Alvarez e Marsal, BlackRock, Oliver Wyman, Pimco: nomi che non significano nulla per l’europeo medio. Ma le consulenze finanziarie hanno giocato un ruolo prioritario per il salvataggio dell’eurozona e finora hanno gestito contribuenti in Cipro, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna per oltre 80 milioni di euro. Le loro competenze “indipendenti” sono utilizzate dalla Troika per prestiti internazionali, dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale, per decidere quanti Paesi o banche devono impedire un default. Spesso vengono assunti senza gara d’appalto, sollevando obiezioni su trasparenza e responsabilità. A volte sono assunti nonostante potenziali conflitti di interessi, derivanti da legami tra fondi di investimento e altri fornitori di servizi finanziari.

Le società di consulenza incaricano spesso subappaltatori, ponendo ulteriori domande in riferimento a chi ha accesso alle informazioni e su come vengono gestite. Oltre a studi legali locali, i subappaltatori quasi sempre includono una o più delle “grandi quattro” società di contabilità, Deilotte, Ernest&Young, KPMG e Price Waterhouse Coopers (PwC). Alla fine il risultato è un “cerchio d’oro” di una serie di grandi società con un monopolio di gestione dei salvataggi dell’UE.

 

Alvarez e Marsala

La società di consulenza newyorkese Alvarez e Marsala ha guadagnato 2 milioni di euro per creare “bad bank” in Spagna nel 2012. In un tipico modello, ha fatto confluire nello studio legale spagnolo Cuatrecasas una società di servizi finanziari giapponese chiamata Nomura e PwC per fare il lavoro.

Ha guadagnato 6,6 milioni di euro per il suo lavoro sul salvataggio cipriota, ma proprio il caso Cipro ha causato uno scandalo portando alla luce la questione.

Secondo un audit interno da parte del consiglio della banca centrale di Cipro, ha ottenuto il denaro pur risultando inammissibile per una parte del lavoro.Il documento di revisione, visto da osservatori europei, mostra che ha ottenuto 1,1 milioni di euro più IVA per la valutazione della banca di Cipro, principale finanziatore dell’isola, fino al dicembre 2012. Inoltre ha avuto una quota di ampliamento del servizio di 250.000 euro per continuare il lavoro nel 2013.

Nel dicembre 2012, con Cipro in lotta per ottenere un piano di salvataggio dagli altri Stati dell’eurozona, il capo della banca centrale, Panicos Demetrides, ha incaricato Alvarez e Marsal per nuovi contratti. Lo ha fatto nonostante il Consiglio avesse escluso la consulenza a causa di “potenziali conflitti di interessi” legati alla valutazione della Banca di Cipro. Ha poi dato ad Alvarez e Marsal due dei nuovi contratti nonostante la preoccupazione del Consiglio di Amministrazione. All’inizio del 2013, ha ottenuto 960.000 euro più IVA e costi di oltre 270.000 euro per esaminare progetti di ricapitalizzazione di banche cipriote. Ha anche ottenuto 2,7 milioni di euro più IVA e spese fino a 540,000 mila euro per aiutare a ristrutturare la stessa banca di Cipro e la banca Laiki.

 

