Sig. Tiberio Graziani,

Direttore di Eurasia. Rivista di Studi geopolitici

Caro Sig. Graziani:

Abbiamo appreso con grande rammarico la notizia che il 5 maggio 2009 il cittadino russo Victor V. Erofeev, che si presenta come uno ‘scrittore russo’ abbia vinto il premio letterario ‘Mondello’ per il libro ‘Il buon Stalin’(2004), e che un testo praticamente sconosciuto in Russia sia stato riconosciuto – evidentemente per negligenza – come il miglior ‘romanzo’ dell’anno in Italia.

E’ triste che individui culturalmente minorati provenienti dalla Russia e Europei non informati, cadano vittime di una tale provocazione, poiché l’autore di cui sopra non può in nessun modo essere considerato uno scrittore, né tantomeno uno scrittore RUSSO.

L’inevitabile conclusione alla quale siamo giunti dopo una buona conoscenza del libro ‘L’enciclopedia dell’anima russa’ (2006 in Italia), è che tale libro può essere descritto solo come una poltiglia russofobica, immorale ed antisociale, volta a generare un odio generalizzato in Russia. Chiaramente questa scrittura è figlia di una devianza mentale, di immaginazione iperattiva e di una visione distorta e senza speranze. Ci sorprende che questo oltraggioso odio bestiale per tutte le cose russe, per la Russia e per l’umanità in genere, possa vedere la luce nella nostra epoca. Il linguaggio con cui ‘L’enciclopedia’ è scritta, puzza di graffiti illetterati e offensivi lasciati sui muri dagli hooligans. Alcune citazioni di seguito dovrebbero illustrare a sufficienza la questione.

Per esempio, la parte di testo intitolata ‘La Domenica di Sangue’ recita:

I russi dovrebbero essere bastonati.

I russi dovrebbero essere ammazzati.

I russi dovrebbero essere murati.

Altrimenti non sarebbero più russi.

La Domenica di Sangue è festa nazionale’

La parte del testo intitolata ‘La Piazza Rossa’ – il posto favorito e dai russi e dai turisti stranieri che visitano la nostra nazione – dice:

La Piazza Rossa è una prova per gli stupidi. Se ti piace devi essere completamente pazzo. Se non ti piace significa che sei ugualmente al 100% pazzo. Il luogo è incantato. Ci sono schiere di pazzi ben vestiti che camminano intorno alla Piazza Rossa. Tenete in mente che nel maggio 1945 la Piazza Rossa fu il luogo in cui la Russia imbellettata si rallegrò del grande trionfo sul Fascismo hitleriano!’

Qui di seguito alter idee del Sig Erofeev in merito alla Russia:

Avendo girato il mondo per comprendere meglio la Russia, ho capito che essa rappresenta una seria minaccia al mondo’.

La Russia non è fra le culture capaci di autodeterminarsi. E’ storicamente una nazione disonesta. Essa si basa su delle menzogne.’

La cultura russa è un obitorio a cinque stelle

I commenti sono superflui. In aggiunta bisognerebbe solo notare che – oltraggiosamente come Cam nella Bibbia – il sig. Erofeev non solo insulta i Russi, ma anche tutti coloro che nel mondo ammirano la Russia e si considerano suoi amici.

Qui un altro passaggio da questi scritti barbari:

Un russo è un caso di responsabilità limitata. Non saprai mai cosa ha compreso e cosa non è riuscito ad afferrare. Dovresti parlare ai russi in termini il più semplici possibile. Questa non è una malattia, bensì una condizione storica’.

Il modo di agire con I russi è di mettere la maschera antigas e di attaccare. Loro odiano essere trattati bene. Se tu ti comporti bene con loro, essi si decompongono come salsicce al sole.

Tutti… pensano che i russi abbiano le sembianze di persone normali.. E’ solo un’illusione – sono bestie con quattro nasi.’

La normale condizione di un russo è l’ubriachezza.. Quando è ubriaco un russo sembra se stesso’

La Russia è una nazione vergognosa. Un taccuino di stereotipi. Loro non sono capaci né di lavorare né di pensare in maniera sistematica’

E’ noto che la nazione che il Sig. Erofeev chiama ‘vergognosa’ è rispettata in Italia. Questo rispetto è dovuto non solo alla grande cultura russa e ai legami di lungo termine tra Russia e Italia, ma anche il fatto che storicamente gli italiani hanno avuto l’occasione di incontrare i russi e di poter testimoniare il carattere russo.

