Ekaterina Peško, “Glavkom”, 20.01.2012

Nonostante tutte le aspirazioni dell’Ucraina di entrare nell’Unione Europea, il suo cammino verso questa coalizione è chiuso – mentre l’Unione Eurasiatica appare come una scelta naturale

Dopo le trattative di giugno con Nikolaj Azarov, il primo ministro della Federazione Russa Vladimir Putin si è vivamente rallegrato per l’adesione dell’Ucraina a un unico spazio economico: “il vantaggio immediato già nel primo anno ammonterebbe a 10 miliardi di dollari… ecco, a voi col prezzo del gas”. Nel novembre del 2011 nel sito di un gruppo del partito “Edinaja Rossija” è stata pubblicata una comunicazione del presidente della Duma Boris Gryslov: “Noi vogliamo vedere l’Ucraina nella futura Unione Eurasiatica e riteniamo che senza la sua presenza l’unione non sarà compiuta”. Il deputato Sergej Markov ha annunciato che “a differenza dalla precedente, l’attuale autorità ucraina è razionale.. perciò, attualmente Kiev non opera verso una qualsiasi integrazione europea – ma la considera solamente come una gara d’appalto”. Mosca periodicamente ha fatto capire: nel caso di creazione di una zona di libero commercio dell’Ucraina con l’Unione Europea, la Russia si vedrebbe obbligata ad adottare misure di difesa a tutela del proprio mercato.

Nonostante le sue promesse (soprattutto pre-elettorali) Viktor Janukovic non si distingue per particolare fermezza, su questo punto le sue posizioni sono rimaste invariate: l’Ucraina è pronta alla collaborazione, ma solo nel format “3+1”. Il summit Ucraina-UE, tenutosi a Kiev ha posto, anche senza nessun punto, almeno una virgola sulla questione di una rapida integrazione europea del paese. I media sono ricorsi a una nuova e “vecchia” idea di Vladimir V. Putin. In alcuni siti è apparso un pronostico di Putin, secondo il quale, l’Ucraina tra tre anni sarà nell’Unione Eurasiatica. Per informazioni da fonti attendibile di “Glavkom” il premier russo, in risposta all’intesa con l’Ucraina per una sua integrazione nell’Unione Doganale, ha persino dato il proprio consenso ad un abbassamento del prezzo del gas.

Aleksandr Dugin, leader del movimento internazionale eurasista è convinto che l’Ucraina entrerà nell’Unione Eurasiatica.

Aleksandr Dugin: “Certamente l’Ucraina entrerà nell’Unione Eurasiatica tra tre anni oppure, entro un termine un po’ più lungo. Prima, è poco probabile. Il vantaggio di un’integrazione in uno spazio post-sovietico rimane nei suoi piani”.

“Glavkom”: “Secondo la sua opinione, questa integrazione chiuderà all’Ucraina il cammino verso l’Europa?”

Aleksandr Dugin: “E’ chiaro che questa unificazione non si contrappone all’Europa. Ma è ugualmente chiaro che in Europa l’Ucraina non entrerà mai. Oltre a ciò l’Unione Europea si trova sull’orlo di una disgregazione. Ora noi vediamo che nell’Europa orientale, i paesi che hanno strappato il loro ingresso all’Europa: Ungheria, Bulgaria, Polonia Repubblica Ceca, Romania, stanno maturando una profonda delusione verso l’Unione Europea. Paesi nei quali alcune loro componenti manifestano già il loro desiderio di uscirne. In modo particolare la situazione è critica in Romania. Per l’Ucraina che non entrerà nell’Unione Europea, la stessa eurozona che sembra sul punto di sfasciarsi, inizia certamente a diventare meno attraente.
Penso che la situazione in Ucraina cambierà precipitosamente. Gli ucraini se ne renderanno conto gradualmente; conservare la propria identità unicamente ucraina, slavo-orientale, e la propria statualità, sarà possibile solo in una cornice, diciamo, di un’istituzione di maggior affinità di origini. L’Unione Eurasiatica appare la scelta più naturale. È ottimo che Putin se ne sia reso conto. Io, riguardo a ciò, lo ripeto già da vent’anni”.

“Glavkom”: “Allora perché nel suo programma elettorale non appare una nitida posizione riguardo a questo ragione?”

Aleksandr Dugin: “Putin ha perso molta fiducia tra i cittadini russi. Ora le persone in maggior misura non pensano né a lui e né alla sua elezione, ma al motivo per il quale, in generale, lui sarebbe necessario. L’unica cosa positiva nel suo programma sono le sue parole riguardo all’Unione Eurasiatica. Ma Putin non è coerente. Dice una cosa, poi un’altra, per poi ritornare alla precedente variante. Ora condanna i governatori, ora ne decide la scelta. Lo stesso vale per la politica estera. Non si da un valore autorevole nei confronti di una persona che dieci volte al giorno cambia la propria opinione.
L’Unione Eurasiatica verrà realizzata indipendentemente dal fatto che Putin ci sia o non ci sia. Questo è un imperativo della storia, un imperativo della Russia, un imperativo dello sviluppo. L’Ucraina entrerà nell’Unione Eurasiatica a prescindere dalla presenza o meno di Putin. Entrerà nell’Unione Eurasiatica e Doganale”.

“Glavkom”: “Nell’anno 2015?”

Aleksandr Dugin: “Presto o tardi. Ecco, ma quando infatti? Io la penso proprio come dalle riflessioni dei dirigenti russi, forse, per la prima volta circa agli interessi della Russia, quando le politiche ucraine guarderanno alle prospettive strategiche di sviluppo del paese e non ai litigi interni, allora ciò si realizzerà. Poiché questo è un realistico percorso di sviluppo delle nostre relazioni nello spazio post-sovietico – la formazione dell’Unione Eurasiatica. Bisogna pensare a come salvaguardare gli interessi dell’Ucraina, a come mantenere e rafforzare l’indipendenza ucraina a prescindere dalla Russia e dall’Europa. Ecco quello che si dovrebbe discutere. Nel realizzare ciò, che siano Janukovic e Putin, oppure qualche altro politico sarà indifferente”.

Traduzione dal russo di Eliseo Bertolasi

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