Lo scandalo della tassa segreta

Per quanto riguarda i “conflitti di interesse evidenziati” si trattava tuttavia, della punta dell’iceberg.
Lo scandalo è scoppiato nell’ottobre 2013, quando i media ciprioti hanno riferito che Demetriades ha premiato Alvarez e Marsal con una elevata quota da 15 milioni di euro senza comunicarlo al Consiglio. L’importo del bonus ammonta allo 0,1 percento del valore totale del costo di ricapitalizzazione delle banche di Cipro (15,7 miliardi).
Sulla base di una corrispondenza interna e contratti redatti fino al marzo 2013, il direttore di consulenza Hal Hirsch e Dematries, si dicevano in linea di principio d’accordo per il pagamento del canone, “con qualsiasi mezzo” la ricapitalizzazione doveva essere eseguita. A seguito di confusi colloqui a Bruxelles, l’accordo finale di salvataggio includeva il sequestro dei versamenti privati dei risparmiatori con risparmi oltre i 100.000 euro. Il bonus segreto pone la seguente domanda: quale era l’obiettivo di Alvarez e Marsal nelle valutazioni delle banche Cipriote quando doveva successivamente averne una parte dei soldi del “salvataggio” stesso?
Lo scandalo mostra anche cosa può succedere quando gli appalti sono aggiudicati a porte chiuse. Demetriades in una nota di ottobre sostenne di accettare l’obolo sotto la pressione dalla società statunitense. La banca centrale nel documento di revisione lo citava sottolineando le condizioni dell’accordo: “Firmato sotto costrizione. Il signor Hirsch ha minacciato di abbandonare Cipro al culmine della crisi se non avessi firmato”.
Ai primi di settembre, dopo che la banca centrale aveva concluso il contratto con la società di consulenza, questa ha insistito che doveva essere pagato l’intero importo di 15 milioni di euro. Ma quando il Consiglio si ribellò, protestando di non essere a conoscenza dell’affare, la ditta statunitense si offrì di prendere meno. “Concorderemo per un compenso di ricapitalizzazione pari a 4,75 milioni di euro. È una riduzione molto considerevole e volontaria e non dovrebbe essere soggetta ad ulteriori trattative”, così Hirsch in una lettera alla banca centrale del 19 settembre.

 

Lo scandalo non è ancora finito

Il parlamento e il pubblico ministero ciprioti hanno avviato indagini sugli eventi. Un portavoce di Alvares e Marsala si è rifiutato di commentare perché sono in corso le indagini. La ditta sta provando a svincolarsi dalla situazione. Ha detto in una lettera alla Banca centrale, in data 26 ottobre 2013, che il Consiglio ha “piena discrezionalità” nel decidere l’importo della sua quota di ricapitalizzazione. Nel frattempo, il Consiglio della Banca Centrale ha messo in dubbio la pretesa di Demetriades che ha accettato “sotto costrizione”. Alvarez e Marsal non rappresentano l’unica consulenza legata alla “troika” ottenuta senza gare pubbliche.

 

Ottenere somme sbagliate

Nel gennaio 2011, la Banca Centrale irlandese assumeva il suo concorrente, BlackRock Solutions, poco dopo che il governo irlandese aveva presentato un piano di salvataggio FMI-EU per 85 miliardi di euro.

BlackRock Solutions è una piccola unità di consulenza all’interno di BlackRock, una società statunitense che è diventata negli ultimi anni il più grande fondo di gestione patrimoniale del mondo, con portafoglio clienti dal valore di 3 miliardi di euro.

È stato ingaggiato per prevedere quante banche irlandesi rischiano il fallimento e per effettuare uno “stress test” sui peggiori scenari per il sistema bancario irlandese. Ha ottenuto 30 milioni di euro per il suo lavoro.

Ha inoltre condiviso il compito con i subappaltatori, tra cui un’altra società statunitense, Boston Consulting Group e Barclays Capital, una banca d’investimento britannico.

Il primo intoppo c’è stato quando BlackRock Solution ha sbagliato le previsioni di profitto della banca. La Banca centrale irlandesebasandosi sui dati della consulenza, prevede profitti delle banche che ammontano a 1,9 miliardi di euro tra il 2011– 2013 anche nel peggiore dei casi. Ma nel giugno 2012, le banche sono riuscite a rendere soltanto 0,4 miliardi di euro. I politici irlandesi avevano dichiarato all’inizio che la procedura di selezione per BlackRock non era ideale. Parlando al parlamento irlandese nel 2011, Michael Noonan, ministro delle finanze irlandesi, ha affermato di aver evitato una gara pubblica a causa della pressione della Troika.

“La Banca Centrale mi ha informato, alla luce del requisito del programma UE-FMI per avvalersi di consulenti rapidamente per scopi di stabilità finanziaria, che non era possibile applicare la normale procedura di gara”, ha osservato.