Il 28 dicembre 1908, data catastrofica in cui a seguito di un terremoto Messina crollò, i marinai russi si precipitarono a salvare la gente tra le rovine della città, salvando oltre 3000 vite; questa data non è stata dimenticata in Italia. Nel 1910 il governo italiano insignì della medaglia di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia l’Ammiraglio di Divisione V.I. Litvinov delle medaglie di comandanti dell’Ordine della Corona d’Italia tutti i capitani e medici russi della missione, mentre i marinai furono insigniti di medaglie commemorative. Ci sono strade in alcune città italiane intitolate ai marinai russi della missione del 1908.

Sig Graziani, come lei ben sa, il centesimo anniversario della tragedia è stato commemorato in Italia nel dicembre del 2008.

E’ deplorevole che – contro l’evidenza degli eventi passati – un premio letterario sia stato assegnato a Palermo, in Sicilia, a Erofeev, che era stato denunciato due mesi prima da un gruppo di attivisti moscoviti per incitamento all’odio all’interno della nazione russa. Il premio sembra un’espressione di supporto allo scribacchino datogli da una nuova Internazionale che ha bisogno di persone come Erofeevs, per seminare ostilità fra i popoli e quindi spingere il mondo verso la catastrofe.

Gli Italiani sono conosciuti per essere pii cristiani. Quindi dovrebbero sapere come l’uomo di Neanderthal con ambizioni letterarie abbia osato imbrattare l’intero mondo cristiano.

Il Cristianesimo si sta evolvendo in una orchestra folkloristica guidata da Pietro e Paolo…

Sono stanco degli dei in abiti teatrali. Non dovrebbe essere troppo difficile trovare un lavoro per questi veterani del Paradiso. Insieme agli dei dell’Olimpo e a Babbo Natale, potrebbero essere utilizzati per intrattenere i bambini e personaggi di miti istruttivi, di leggende e di favole..

‘Naturalmente convocare una sessione dell’Unesco e commissionare un nuovo dio è un’opzione. E’ più probabile, comunque, che emergerà naturalmente dallo sporco dell’Africa e da internet, fra i senza casa russi, le zanzare del Kolkota, tra i tossicodipendenti di New York..’

‘In essenza il Cristianesimo è stato concepito in maniera eccezionale: la predestinazione della morte in cambio dell’osservazione di regole morali

Questa è la visione del mondo del recente vincitore del premio Mondello. Egli insulta apertamente l’intero mondo, tra cui milioni di cristiani, i costruttori della grande cultura spirituale del genere umano, sia quelli che vivono in questo mondo che quelli che sono passati a miglior vita.

Sig. Graziani, sapendo che lei è un patriota della sua nazione, un sincere amico della Russia e un conoscitore della sua cultura, le chiediamo di riportare sulla sua rivista il vero stato dell’ambiente intellettuale russo, di far conoscere ai suoi lettori gli autori russi di rilievo e di spiegare come si sentono i russi relativamente a questo fenomeno pseudo-culturale, spesso soprannominato ‘russo’ all’estero,  ma che mal rappresenta la sua gente, diffondendo odio verso qualsiasi cosa russa, inculcando disprezzo per gli uomini, odio per Dio, e disprezzo per i valori morali.

Con i nostri migliori saluti,

V.N. Krupin, scrittore, membro del Presidio dell’Accademia Russa delle Arti, Co-Presidente dell’Unione degli Scrittori Russi

E.Z. Tsybenko, Professore Emerito dell’Università statale di Mosca, Dr. in Scienze filologiche, insignito con il titolo di Comandante dell’Ordine al Merito della Repubblica Polacca.

