Dichiarazione del Capo della Direzione Stampa – il Portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Belarus Andrei Savinykh riguardo alla decisione del Consiglio dell’UE

La decisione del Consiglio dell’UE evidenzia che l’UE continua a perseguire una politica di pressione conclamata. Abbiamo più volte spiegato a tutti i livelli l’inutilità di una tale politica nelle sue relazioni con la Repubblica di Belarus.
Come risposta, la parte bielorussa chiuderà l’ingresso in Belarus a quelle persone dai Paesi dell’Unione europea che hanno contribuito all’introduzione delle misure restrittive.
Il Rappresentante permanente bielorusso presso l’Unione europea e l’Ambasciatore bielorusso in Polonia sono richiamati a Minsk per le consultazioni.
Al Capo della Delegazione dell’Unione europea in Belarus e all’Ambasciatore polacco in Belarus è stato suggerito di avviarsi verso le loro capitali per le consultazioni al fine di riferire ai loro vertici la ferma posizione della parte bielorussa circa l’inaccettabilità della pressione e delle sanzioni.
In caso di mantenimento della pressione sulla Repubblica di Belarus saranno adottate altre misure tese a proteggere i nostri interessi.
Ci auguriamo che i funzionari dell’UE e dei suoi Stati membri siano consci dell’inadeguatezza del percorso di forza.
Rimangono in vigore le proposte bielorusse volte alla promozione del dialogo, dell’interazione e della collaborazione con l’Unione europea sulla base dei principi di uguaglianza e del rispetto reciproco.

 
 

Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Belarus in relazione alla dichiarazione dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza C.Ashton del 28 febbraio 2012

La reazione nervosa dell’Unione Europea alla proposta bielorussa di svolgere un giro di consultazioni degli Ambasciatori del quartier generale dell’UE e della Polonia nelle loro capitali conferma una sola cosa: che da parte di Bruxelles si è scelta una strada di accrescimento della tensione.
Questo è un percorso che porta in un vicolo cieco.
Non si dimentichi, a Bruxelles e nelle capitali dell’UE, che nei confronti della Bielorussia una tattica d’intimidazione non funziona. Non si può arrivare ad una normalizzazione dei rapporti imponendo condizioni unilaterali ed esercitando pressioni.
Un risultato costruttivo può essere ottenuto, invece, solo attraverso un dialogo dignitoso e reciprocamente rispettoso, svolto su basi reciprocamente accettabili. Si spera che i nostri interlocutori lo possano capire.

Minsk, lì 29 febbraio 2012

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