Durante uno show televisivo, lo stesso anno, il governatore della Banca Centrale Irlandese Patrick Honohan ha detto che la procedura di selezione è stata fatta in fretta.

“Abbiamo avviato alcune consulenze velocemente. È incredibile, quando paghi ingenti somme di denaro, come i migliori consulenti del mondo possono venire ad accalcarsi”, ha detto all’emittente televisiva RTE il marzo 2011.

Alcuni parlamentari irlandesi temono che possano venir vendute informazioni riservate. BlackRock Solution aveva una conoscenza approfondita della situazione all’interno della banca irlandese non solo dal contratto di gennaio 2011.

La Banca centrale irlandese ha assunto la ditta statunitense anche per farsi assistere nel completamento dei riesami 2012 e 2013 del fabbisogno del capitale delle banche. Contemporaneamente, la ditta principale, BlackRock, aveva secondo una dichiarazione dell’azienda di aprile 2012, un “business di clienti in Irlanda” che vale “oltre 5 miliardi di euro” e “beni stabiliti in Irlanda” con un valore di 162 miliardi di euro.

Pressato dai parlamentari all’inizio di quest’anno per rilevare l’entità delle acquisizioni di BlackRock in Irlanda dal 2011, Noonan ha detto che la Banca centrale irlandese “non dispone delle informazioni richieste” e ha osservato che, in ogni caso, “BlackRock osserva normative e requisiti per appalti UE e irlandesi”.

Sette mesi dopo, BlackRock ha annunciato che comprerà il 3% della Banca d’Irlanda, una delle banche che la sua sussidiaria, BlackRock Solutions, ha sottoposto a “stress test” nel 2011.

Tom McDonnell, un economista del think tank Tasc con base a Dublino, ha detto che non c’è nessuna prova che i BlackRock utilizzino informazioni riservate. Ma ha detto che la questione è “problematica” in termini di percezione pubblica. “Sono i più grandi gestori di patrimonio al mondo, quindi avrebbero un vantaggio competitivo usando quelle informazioni riservate. Questo non vuol dire che lo hanno fatto, ma ciò crea una percezione pubblica e la possibilità o la tentazione di farlo”, ha osservato.

 

Giramenti di testa

Anche la Grecia diede a BlackRock Solutions un contratto simile da 12,3 milioni di euro. Comprendeva il subappalto alle quattro grandi imprese di revisione (PricewaterhouseCoopers, Ernst & Young, Deloitte Touche Tohmatsu, KPMG).

Secondo una relazione del New York Times, nel 2012, la Troika e tutto ciò ad essa collegata era così odiata in Grecia che BlackRock Solutions ha usato un nome falso, “Solar”, e reclutato 18 guardie di sicurezza armate per svolgere il proprio lavoro. Nel settembre del 2012, anche Cipro ha assunto Deloitte e Pimco, il più grande investitore obbligazionario del mondo e società di gestione del risparmio di dimensioni tali da rivaleggiare con BlackRock, per studiare la ricapitalizzazione delle banche.

Successivamente ha assunto BlackRock Solutions/Solar per compiere una doppia verifica sulla metodologia di Pimco, in una decisione che potrebbe aver fatto girare la testa di McDonnell. Il governo spagnolo era più diffidente delle sue controparti irlandesi e greche.

BlackRock Solutions ha anche realizzato un contratto per compiere uno stress test delle banche locali come parte dei requisiti voluti dalla Troika per il salvataggio da 41 miliardi della banche spagnole. Ma il Ministro dell’Economia spagnolo Luis de Guindos disse nel maggio 2012 che BlackRock Solutions rischiava il conflitto di interessi con le attività di investimento della BlackRock.

Il giro d’affari della BlackRock in Spagna è stimato per un valore di 5.1 miliardi di euro.

Lo stesso club, tuttavia, ha ancora il denaro dei contribuenti spagnoli.

La Spagna ha aggiudicato un appalto da 10.3 milioni di euro a Oliver Wyman un’altra società di consulenza statunitense, e a Roland Berger, una ditta tedesca.

