Fonte:  Strategic Culture Foundation http://en.fondsk.ru/print.php?id=2910 09.04.2010

Finché la Russia non riesce a raggiungere i paesi leader nelle armi convenzionali, può solo concentrarsi sulle armi nucleari. L’‘Ombrello nucleare’ sta diventando anche una nozione ancor più significativa per la Russia: le armi nucleari garantiscono la tutela degli interessi nazionali, restando il mezzo più economico di difesa. Per la Russia, la cui economia ha subito gravi colpi negli ultimi due decenni, le armi nucleari sembrano essere il modo più economico e più conveniente per promuovere la sicurezza. Le armi nucleari non sono solo relativamente economiche, ma richiedono anche un minor coinvolgimento di personale specializzato e si basano sull’ingegneria ad alta tecnologia. E le tecnologie nucleari e missilistiche sono ben controllate da molto tempo, e non c’è bisogno di inventare qualcosa di nuovo.

Finché vi è la necessità delle armi come mezzo di difesa, e vi sono particolari branche della scienza e dell’industria al servizio della produzione di qualsiasi tipo di armi, non ha alcun senso cercare di chiudere una delle possibili vie alla tecnologia bellica che può svilupparsi solo per i cosiddetti ‘motivi etici’. Soprattutto, in considerazione del fatto che, a differenza delle armi chimiche o biologiche, le armi nucleari hanno la funzione di deterrenza. Per esempio, in Russia ci sono intere aree con un’industria chimica sviluppata, che sono state proclamate zone di disastro ecologico. Tuttavia, nessuno propone la chiusura di questi stabilimenti chimici. Esiste un’alternativa, per cercare di rendere le industrie nocive all’ambiente più sicure.

La stessa cosa accade con le armi nucleari: esse esistono e continueranno ad esistere, non importa se qualcuno non vuole che ci siano. Dato che ci sono alcune caratteristiche positive nelle armi nucleari (dobbiamo loro la stabilità strategica globale, di cui abbiamo goduto dalla seconda metà del 20° secolo), il problema, non per gli Stati Uniti ma per la Russia, non è quello di ridurre il numero di testate, ma di trovare il loro giusto posto nel sistema nazionale di difesa e, quindi, aiutare la Russia a prendere un posto di rilievo nel sistema delle relazioni internazionali. Quindi, dobbiamo ammettere che è politicamente ingenuo mettere l’accento sui ‘gesti d’amante della pace’ e unirsi alle campagne intese a ridurre le testate nucleari, senza tener conto delle differenze tra arsenali gli nucleari della Russia e dei suoi potenziali nemici.

Le armi nucleari possiedono la capacità di raggiungere ogni luogo del globo, la loro capacità di distruzione è immensa, e questo è uguale all’equilibrio, – sfavorevole per la Russia – delle potenzialità economica, tecnologica, demografica e geografica nel mondo. Finora, non c’è alternativa alle armi nucleari per la Russia. Apparentemente, il mondo senza armi nucleari non diventerebbe più sicuro. A meno che i governi facciano sforzi per risolvere i più urgenti problemi sociali, economici, umanitari e politici, che tanto spesso sfociano in conflitti armati e in guerre di lunga durata, non ci sarà stabilità nel nostro pianeta. Zbigniev Brzezinski disse una volta, dell’idea di Mikhail Gorbachev  per il disarmo nucleare globale entro il 2000: “Questo è un piano su come rendere il mondo confortevole per una guerra convenzionale“.

C’è sempre il rischio che una buona idea diventi assurda – e questo è ciò che sta accadendo oggi. Un esempio lampante di ciò è la firma della Russia del Test Ban Treaty. Tale documento non ha impedito agli Stati Uniti di introdurre, nel 1997, armi nucleari per la penetrazione nel terreno. Né ha impedito (e potrebbe mai impedire) l’espansione del ‘club nucleare’, ma ha privato la Russia di un modo relativamente a basso costo ed ecologico per aggiornare i suoi arsenali nucleari tramite le esplosioni nucleari sotterranee, e rigettato indietro di molti anni il complesso nucleare difensivo del paese. Ecco perché l’idea della riduzione delle armi nucleari è una delle questioni più spinose al giorno d’oggi. E’ senza fondamento aspettarsi che Francia, Gran Bretagna e Cina si affrettino a ridurre le loro armi nucleari, solo perché questa idea è stata svelata. L’esempio del Giappone e della Germania dimostra che un paese, che vanta un alto livello di sviluppo economico, ma manca di un’adeguata forza militare, non può avere lo status di superpotenza. D’altra parte, la Russia, con la sua economia devastata ma in possesso di armi nucleari rimane un membro del ‘club’, e i suoi interessi sono rispettati dagli altri. Per quanto concerne l’incidenza del disarmo nucleare sulla stabilità strategica, occorre rilevare i fatti seguenti. L’idea di deterrenza è radicata profondamente nel sistema di valori politici e culturali occidentale. Il modo in cui gli Stati Uniti hanno cercato soluzioni alternative alle armi nucleari, tra le cosiddette armi convenzionali, può essere qualificata come tattica offensiva volta alla destabilizzazione. Le ragioni per il disarmo nucleare sono troppo deboli se non sono accompagnate da drammatici cambiamenti nelle relazioni tra gli Stati leader, compresi quelli che riguardano l’equilibrio delle armi convenzionali, e la risoluzione pacifica dei conflitti regionali, senza interferenze interne. Fino a quando la funzione principale delle forze nucleari strategiche russe è quello di ‘essere un deterrente contro l’aggressore’, non ci dovrebbero essere spinte verso una forte riduzione, e in ogni modo, l’eliminazione totale delle armi nucleari.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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