La storia recente dell’Iran è molto legata alla comunicazione e all’innovazione tecnologica. La Repubblica Islamica dispone di una connessione internet a partire dall’anno 1993. In tutto il Vicino Oriente, l’Iran è stato il secondo stato a disporre di un sistema di connettività alla rete globale. Considerato il grande vantaggio tecnologico sugli altri stati dell’area e vista la rapida e contemporanea ascesa economica a livello globale, il paese da allora ha continuamente sviluppato le tecnologie per la connessione.

La struttura di connessione del paese si basa su 2 grandi reti: PSTN (ovvero Public Switched Telephone Network) e PDN (ovvero Public Data Network). La rete PSTN fornisce la connessione tra i cosiddetti utenti finali e i fornitori dei servizi internet (ISP) con l’utilizzo di supporti modem. La Società di Comunicazione Dati Iraniana (DCI), consociata alla TCI (Telecommunications Company of Iran), gestisce interamente la rete pubblica. In Iran i collegamenti internet utilizzano il protocollo di base del protocollo TCP / IP (Transmission Control Protocol / Internet Protocol).

La Repubblica Islamica è coperta da internet ad alta velocità ed è presente la connessione attraverso le linee DSL (Digital Subscriber) a banda larga, linee a circuito diretto numerico e satellitari. Circa 33 città iraniane sono collegate direttamente da una rete Asia-Europa , denominata “Via della Seta”, che collega Cina ed Europa [1]. E’ notizia di questi giorni l’inaugurazione di un sito internet iraniano “gemello” di Youtube; la decisione di aprirlo è stata presa dai vertici iraniani in seguito a numerosi atti ostili contro la Repubblica Islamica, che ha optato per la chiusura di Youtube e Gmail nell’anno 2009 [2]. Il nuovo sito internet denominato “Mehr” (www.mehr.ir)  – in farsi: “affetto” – si presenta in tutto e per tutto simile a Youtube, come sito per la condivisione e visualizzazione dei video. Tra i video in promozione si possono trovare animazioni, cortometraggi e serie tv, rigorosamente in lingua farsi [3]. Il motivo della chiusura verso Gmail, poi ripristinato e attualmente attivo [4], e di Youtube secondo Reza Taqipour, capo del Ministero delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, va ricercato nel suo “carattere menzognero”, in quanto “controllato da uno o due stati specifici”[5]. Destinato a fare ancora più notizia della creazione di “Mehr” è il progetto di un internet iraniano, che a quanto pare verrà completato per marzo del 2013 [5]. L’introduzione di questo nuovo sistema è volta ad incrementare il livello di sicurezza virtuale del paese. Non bisogna dimenticare che l’Iran, già da molto tempo, è sotto assedio, anche in ambito virtuale: un chiaro esempio è l’episodio dell’attacco effettuato con “Stuxnet” (un malware che si riduplica all’infinito infettando i documenti del computer) nell’anno 2010.

Il worm “Stuxnet” – in grado di spiare e riprogrammare a piacimento i software industriali [6], è così letale e ben progettato da esser descritto come “un progetto per una nuova generazione di armi virtuali” [7].  Secondo i dati rilasciati da una delle più importanti società di antivirus, la Symantec, nei primi giorni di diffusione del virus il 58,85% dei computer infettati apparteneva all’area della Repubblica Islamica [8]. L’obiettivo più scontato del virus, di cui restano sconosciuti i programmatori, è il programma nucleare iraniano che ha subito notevoli ritardi e conseguenti intoppi [9]. La diffusione del virus ha causato, anche di recente  problemi agli impianti nucleari riprogrammando la velocità delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio [10]. In un simile stato, non è del tutto sbagliato pensare alla costruzione di una propria rete completamente isolata dalla rete mondiale, oltre che per l’aspetto del nucleare, anche per la protezione e la tutela dei dati delle imprese e delle aziende che hanno sede sul territorio iraniano.

In questo clima di ostilità aperta nei confronti della nazione iraniana, sembra giusto citare Kaveh L. Afrasiabi:  “[…]l’insieme delle sanzioni, la guerra cibernetica, l’assassinio degli scienziati iraniani, la cancellazione dalle liste di un gruppo terrorista che vuole un rovesciamento violento della Repubblica Islamica, e così via, riflettono un atteggiamento di guerra contro l’Iran anche se non sono state ancora sganciate bombe sul paese”[11].  In aggiunta alle critiche lanciate dall’occidente, si aggiungono ulteriori sanzioni contro l’Iran, questa volta dovute al fatto che la Repubblica Islamica abbia messo in atto una serie di misure per un controllo più severo della rete [12].

Se il governo USA è veramente interessato a far sì che non debba esistere un “divisorio virtuale tra i cittadini iraniani ed il resto del mondo” [13] come ha dichiarato la portavoce del Dipartimento di Stato americano Victoria Nuland, allora sarebbe necessario che tendessero veramente una mano al governo iraniano per non obbligarlo all’isolamento forzato. Allo stato attuale dei fatti l’Iran sta cercando di rispondere al war game per il controllo “geostrategico” degli spazi virtuali, ultima frontiera del conflitto moderno.

 

 

[1]  http://www.zawya.com/printstory.cfm?storyid=EIU20081001211715204&l=000000080818
[2]  http://www.tgdaily.com/software-features/66536-iran-restores-gmail-but-youtube-block-continues
[3] http://www.mehr.ir/
[4] http://www.informationweek.com/security/management/iran-removes-gmail-block/240008254
[5] http://rt.com/news/iran-youtube-censorship-internet-657/
[5] http://rt.com/news/iran-youtube-censorship-internet-657/ (la data di completamento dell’internet iraniano è individuabile nel medesimo documento)
[6] http://www.infoworld.com/print/137598
[7]http://spectrum.ieee.org/podcast/telecom/security/how-stuxnet-is-rewriting-the-cyberterrorism-playbook
[8] http://www.symantec.com/security_response/writeup.jsp?docid=2010-071400-3123-99
[9] http://www.jpost.com/IranianThreat/News/Article.aspx?id=199475
[10] http://www.upi.com/Business_News/Energy-Resources/2012/07/26/ACDC-virus-hits-Iranian-nuclear-plants/UPI-75211343298612/
[11] http://www.eurasia-rivista.org/nuovi-segnali-di-flessibilita-sul-nucleare-iraniano/17552/
[12] http://arstechnica.com/tech-policy/2012/11/us-imposes-sanctions-on-iran-for-internet-censorship/
[13] http://arstechnica.com/tech-policy/2012/11/us-imposes-sanctions-on-iran-for-internet-censorship/ (la citazione relativa è reperibile nel medesimo documento).

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