Ha anche assunto Deloitte (1,8 milioni di euro), Ernest&Young (7,2 milioni di euro), e PwC (5,3 milioni di euro) per effettuare controlli.

Il Portogallo, come la Spagna, ha assunto Oliver Wyman per valutare la ricapitalizzazione del sistema bancario locale in base al programma della Troika.

Ha ottenuto 1 milione di euro per 44 giorni di lavoro.

PwC, la banca statunitense Citi, e McKinsey, un’altra società di consulenza statunitense, hanno avuto dei subappalti. Nel settembre 2013, la Banca Centrale Europea ha seguito l’esempio: ha assunto Oliver Wyman per valutare i conti patrimoniali delle 130 più grandi banche nell’eurozona. Si è rifiutata di fornire dettagli riguardo la quota o le procedure di gara che hanno portato alla sua scelta.

 

Perché lo fanno?

La questione che si presenta è perché queste società continuano a essere assunte e cosa le motiva a cercare di lavorare con la Troika.

BlackRock, Oliver Wyman, Pimco o altre società di consulenze e revisione non si sono resi disponibili per un commento.

Ma Constantin Gurdgiev, un docente di finanza al Trinity College di Dublino, dice che la mancanza di competenza nelle banche centrali è uno dei motivi.

Questo ha affermato che “durante il boom della pre-crisi nella creazione del credito, la banca centrale nazionale dei Paesi con rapida espansione del credito ha perso il personale competente che è migrato verso i fornitori privati di servizi finanziari”.

Ha aggiunto che il restante personale “spesso esegue attività meccaniche di fascicolazione e riconfezionamento” dei dati presentati dalle banche, “ha perso le competenze principali per indagare attivamente i bilanci delle banche o elaborare modelli di business performance”.

La richiesta della Troika di dati e di gestione della crisi era più di quello che le banche centrali potevano offrire. L’assunzione di grandi nomi nel settore delle consulenze, ha conferito ai Paesi più credibilità, specialmente nei mercati finanziari. La convalida esterna delle società statunitensi ha ammantato le perdite bancarie di oggettività, con la quale i mercati possono convivere, dice ancora Gurdgiev.

Richard Boy Barrett, un deputato della sinistra irlandese ha presentato diverse questioni parlamentari riguardo al BlackRock Solutions, ed è molto cinico. Dice che le maggiori società di consulenza e di revisioni dei conti sono “parte della stessa cerchia d’oro di banchieri e funzionari di governo che hanno causato la crisi finanziaria”.

Un’altra fonte dice che la principale motivazione per in le società di consulenza, non sono le quote da milioni di euro, ma i “contatti” con le elite istituzionali dei governi.

La fonte, un ex funzionario fiscale irlandese, che ha chiesto di rimanere nell’anonimato, richiamava incontri con rappresentanti di PwC che “fondamentalmente ha introdotto Facebook in Irlanda”.

La fonte diceva: “La burocrazia, nel senso di alti funzionari governativi, organizzava allegramente riunioni con clienti di PwC o altri potenziali clienti … Per discutere con loro del sistema fiscale irlandese. È sempre tutto molto cordiale”.

Grandi società come BlackRock affermano di avere “muraglie cinesi” che separano il loro lavoro di consulenza da altre attività. Ma persone che conoscono il funzionamento del sistema non sono d’accordo.

“Non penso sia possibile dividere l’attività in muraglie cinesi. Sono solo chiacchiere. Non è possibile”, osserva la fonte irlandese. “Se quattro o cinque anni fa PwC aveva una particolare esigenza riguardo la tassazione, era in grado di consultare il database e dire: “La persona che devi contattare all’interno del servizio fiscale irlandesi è questa e lui è specializzato nella conoscenza di una determinata area”.

“L’idea che essi non abbiano questo tipo di legami è completamente errata. Ecco come operano, è così che vivono”.

Fonte: Troika consultancies: A multi-million euro business beyond scrutiny di Valentina Pop
http://euobserver.com/economic/122415

(Traduzione per Eurasia di Caterina Gallo)

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