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Parola chiave: Fondo Monetario Internazionale

IL CASO ISLANDA E I LIMITI DEL COMPLOTTISMO

Molti lettori ricorderanno il caso dell’Islanda, la piccola isola che nell’estate del 2011 salì alla ribalta delle cronache internazionali per aver ridiscusso le sue...

ARGENTINA E FMI A CONFRONTO

Poche settimane fa si è consumato l’ultimo scontro tra la direttrice del FMI Christine Lagarde e la presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner. La...

LA RIFORMA DELLA BANCA CENTRALE SERBA: UN OSTACOLO ALLE ASPIRAZIONI EUROPEE DI BELGRADO?

Le prime decisioni dell'esecutivo guidato dal nazionalista Ivica Dacic approvate dal Parlamento serbo sembrano minare il percorso europeo intrapreso dalla Serbia sotto la guida...

MISFATTI DEL LIBERISMO

Come è noto, l’ascesa al potere di Margaret Thatcher in Gran Bretagna e di Ronald Reagan negli Stati Uniti segnarono l’eclissi momentanea delle ricette...

L'Ungheria, l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale

Sembrano tramontati i tempi in cui l’Ungheria anelava ad un ingresso ad ogni costo in Europa: “l’Ungheria non è una colonia” ha tuonato il primo ministro Orbán durante le celebrazioni della festa nazionale per il ricordo della rivoluzione del 1848, paragonando l’Unione Europea all’Unione Sovietica. L’idillio con le istituzioni comunitarie è, quindi, terminato: a questa situazione hanno contribuito, oltre alla svolta nazionalista della Costituzione, le tre procedure di infrazione avviate da Bruxelles nei confronti dell’Ungheria e la minaccia, ormai divenuta realtà, del blocco dei fondi destinati ad aiutare l’economia ungherese in recessione.

Anche la Turchia nel mirino delle banche d'affari

JP Morgan Chase all’attacco proprio dopo un recente rialzo della Borsa di Istanbul: la grande banca d’affari ha consigliato gli investitori di vendere le azioni turche, in forza di un asserito indebolimento della lira turca, del deficit delle partite correnti e …dell’aumento del costo del petrolio. Identica indicazione proviene dalla Goldman Sachs, che già a dicembre 2011 pronosticava l’hard landing, il pesante atterraggio dell’economia turca con conseguente recessione causata dall’impatto della crisi dell’Eurozona sull’export di Ankara.
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