Fonte: Fondsk – Strategic Culture Foundation 26.11.2009

Il Segretario del Consiglio di Sicurezza della Russia, Nikolaj Patrushev, ha detto che la Russia presto svelerà il suo progetto di dottrina militare e lo sottoporrà al Presidente, per l’esame, entro la fine del corrente anno. La dichiarazione prova che la Russia è finalmente vicina ad avere la sua dottrina militare, che definirà tutte le minacce che il paese si trova ad affrontare oggi, e il modo di neutralizzarle.

La dottrina militare è stata considerata dai suoi autori (uno gruppo di lavoro inter-agenzie, coinvolge funzionari dello Stato, membri del Parlamento e del Consiglio della Federazione, plenipotenziari del Presidente, accademici, esperti e personaggi pubblici) come un insieme di documenti essenziali, che definiscono il meccanismo comune di garanzia per la sicurezza nazionale.

Nel maggio 2009 Dmitrij Medvedev ha approvato un documento nuovo di zecca, la Strategia di Sicurezza Nazionale della Russia per il 2020. Tra le principali priorità strategiche nazionali, assieme alla sicurezza pubblica e dello stato, viene menzionato il concetto di difesa nazionale, i suoi obiettivi da conseguire soprattutto attraverso l’uso della forza. Citazione: “la sicurezza militare è garantita attraverso lo sviluppo del sistema militare e il potenziale di difesa dello stato, e anche attraverso la ripartizione delle risorse finanziarie sufficienti, e di altre risorse, per l’attuazione di questi obiettivi“. Pertanto, la logica della strategia di sicurezza nazionale richiede una dettagliata analisi di tutta la gamma di questioni connesse con la sicurezza militare, dopo tutto, questo è ciò che definisce il nucleo della dottrina militare.

Questa dottrina non è qualcosa di nuovo per la Russia moderna. Questo documento è stato svelato, la prima volta, nel 1993. I suoi autori insisterono sul fatto che un qualsiasi tipo di conflitti bellico che coinvolga l’esercito russo, sarebbe inammissibile, come hanno dimostrato in pieno le illusioni del regime Eltsin. Il Cremino, in seguito, ha dovuto imparare due amare lezioni: le due campagne cecene e la guerra della NATO contro la Jugoslavia. La versione più recente della dottrina militare della Russia, è stata pubblicata nel 2000. Essa si basa sulla probabilità di grandi conflitti su vasta scala e guerre cui la Russia potrebbe essere coinvolta, permettendo anche l’uso di armi nucleari per respingere l’aggressione di un nemico che utilizza armi convenzionali in una guerra su larga scala.

Indubbiamente, questa è una visione più realistica. Tuttavia, alcuni svantaggi diventarono evidenti con il tempo. Ad esempio, questa versione della dottrina si concentra principalmente sui temi della sicurezza militare, puntando sulle minacce militari e le modalità per contrastarle con la forza. Ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che, a seguito di cambiamenti radicali, apparvero anche minacce tali che possono essere attuate attraverso mezzi non militari. Quindi, la sicurezza militare deve essere garantita non solo da parte dell’esercito, ma anche attraverso l’utilizzo di risorse economiche, diplomatiche ed altre.

La dottrina più recente si differenzia dalle sue versioni precedenti. Si parla di queste minacce esterne e interne, che non erano state prese in considerazione prima, tra cui anche una guerra per le risorse energetiche, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il terrorismo internazionale, le rivendicazioni territoriali, i conflitti etnici e il separatismo. La nuova dottrina presta attenzione anche al l’utilizzo di armi ad alta precisione, aerei senza pilota, veicoli autonomi subacquei, sistema biocybernetico, ecc.

La prevenzione di eventuali conflitti militari, è proclamata una delle massime priorità per la Russia. Allo stesso tempo, si afferma che la Russia considera legittimo l’uso della forza per respingere un’aggressione, per proteggere i propri alleati, prendere parte alle operazioni di mantenimento della pace, sancite dal Consiglio di sicurezza dell’ONU e da altre organizzazioni che si occupano di sicurezza collettiva. La dottrina cita anche gli emendamenti apportati, nel mese di ottobre, alla legge sulla difesa, che prevedono l’uso della forza militare all’estero.

Ciò che è particolarmente importante per la nuova dottrina militare della Russia, è che permette di usare armi nucleari per respingere l’aggressione di un nemico, anche se questo utilizza armi convenzionali per una guerra su larga scala. Se la sicurezza nazionale si trova ad affrontare una grave minaccia, la Russia non esclude la possibilità di un attacco nucleare, anche preventivo, contro un aggressione, sia in una guerra regionale, sia in una guerra a grande scala. In realtà, vediamo che la Russia ha abbassato la soglia della deterrenza nucleare.

Così, strategia nucleare della Russia inizia a somigliare sempre più a quella degli Stati Uniti. Suggerirei, perfino, che le modifiche di cui sopra alla dottrina sono prima di tutto rivolte contro Washington, dopo che essa aveva fatto qualche passo per spingere Mosca a ridurre il proprio arsenale nucleare, e allo stesso tempo assicurarsi la sua superiorità strategica con l’aiuto di armi ad alta precisione, tra cui i missili da crociera navali. In altre parole, gli Stati Uniti hanno cercato di indebolire la capacità di deterrenza strategica della Russia.

Così, in vista della fase finale dei colloqui Russia-USA sul nuovo trattato START, Mosca dimostra di non aver intenzione di respingere le armi nucleari quali uno dei più importanti mezzi di deterrenza strategica. Ecco perché il Consiglio di Sicurezza della Russia ha fatto ogni sforzo per completare il lavoro sulla nuova dottrina militare, fin dal momento in cui il nuovo trattato START è stato ratificato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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