L.S. Krasnova, Professore dell’Università statale di Mosca presso la  facoltà di Lingue Straniere, Dr. in Scienze filologiche

V.V. Voropaev, Professore dell’Università statale di Mosca presso la facoltà di Filologia, Dr. in Scienze filologiche

N.V. Maslennikova, Professore dell’Università statale di Mosca presso la facoltà di Filosofia, Dr. in Scienze filologiche

O.V. Tsybenko, Ricercatore associato, Istituto per gli studi Slavi presso l’Accademia russa delle Scienze, Dr. in Scienze filologiche

A.N. Strizhev, Scrittore, membro dell’Unione degli Scrittori Russi

V.A. Nedzevetski, Professore Emerito dell’Università statale di Mosca, Dr. in Scienze filologiche, vincitore del premio letterario ‘I.A. Goncharov’

G.A. Bogatova, Accademico dell’Accademia Internazionale Slava, Professore dell’Università Ortodossa the St. Tikhon, Dr. in Scienze filologiche

Archpriest Valentin Asmus, Decano della Chiesa ‘Velo Protettore della Santa Vergine’ di Krasnoye Selo, Professore dell’Università Ortodossa the St. Tikhon, MS in Teologia

E.V. Putintseva, referente dell’Arciprete Artemiy Vladimirov (Chiesa di Tutti I Santi a Krasnoye Selo), Dr. in Scienze filologiche

T.L. Mironova, Capo Ricercatore Associato della Biblioteca di Stato russa, Dr. in Scienze filologiche, membro dell’Unione degli Scrittori Russi

V.V. Schmidt, Deputato della  Facoltà di Stato Relazioni Nazionali, Primo Consigliere di Stato della Federazione Russa, Dr. In Scienze filosofiche, membro dell’Accademia Russa di Servizio dello Stato per il Presidente della Federazione Russa

E.A. Bondareva, Direttore di Programmi Pubblici,  Fondazione Prospettive Storiche, Dr. In Scienze storiche

E.A. Popov, Direttore degli Studi Ukraini, Professore all’Università federale del Sud (Rostov-on-Don), , Dr. In Scienze filosofiche

A.S. Novikova, Professore dell’Università statale di Mosca presso la facoltà di Filologia, Dr. in Scienze filologiche

V.I. Maksimenko, Direttore della Fondazione Russkoe Edinstvo per la Promozione della Cooperazione Umanitaria, Dr. in Scienze storiche

S.G. Zamlelova, Scrittore, membro dell’Unione degli Scrittori Russi

Mosca

14 settembre 2009

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Cari Amici Russi,

ho letto con molta attenzione il testo della vostra lettera aperta.

Lo ritengo un simbolico atto di denuncia contro la campagna di disinformazione e demonizzazione attualmente in atto ai danni della vostra nazione e del vostro popolo.

Tale campagna, volta a creare diffidenza verso il popolo russo, vale la pena ricordarlo, è iniziata a partire dagli anni 2000, quando la Russia ha iniziato a rialzare con dignità e fermezza il capo, dopo il collasso sovietico dei primi anni novanta e la successiva gestione el’ciniana della cosa pubblica.

La ragione principale di questa campagna trae la sua origine da una prassi geopolitica perseguita costantemente dalle potenze atlantiche, Gran Bretagna e Stati Uniti in testa, e dalle lobbies che ne determinano la politica estera. Lo scopo di questa prassi è la disgregazione totale dello spazio russo o, perlomeno, il suo accerchiamento.

Lo spazio russo rappresenta infatti l’area perno dell’intera massa eurasiatica. La sua disgregazione (o il suo accerchiamento) produrrebbe un effetto disastroso per il costituendo scenario multipolare, e soprattutto, per lo sviluppo delle relazioni culturali, economiche e politiche tra le Nazioni europee e la Federazione russa.

La campagna russofoba, in cui si inserisce l’opera di Erofeev, è parallela e sinergica ad un’altra campagna, quella islamofoba, orchestrata da Washington e Londra a partire dagli anni novanta.

Anche in questo caso le potenze atlantiche, al fine di limitare ogni possibile intesa, in particolare, tra l’Europa meridionale, il Nordafrica e il Vicino Oriente hanno messo in atto una campagna mediatica volta a produrre diffidenza tra gli Europei e gli appartenenti alla cultura islamica. Anche alcuni “intellettuali” italiani si sono prestati a questa indegna campagna.

Pubblicherò e diffonderò la vostra lettera, affinché sappiate che qui in Italia e in Europa avete amici sinceri e disinteressati che insieme a voi denunciano lo scontro di civiltà alimentato dai think tanks atlantici.

Con i migliori auguri.

