Il direttore di “Eurasia”, Tiberio Graziani, è stato intervistato dal “Giornale Radio Rai 3” a proposito della visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Mosca.
L’intervista è stata trasmessa nell’edizione delle 8.45 del 16 febbraio e può essere ascoltata cliccando qui (dal minuto 6:58 al minuto 8:53).
Segue la trascrizione:


Nel corso della sua visita a Mosca, il premier israeliano Netanyahu ha chiesto al presidente russo Medvedev sanzioni economiche più dure contro il regime iraniano e di non vendere a Tehran i potenti missili SS-300, arma micidiale contro gli aerei. Vincenzo Mungo ne ha parlato con Tiberio Graziani, direttore della rivista di geopolitica “Eurasia”.

A quali risultati può portare questa visita di Netanyahu a Mosca?

La visita rientra nel quadro delle nuove relazioni tra Russi e Israeliani. Esse evidenziano il ruolo della Russia nella partita vicino e medio-orientale, giocata fino a poco tempo fa esclusivamente da Washington e Londra. Nello specifico, la visita può condurre solo a risultati molto limitati e parziali.

Netanayahu ha chiesto a Mosca d’adottare sanzioni contro l’Iran che colpiscano soprattutto l’economia, ed ha anche chiesto di bloccare la vendita a Tehran dei missili antiaerei SS-300 che sarebbero molto efficaci. Lei ritiene che possa ottenere qualche risultato di questo tipo?

Non credo che possa ottenere risultati di questo tipo. Possiamo invece affermare che, a quelle che sul piano diplomatico appaiono delle vaghe concessioni russe alle richieste di Tel Aviv, corrisponde sul piano militare una certezza: la fornitura di missili russi agli Iraniani. Tale fornitura ha almeno due scopi: 1) riequilibrare per quanto possibile il rapporto di forze tra Tehran e Tel Aviv e 2) sottolineare l’importanza della presenza di Mosca nello scacchiere vicino-orientale. In sintesi, si può affermare che al tradizionale e collaudato asse Washington-Tel Aviv si contrappone ora quello inedito, eurasiatico, formato da Mosca, Pechino e Tehran.

Quindi, a suo avviso, il governo russo non accetterà mai d’andare fino in fondo contro l’Iran relativamente al suo programma nucleare?

No, penso che rimarrà sempre un valido partner per Tehran.

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