Assumo la direzione effettiva di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, periodico pubblicato dalla casa editrice che fondai nell’ormai lontano 1978

Mentre ringrazio i redattori, i collaboratori e tutti coloro che – in particolare il CPE – hanno in vario modo sostenuto “Eurasia” in questi suoi primi sette anni di attività, esprimo la mia gratitudine al dottor Tiberio Graziani per aver diretto la rivista dalla sua fondazione fino al numero 3/2011 (in distribuzione nei prossimi giorni), portandola ad un livello qualitativo che viene unanimemente riconosciuto come egregio. Ringrazio la dott.ssa Alessandra Colla per aver generosamente accettato la carica di rappresentante legale in questa nuova fase della vita di “Eurasia”.

Un memore e commosso pensiero va a Carlo Terracciano, il quale mi esortò a pubblicare una rivista di geopolitica in un’epoca in cui tale disciplina era guardata con sospetto (anche in Italia, dove ne erano stati pionieri gli studiosi facenti capo alla vecchia rivista fascista “Geopolitica”), o veniva strumentalmente volgarizzata da un gruppo editoriale oligarchico di orientamento atlantista.

Come dichiarazione d’intenti della nuova direzione, nulla di meglio che ricordare le linee guida alle quali “Eurasia” si ispira, negli stessi termini in cui esse furono presentate i nostri lettori sette anni fa:

 

Lo scopo di questa nuova rivista di studi geopolitici è quello di promuovere, stimolare e diffondere la ricerca e la scienza geopolitica nell’ambito della comunità scientifica nazionale ed internazionale, nonché di sensibilizzare sulle tematiche eurasiatiche il mondo politico, intellettuale, militare, economico e dell’informazione. La prospettiva di EURASIA non corrisponde solo a quella delle relazioni internazionali in senso stretto, ma è anche quella, più fondamentale, che concerne l’influenza esercitata sulle “rappresentazioni” geopolitiche passate e attuali, nonché sugli scenari futuri, dai rapporti culturali e spirituali tra i popoli che abitano la massa continentale eurasiatica.

Infatti, pur non rappresentando nessun particolare indirizzo accademico, né adottando alcuno specifico e preferenziale approccio metodologico per l’indagine e l’interpretazione degli avvenimenti geopolitici, la rivista EURASIA ha l’ambizione di porre all’attenzione degli addetti ai lavori l’importanza della riscoperta dell’unità spirituale dell’Eurasia, così come essa da sempre si esprime nelle molteplici e variegate forme culturali. Il riconoscimento di tale realtà costituisce infatti un fattore innovativo e decisivo per l’avanzamento della scienza geopolitica del XXI secolo, in alternativa alle pilotate, restrittive, “ideologiche”, e dunque a-scientifiche, teorie dello “scontro di civiltà” o del “melting-pot”, che tanta confusione e danno hanno ingenerato sia nell’ambito della indagine scientifica che in quello delle applicazioni pratiche.

 

Sic Deus me adjuvet!

Claudio Mutti



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Claudio Mutti, antichista di formazione, ha svolto attività didattica e di ricerca presso lo Studio di Filologia Ugrofinnica dell’Università di Bologna. Successivamente ha insegnato latino e greco nei licei. Ha pubblicato qualche centinaio di articoli in italiano e in altre lingue. Nel 1978 ha fondato le Edizioni all'insegna del Veltro, che hanno in catalogo oltre un centinaio di titoli. Dirige il trimestrale “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”. Tra i suoi libri più recenti: A oriente di Roma e di Berlino (2003), Imperium. Epifanie dell’idea di impero (2005), L’unità dell’Eurasia (2008), Gentes. Popoli, territori, miti (2010), Esploratori del continente (2011), A domanda risponde (2013), Democrazia e talassocrazia (2014), Saturnia regna (2015).