Tiberio Graziani

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Sr. Tiberio Graziani,

director de Eurasia. Rivista di Studi geopolitici

Estimado Sr. Graziani:

Con gran pesar descubrimos que el 5 de mayo de 2009 el ciudadano de Rusia, Victor V. Erofeev, que se presenta a sí mismo como “un escritor ruso” recibió el Premio Literario Mondello por El buen Stalin (2004), un texto que es prácticamente desconocido en Rusia y que –evidentemente como resultado de alguna negligencia –fue reconocido como la mejor “novela” del año en Italia. Es triste que individuos culturalmente incapacitados de Rusia y algunos europeos desinformados  hayan caído víctimas  de una provocación absoluta ya que el antedicho autor no puede ser de ningún modo considerado un escritor, y menos aún un escritor RUSO.

La inevitable conclusión a la que llegamos familiarizándonos con la Enciclopedia del alma rusa (1999, segunda y tercera edición de 2002 y 2005 respectivamente) de V. Erofeev es que el libro sólo puede ser considerado un inmoral y antisocial pastiche rusófobo que incita al odio nacional en Rusia. Claramente, el escrito fue generado por alguna desviación mental, una imaginación hiperactiva y por una visión desesperadamente distorsionada. Resulta sorprendente que tal vergonzosa mezcla de odio bestial hacia todo lo ruso, Rusia y hacia la humanidad en general pueda salir a la luz en nuestra época. El mismo lenguaje en que está escrita la “Encyclopaedia” tiene el mismo olor pestilente que los graffitis ofensivos e iletrados que los gamberros dejan  en las paredes. Algunas citas a continuación pueden contribuir a ilustrar suficientemente lo que decimos.

Por ejemplo, el fragmento del texto titulado Domingo Sangriento dice:

“Los rusos deberían ser aporreados.

Los rusos deberían ser abatidos a tiros.

Los rusos deberían ser emparedados.

De lo contrario ya no serían rusos.

El Domingo Sangriento es una fiesta nacional”1.

El fragmento del texto  titulado Plaza Roja –el lugar honrado por los rusos así como por los turistas extranjeros que visitan el país –dice:

“La Plaza Roja funciona como una prueba para los estúpidos. Si te gusta, tienes que ser un completo chiflado. Si no –también significa que eres un chiflado al cien por cien. El espacio está encantado. Hay muchísimos chiflados disfrazados caminando por la Plaza Roja (149). ¡Ten en cuenta que en mayo de 1945, la Plaza Roja era el lugar en el que la Rusia disfrazada se regocijaba por el gran triunfo sobre el fascismo de Hitler!”

Aquí tenemos algunas ideas adicionales del señor  Erofeev acerca de Rusia:

“Habiendo recorrido el mundo para conocer mejor Rusia me di cuenta de que presenta una seria amenaza para el mundo” (197).

“Rusia no se encuentra entre las culturas capaces de auto-determinación. Es un país históricamente deshonesto. Está basado en mentiras.” (122).

“La cultura rusa es un depósito de cadáveres de cinco estrellas” (255).

Los comentarios resultan innecesarios. Sólo habría que indicar que –escandalosamente como Cam en la Biblia –el señor Erofeev de esa manera insultaba no sólo a los rusos, sino también a todos aquellos que en cualquier parte del mundo aprecian a Rusia y se consideran sus amigos.

He aquí otro pasaje de los escritos del bárbaro literario:

“El ruso es un caso de responsabilidad disminuida. Nunca sabrás lo que comprendió y lo que no logró captar. Deberías hablar al ruso medio en términos enormemente simplistas. Esto no es una enfermedad, es una condición histórica” (72).

“El modo de actuar con los rusos es ponerse la máscara de gas y atacar. Odian que se les trate bien. Si eres amable con ellos, se deterioran como una salchicha al sol” (77)

“Todo el mundo…pensaba que los rusos por lo menos tenían el caparazón exterior de la gente normal…Esto es sólo una ilusión –son bestias de cuatro narices” (194).

“La condición normal de un ruso es estar borracho…Cuando está borracho, el ruso se parece a sí mismo” (195, 197)

“Los rusos son una nación vergonzosa. Un cuaderno de estereotipos. No pueden ni trabajar ni pensar sistemáticamente” (46).

Sin embargo, se sabe que la nación que el señor Erofeev llama “vergonzosa” es respetada en Italia. Este respeto se debe no sólo a la gran cultura rusa y a los vínculos, resistentes al paso del tiempo, que existen entre Rusia e Italia, sino también al hecho de que históricamente los italianos han coincidido con los rusos y han sido testigos del carácter ruso.

