La rivista tedesca “Zuerst!” ha pubblicato nel n. 4/2013 un’intervista con Fabio Falchi, redattore di “Eurasia”, sul fenomeno del movimento dei “grillini”. Qui di seguito la traduzione italiana.

 

 

Zuerst!: Peter Steinbrück,il candidato della Spd alla cancelleria, ha definito Silvio Berlusconi e Beppe Grillo due “clown”. Parliamo di Grillo – è davvero un “pagliaccio”?

Fabio Falchi: Beppe Grillo, è un comico e blogger impegnato in politica dal 2009. In pochi anni ha  costruito il “Movimento 5 Stelle” (M5S) dal nulla, non solo sfruttando in modo intelligente la potenzialità di Internet (i candidati del M5S sono stati scelti tramite delle primarie on line), ma anche riuscendo a conquistare le “piazza”, che tradizionalmente apparteneva alla sinistra (il 22 febbraio scorso, cioè due giorni prima delle elezioni politiche, un enorme numero di persone ha partecipato alla manifestazione del M5S in Piazza San Giovanni, a Roma). Il M5S è infatti composto da semplici cittadini uniti dal disgusto e dalla ripugnanza per la corruzione e il malgoverno dei partiti tradizionali.

Orbene, alle elezioni politiche il M5S  ha ottenuto 25,55% dei voti per la Camera dei deputati (e il 23,79% dei voti per il Senato) e ora è il primo partito (anche se non la prima coalizione) alla Camera dei deputati. A parte ogni altra considerazione, è evidente quindi che Grillo è un politico intelligente, non un “pagliaccio”, e che non vi è nulla da ridere riguardo al successo del M5S, che invece si deve considerare molto seriamente.

 

 

Zuerst!: I principali media tedeschi vedono in Beppe Grillo un “pericolo per l’UE”, perché egli  rifiuta la moneta europea. E’ così?

Fabio Falchi: Non sappiamo esattamente che cosa Grillo e il M5S  pensino riguardo all’euro,  anche se si può sostenere che ritengono che l’euro non sia la soluzione del problema della UE, bensì “parte” di questo problema. D’altronde, noi sappiamo che il pericolo dell’UE è la stessa UE, dato che l’UE non può o non vuole opporsi alla (pre)potenza dei mercati finanziari.

Sembra comunque che Grillo voglia un referendum sulla moneta unica europea, anche se un referendum non può abrogare un trattato internazionale. E’ importante allora che Grillo chiarisca al più presto le sue idee in merito a questo problema, che, in primo luogo, è un problema (geo)politico, non un mero problema economico – e non dobbiamo dimenticare che molti Stati dell’UE non sono membri di Eurolandia. Inoltre non mancano soluzioni “tecniche”: due euro (un euro per il Nord Europa ed un euro per Sud Europa, sulla base di un patto di solidarietà), oppure ritornare al cosiddetto ” Serpente europeo” o una vera e propria Unione politico-monetaria , cambiando il ruolo della BCE (che però sembra essere la longa manus dei mercati finanziari in Europa) e così via. Ma la vera questione è che “questa Ue” non può sopravvivere, Grillo o non Grillo. E molti osservatori pensano che la “nave Italia”, rebus sic stantibus, sia destinata ad arrivare al Pireo!

Dobbiamo dunque prendere in considerazione il fallimento della politica di austerità, imposta dalla UE, se vogliamo capire il “fenomeno Grillo”.

 

 

Zuerst!: Che cosa si può dire del M5S? E’ un movimento di destra o di sinistra? E si tratta di un vero e proprio partito di opposizione? 

