalità che regnava durante il periodo della Guerra Fredda, al fine di seminare incomprensioni e discordia tra Cina e India per portarle ad uno scontro diretto.

Ai loro occhi tutto è diretto contro la Cina: dagli addestramenti militari congiunti tra India, USA e Giappone ai progetti riguardanti lo sviluppo di  missili avanzati indiani, aventi come scopo ultimo quello di dissuadere il Governo cinese. All’inizio di quest’anno India e Russia hanno condotto esercitazioni congiunte per le truppe di fanteria nella regione del Lago Baikal; riportando la notizia, alcune fonti statunitensi le hanno presentate come dirette, in una certa misura, contro la Cina. In precedenza, però, Cina e India, avevano spesso eseguito esercitazioni militari congiunte: quale sarebbe stato il loro bersaglio?

Alcune fonti statunitensi hanno fornito deliberatamente un’interpretazione sbagliata della cooperazione senza vinti né vincitori che unisce la Cina e i Paesi dell’Asia del Sud, presentandola come un evidente piano cinese per la costruzione di quello che è stato chiamato “un filo di perle”, ossia una cooperazione tra i Paesi confinanti con l’India, rivolta all’assedio della penisola indiana. Questa interpretazione fuorviante avrebbe dovuto indurre il Governo indiano ad avviare la promozione e la costituzione di forze anticinesi. Alla luce di quanto detto entrambi i Paesi dovrebbero fare molta attenzione al modo in cui viene presentato questo tema.

 
 
 
FONTE: http://english.peopledaily.com.cn/90883/7986595.html
 

Traduzione di Andrea Turi

 

 


Questo articolo è coperto da ©Copyright, per cui ne è vietata la riproduzione parziale o integrale. Per maggiori informazioni sull'informativa in relazione al diritto d'autore del sito visita Questa pagina.