La catástrofe del 28 de diciembre de 1908, cuando Messina se vino abajo a causa de un terremoto y los marineros rusos se apresuraron a rescatar al pueblo de las ruinas de la ciudad y salvaron por lo menos tres mil vidas, no ha sido olvidada en Italia. En 1910, el gobierno de Italia concedió la medalla de caballero de la gran cruz de la Orden de la Corona de Italia al contralmirante V.I. Litvinov, y medallas de comandante de la orden de la Corona de Italia a todos los capitanes y doctores rusos así como medallas conmemorativas a los marineros rusos por la misión. Asimismo, hay calles en ciudades italianas que llevan los nombres de los marineros rusos que actuaron heroicamente en 1908. Señor Graziani, como usted sabe, el cien aniversario de la tragedia fue conmemorado en Italia en diciembre de 2008.

Es deplorable que –en el contexto de los acontecimientos –un premio literario haya sido concedido en Palermo, Sicilia, a un Erofeev que había sido demandado dos meses antes por un grupo de activistas en Moscú por incitación al odio nacional. El Premio parece ser una expresión de apoyo al escritorzuelo otorgado por la nueva Internacional que, del mismo modo, necesita a los Erofeevs para que susciten  hostilidad entre los pueblos empujando así al mundo hacia la catástrofe.

Se sabe que los italianos son píos cristianos. Deberían ser conscientes de cómo el Neandertal con ínfulas literarias se atrevió a difamar a todo el mundo cristiano:

“La Cristiandad está evolucionando hacia una orquesta folclórica conducida por Pedro y Pablo…”

“Estoy cansado de los dioses en atuendo teatral. No debería ser demasiado difícil encontrar trabajos lo bastante fáciles para esos veteranos del Cielo. Junto con los Olímpicos Griegos y Santa Claus, servirán como tutores para niños y como personajes de mitos, leyendas y cuentos de hadas instructivos…”

“Por supuesto, convocar una reunión de la UNESCO y encargar un nuevo dios es una opción. Sin embargo, es más probable que surja naturalmente de la negra suciedad de África y de Internet, entre los sin techo rusos, las moscas de Calcuta y los drogadictos de Nueva York…”

“En esencia, el acuerdo cristiano fue concebido de forma brillante: la predestinación de la muerte a cambio de que observes normas morales” (210-212).

Tal es el pensamiento global del reciente vencedor del premio Mondello. Abiertamente insulta a todo el mundo, incluyendo a millones de cristianos –los constructores de la gran cultura espiritual de la humanidad, que viven en este mundo y en el otro.

Señor Graziani, sabiendo que usted es un patriota italiano, un auténtico amigo de Rusia y un conocedor de su cultura, le pedimos que describa en su publicación el estado real del ambiente intelectual ruso, que presente a sus lectores a destacados autores rusos y que explique cómo los rusos se sienten acerca de algunos fenómenos pseudo-culturales, a menudo vendidos como “rusos” fuera de Rusia pero que representan de modo lamentable a su pueblo, extendiendo el odio hacia todo lo ruso, inculcando el desprecio hacia los hombres, el odio hacia Dios y la falta de respeto por los valores morales.

Con los mejores saludos,

V.N. Krupin, escritor, miembro del Presidium de la Academia Rusa de las artes, copresidente de la Unión de Escritores Rusos

E.Z. Tsybenko, Profesor Emérito de la Universidad Estatal de Moscú, Dr. en Filología, premiado con la cruz de comandante de la Orden del Mérito de la República de Polonia.

L.S. Krasnova, Profesora, Universidad Estatal de Moscú, Facultad de Lenguas Extranjeras, Dra. en Filología.

V.V. Voropaev, Profesor, Universidad Estatal de Moscú, Facultad de Filología, Dr. en Filología

N.V. Maslennikova, Profesora, Universidad Estatal de Moscú, Facultad de Filología, Dra. en Filología

O.V. Tsybenko, Investigador asociado, Instituto de Estudios Eslavos de la Academia Rusa de la Ciencia, Dr. en Filología

A.N. Strizhev, escritor, miembro de la Unión de Escritores Rusos

V.A. Nedzevetski, Profesor Emérito de la Universidad Estatal de Moscú, Dr. en Filología, ganador del Premio Literario  I.A. Goncharov.