Fabio Falchi: Il M5S non pare essere né di destra né di sinistra. Del resto, ormai  destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia. Vi sono delle differenze, ma non sono molto importanti. D’altra parte, anche se il M5S non è un movimento fascista o meglio neo-fascista, è pur vero che Grillo non ha precise “radici ideologiche” e che per questo molti osservatori ritengono che il M5S sia un movimento “demagogico”  e “populista”. Tuttavia, Grillo e molti dei suoi sostenitori sono contro la speculazione finanziaria, contro la presenza di basi militari della Nato e contro le missioni militari italiane all’estero. E Grillo ha avuto pure il coraggio di criticare Israele e di difendere le ragioni dell’Iran. Sicché solo se queste posizioni saranno a fondamento della visione e della prassi politica del M5S, questo nuovo movimento potrà essere un vero e proprio partito di opposizione.

 

 

Zuerst!: Avrà Grillo una reale influenza sulla politica italiana ? Se ciò accadesse, sarebbe positivo o negativo – e perché? 

Fabio Falchi: Il M5S rischia di sgonfiarsi rapidamente, se non “crescerà” dal punto di vista politico. Criticare la classe dirigente è naturalmente ben diverso dall’essere una classe dirigente. Com’è noto, ci sono anche molti “dubbi” circa Gianroberto Casaleggio, co-fondatore (e da alcuni definito addirittura “guru”) del M5S. Nelle prossime settimane o nei prossimi mesi questi dubbi dovrebbero sparire. Comunque sia, considerando la situazione italiana e il fatto che tutti gli altri partiti sono  ricattabili da parte dei “mercati”, questo “caos” pare positivo. Inoltre, si sa che i mercati finanziari “parlano inglese”. Non a caso gli Stati Uniti vogliono una NATO economica allo scopo di rafforzare le relazioni tra gli USA e l’ Europa. Di fatto, ciò equivarrebbe alla fine dell’Europa. Ma non possiamo impedirlo con l’attuale classe dirigente italiana (ed europea, tranne poche eccezioni). In questa prospettiva, a mio parere, non è tanto importante il M5S, in quanto tale. Ma se un nuovo movimento politico dovesse nascere da questo “caos” – una forza politica in grado di contrastare i mercati finanziari e la politica di potenza degli Stati Uniti – allora potremmo senza dubbio sostenere che il successo del M5S non è negativo. Se si deve essere “realisti”, si deve però riconoscere che è improbabile che tale forza politica possa essere il M5S (che, tra l’altro, pare essere assai distante da una “Weltanschauung” eurasiatista – e difficilmente, purtroppo, Grillo può essere considerato un “Chavez” italiano ).

Eppure, non è impossibile che adesso “qualcosa” possa ostacolare il “tritacarne euro-atlantista”. In effetti, anche in altri Paesi europei stanno “crescendo” dei movimenti cosiddetti “populisti” (non neo-fascisti). Si tratta di movimenti che non si basano (almeno per ora) su una salda e chiara dottrina politica, ma tendono a mettere al centro del dibattito politico i problemi delle persone “in carne ed ossa” e a mettere l’accento sul fatto che è assurdo che uno Stato dipenda dai “mercati”. Di conseguenza, si dovrebbe essere “pragmatici” per quanto concerne il giudizio su tutti questi movimenti. In definitiva, è lecito affermare, senza essere “volgari”, che in questa situazione il fine giustifica i mezzi.


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Fabio Falchi ha compiuto studi filosofici. Nel 2010 ha iniziato una fruttuosa collaborazione con "Eurasia. Rivista di studi geopolitici" e col relativo sito informatico, pubblicando diversi articoli e saggi in cui vengono tracciate le linee di una "geofilosofia" dell'Eurasia. Accogliendo la prospettiva corbiniana dell'Eurasia quale luogo ontologico della teofania, l'Autore ambisce a fare della posizione geofilosofica il grado di passaggio a quella "geosofica". Un tentativo di tracciare una sorta di mappa storico-geopolitica e metapolitica dei conflitti dall'antichità fino ai nostri giorni è costituito da Il Politico e la guerra (due volumi, 2015-2016); una nuova edizione di quest'opera, Polemos. Il Politico e la guerra dall'antichità ai nostri giorni, è disponibile sul sito "Academia.edu". Nel 2016, infine, è apparsa la sua opera più recente, Comunità e conflitto. La Terra e l’Ombra.