G.A. Bogatova, académica de la Academia Eslava, profesora de la Universidad Ortodoxa de San Tijón, Dra. en Filología

Arcipreste Valentin Asmus, Decano de la Iglesia “Velo Protector de la Santa Virgen” en Krasnoye Selo, Profesor, Universidad Ortodoxa de San Tijón, Máster en Teología.

E.V. Putintseva, referente del Arcipreste Artemiy Vladimirov (Iglesia de Todos los Santos en Krasnoye Selo), Dra. en Filología.

T.L. Mironova, Investigadora Asociada principal de la Biblioteca Estatal Rusa, Dra. en Filología, miembro de la Unión de Escritores Rusos.

V.V. Schmidt, Subdirector de la Facultad Estatal y de Relaciones Nacionales, Primer Consejero Estatal de la Federación Rusa, Dr. en Filosofía, Academia Rusa de Servicio Estatal del Presidente de la Federación Rusa.

E.A. Bondareva, Directora de Programas Públicos, Fundación Perspectivas Históricas, Dra. en Historia.

E.A. Popov, Director de Estudios Ucranianos, Universidad Federal del Sur (Rostov-on-Don), Profesor, Dr. en Filosofía.

A.S. Novikova, Profesora, Universidad Estatal de Moscú, Facultad de Filología, Doctora en Filología.

V.I. Maksimenko, Director de la Fundación para la Promoción de la Cooperación Humanitaria Russkoe Edinstvo Dr. en Historia

S.G. Zamlelova, escritora, miembro de la Unión de Escritores Rusos.

Moscú

14 de septiembre de 2009

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Queridos Amigos Rusos,

he leído con mucha atención el texto de vuestra carta abierta.

Lo considero un acto simbólico de denuncia contra la campaña de desinformación y demonización que se está llevando a cabo actualmente en perjuicio de vuestra nación y de vuestro pueblo.

Tal campaña, destinada a crear desconfianza hacia el pueblo ruso, vale la pena recordarlo, comenzó a partir de la década del 2000, cuando Rusia empezó a alzar nuevamente la cabeza con dignidad y firmeza, después del colapso soviético de los primeros años noventa y de la sucesiva gestión yeltsiniana de la cosa pública.

La razón principal de esta campaña tiene su origen en una praxis geopolítica perseguida constantemente por las potencias atlánticas, Gran Bretaña y Estados Unidos a la cabeza, y por los lobbies que determinan su política exterior. La meta de esta praxis es la disgregación total del espacio ruso o, por lo menos, su cerco.

El espacio ruso, de hecho, representa el área de pivote de toda la masa eurasiática. Su disgregación (o su cerco) produciría un efecto desastroso para el constituyente escenario multipolar y, sobre todo, para el desarrollo de las relaciones culturales, económicas y políticas entre las Naciones europeas y la Federación rusa.

La campaña rusófoba, en la que se inserta la obra de Erofeev, es paralela y sinérgica a otra campaña, la islamófoba, orquestada por Washington y Londres a partir de los años noventa.

También en este caso las potencias atlánticas, con el fin de limitar todo posible entendimiento, en particular, entre la Europa meridional, el Norte de África y Oriente próximo han puesto en marcha una campaña mediática destinada a producir desconfianza entre los Europeos y los pertenecientes a la cultura islámica. También algunos “intelectuales” italianos se han prestado a esta indigna campaña.

Publicaré y difundiré vuestra carta para que sepáis que aquí en Italia y en Europa tenéis amigos sinceros y desinteresados que junto a vosotros denuncian el choque de civilizaciones alimentado por los think tanks atlánticos.

Con los mejores deseos,

Tiberio Graziani

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Tiberio Graziani

Eurasia. Rivista di studi geopolitici

Cher Monsieur Graziani,

C’est avec le plus grand regret que nous avons appris que le 5 mai 2009 un citoyen russe, Victor V Erofeev, qui se présente comme historien, a reçu le Prix Mondello pour “Le Bon Staline” (2004), un texte quasiment inconnu en Russie et qui fut, certainement par négligence, désigne meilleur roman de l’année en Italie. Il est triste que des personnes culturellement handicapées en Russie et des Européens mal informes se soient laisses prendre aux provocations de cet auteur que l’on peut difficilement reconnaître comme un écrivain en encore moins comme un écrivain russe.

La conclusion inévitable a laquelle nous sommes arrives, après nous être familiarises avec son “encyclopédie de l’ âme russe” (1991, republiée en 2002 et en 2005) est que ce livre immoral et anti-social ne peut être décrit que comme un tract russophobe et une incitation a la haine. Cet écrit est en effet motive par la déviance mentale, une imagination délirante et une perception deformée. Il est étonnant qu’un tel haine de toute chose russe et de l’humanité en général voie la lumière a notre époque. Le langage même dans lequel l’Encyclopédie est écrit fait penser aux graffitis raciste qu’on trouve sur les murs.

Quelques citations tirées de la section “Dimanche sanglant” illustrent cette comparaison:

“Les russes doivent être battus”, “les russes doivent être abattus”, “les russes devraient être mures, sinon ils ne seraient plus russes”, “le dimanche sanglant est une fête nationale”.

Un passage de ce texte intitule “Place rouge” dit: “La place rouge constitue une épreuve pour les idiots. Si vous l’aimez, vous devez être fou. Si vous ne l’aimez pas, cela veut dire que vous étés aussi fou a 100%. L’espace est hante. Il y a beaucoup de fous costumes qui arpentent la place rouge. Souvenez vous qu’en mai 1945 la place rouge fut le lieu ou la Russie costumée s’est réjouie de son triomphe sur le fascisme d’Hitler”.

Voici quelques autre idées d’Erofeev concernant la Russie:

“Ayant fait le tour du monde pour mieux comprendre la Russie, je me suis aperçu qu’elle représente une sérieuse menace pour le monde. La Russie ne fait pas partie des cultures capables d’autodétermination. C’est un pays historiquement malhonnête. Elle est fondée sur des mensonges.”

“La culture russe est une morgue cinq- étoiles”.

Les commentaires sont superflus. On doit remarquer que, aussi outrageant que le Cham biblique, Mr. Erofeev insulte non seulement la Russie mais aussi tous ceux dans le monde qui l’aiment et se considèrent ses amis.

Voici un autre passage:

“Un russe est un échantillon de responsabilité diminuée. Vous ne comprendrez jamais ce qu’il a compris et ce qu’il n’a pas saisi. Vous devez parler a des russes ordinaires dans les termes les plus simplistes. Ce n’est pas une maladie, c’est une condition historique”.

“La façon d’agir avec les russes c’est de mettre un masque a gaz et d’attaquer. Ils n’aiment pas être bien traites. Si vous leur étés agréable, ils se décomposent comme des saucisses au soleil”.

“Tout le monde pensait que les russes avaient au moins les apparences de gens normaux…Ce n’est qu’une illusion. Ce sont des bêtes a quatre nez”, “la condition normale en Russie c’est l’ivrognerie. Quand il est ivre le russe est vu sous son vrai jour”.

“Les russes sont un people honteux, un catalogue de stéréotypes. Ils ne peuvent ni penser ni travailler systématiquement”.

On sait pourtant que la nations appelée honteuse par Erofeev est respectée en Italie.  Ce respect est du non seulement a la grande culture russe et aux liens anciens entre la Russie et l’Italie mais aussi au fait que les Italiens ont eu l’occasion de rencontrer des russes et d’éprouver leurs qualités.

Le séisme du 28 décembre 1908 qui détruisit Messine, quand les marins russes vinrent au secours des habitants et sauvèrent au moins 3000 personnes dans les ruines, n’est pas oublie. En 1910, le gouvernement italien décerna la grand-croix de l’ordre de la couronne de fer au contre-amiral V I Litvinov et les croix de commandeur de l’ordre a tous les capitaines et médecins de l’escadre ainsi que des médailles commémoratives aux médecins russes pour cette mission. Il y a des rues en Italie qui portent les noms des herboriseurs marins russes de 1908.

Comme vous le savez, Monsieur Graziani, le centenaire de la tragédie fut commémore en décembre 2008.

Il est déplorable qu’au vu de ces évènements, un prix littéraire ait été décerné a Erofeev a Palerme bien que ce dernier soit poursuivi en justice pas un groupe d’activistes a Moscou pour incitation a la haine. Le prix semble avoir été une expression de soutien pour cet écrivassier de la part de la nouvelle Internationale qui l’utilise pour créer l’hostilité entre les peuples et pousser le monde a la catastrophe.

Les italiens ont la réputation d’être de pieux chrétiens. Ils devraient être informes de ce que ce “Neanderthal”  aux grandes ambitions littéraires a écrit sur la religion:

“Le christianisme devient un orchestre folklorique dirige par Pierre et Paul”.

“Je suis fatigue de dieux en costumes de scène. On devrait trouver sans trop de mal des taches faciles pour ces vétérans du ciel. Avec les olympiens et le Père Noël ils  serviront de tuteurs pour les enfants et de personnages pour les légendes, les mythes édifiants et les contes de fées”.

“Bien entendu, convoquer une séance de l’UNESCO pour commander un nouveau dieu est une possibilité.  Il est plus probable cependant que ce nouveau dieu sortira naturellement de la crasse noire de l’Afrique et de l’Internet parmi les sans-abris russes, les mouches de Calcutta et les drogues de new York”.

“En vérité, la combine chrétienne fut brillamment conçue: prédestination de la mort (sic) au prix de l’observance de normes morales”.

Telle est la “pensée globale” du récent lauréat du Mondello. Il insulte ouvertement des millions de chrétiens, dans ce monde et dans l’autre.

Mr. Graziani, sachant que vous étés un patriote, un ami de la Russie et un connaisseur de sa culture, nous vous prions de defender dans votre journal l’état actuel du milieu intellectuel russe, de présenter d’éminents auteurs russes a vos lecteurs et d’expliquer ce que les russes éprouvent a l’encontre de ces phénomènes pseudo-culturels, souvent désignes comme russes a l’Etranger, qui dénigrent son people, répandent la haine de sa culture et le mépris de l’humanité, la thermoïnique et le rejet des valeurs morales.

Avec nos meilleurs sentiments.

V.N. Krupin, Écrivain, membre Académie russe des Art, Coprésident de l’Union des écrivains russes

E.Z. Tsybenko, Professeur émérite de l’Université de Moscou, docteur des sciences philologiques, décerné avec le titre de Commandeur de l’Ordre du Mérite de la République de Pologne

L.S. Krasnova, Professeur de Université d’Etat de Moscou à la Faculté des langues étrangères, Dr. en sciences philologiques

V.V. Voropaev, Professeur de l’Université de Moscou à la Faculté de Philologie, Dr. en sciences philologiques

N.V. Maslennikova, Professeur de l’Université de Moscou à la Faculté de philosophie, Dr. en sciences philologiques

O.V. Tsybenko, Associé de recherche, Institut d’études slaves de l’Académie russe des Sciences, Dr. en sciences philologiques

A.N. Strizhev, Écrivain, membre de l’Union des écrivains russes

V.A. Nedzevetski, Professeur émérite de l’Université de Moscou, docteur des sciences philologiques, lauréat du Prix littéraire « IA Goncharov »

G.A. Bogatova, Académie internationale slave, Université Orthodoxe St. Tikhon, docteur en sciences philologiques

Archiprêtre Valentin Asmus, Eglise ‘Voile Protecteur de la Sainte Vierge » de Krasnoye Selo, Professeur à l’Université orthodoxe Saint-Tikhon, MS en théologie,

E.V. Putintseva, Référent de l’ Archiprêtre Artemiy Vladimirov (Eglise de Tous les Saints – Krasnoye Selo), Dr. en sciences philologiques

T.L. Mironova, Associée de recherche principale de la Bibliothèque d’Etat russe, Dr. en sciences philologiques, membre de l’Union des écrivains russes

V.V. Schmidt, Premier Conseilleur d’Etat de la Fédération de Russie

E.A. Bondareva, Directeur des programmes publics, la Fondation Perspectives historiques

E.A. Popov, Directeur des Etudes de l’Ukraine, Professeur, Université fédérale du Sud (Rostov-sul-Don)

A.S. Novikova, Professeur de l’Université de Moscou à la Faculté de Philologie, Dr. ès sciences philologiques

V.I. Maksimenko, directeur de la Fondation Russkoe Edinstvo pour la promotion de la coopération humanitaire, docteur en histoire.

S.G. Zamlelova, Écrivain, membre de l’Union des écrivains russes

Moscou

14 Septembre 2009

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