Fonte: Mondialisation.ca, RIA Novosti – 23/10/2009

I Primi ministri di Russia, Italia e Turchia hanno discusso, il 22 ottobre, del progetto del gasdotto South Stream. I dettagli completi dei negoziati non saranno probabilmente resi noti a gran parte dell’opinione pubblica. Ma i loro risultati suggeriscono che il gasdotto South Stream sarà diretta verso la Turchia, bypassando la Bulgaria.

Pochi giorni prima di questi negoziati, il 20 ottobre, la Danimarca è diventato il primo paese a dare il via libera alla costruzione di un altro gasdotto – il North Stream – nelle sue acque territoriali. La diversificazione delle forniture di gas russo verso l’Europa si avvera.

South Stream Pipeline

Ricordiamo che il progetto del gasdotto South Stream prevede di fornire il gas russo passando sul fondale del Mar Nero, nel sud-est dell’Europa. I suoi partecipanti principali sono la russa Gazprom e il consorzio italiano ENI. Dopo i negoziati a San Pietroburgo, l’area del Mar Nero del gasdotto South Stream si dirigerà dalla costa russa verso la costa turca, e non bulgara, come era previsto in precedenza. Poi South Stream seguirà due percorsi: uno attraverso la Grecia, e passando sul fondale del mare Adriatico, verso l’Italia, e l’altro passando in Grecia, Serbia e Ungheria verso l’Austria. La capacità massima prevista del gasdotto è di 63 miliardi di m3 all’anno. La prima sezione deve essere messa in servizio prima della fine del 2015. L’importo degli investimenti nel progetto è stimato in 8-25 miliardi di euro.

Il primo ministro russo, Vladimir Putin, e il suo omologo italiano, Silvio Berlusconi, hanno avuto il 22 ottobre una riunione di lavoro a San Pietroburgo, e hanno preso atto della dinamica “positiva” del progetto South Stream. Hanno potuto parlare di questo gasdotto doppio con il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan.

Pochi giorni prima di questo incontro tra i tre primi ministri, il 19 ottobre, a Milano, il ministro dell’Economia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato di aver trasmesso al Vice Primo Ministro russo, Igor Sechin, responsabile del complesso energetico e dei combustibili russo, tutti i documenti necessari per autorizzare la costruzione del gasdotto South Stream attraverso il territorio della Turchia.

I turchi non sono disinteressati, in cambio vogliono la partecipazione della Russia nella costruzione del gasdotto Samsum-Ceyhan, dalle sponde del Mar Nero a quelle Mediterranee della Turchia. Si tratta di un cambiamento significativo nella politica energetica russa degli ultimi tempi.

Finora, la Russia aveva scommesso, in questa regione, sulla Bulgaria. Erano le sue coste che avrebbero “agganciato” la sezione del Mar Nero del gasdotto South Stream. Inoltre, la Russia e la Bulgaria avevano condotto lunghe trattative per la costruzione di un oleodotto dalla città bulgara di Burgas alla città greca di Alexandroupolis, con cui il petrolio russo sarebbe stato consegnato, scavalcando gli stretti molto intasati turchi del Bosforo e dei Dardanelli.

Tuttavia, il nuovo governo bulgaro pro-occidentale ha deciso di rivedere i suoi impegni nel settore energetico. Si è unito al progetto del gasdotto Nabucco, tramite cui l’Europa dovrebbe essere rifornita di gas non Russo. I bulgari hanno richiesto ulteriori diritti nel progetto del gasdotto South Stream. Inoltre, il governo bulgaro ha nuovamente deciso di rivedere le condizioni della pipeline Burgas-Alexandroupolis.

In queste condizioni, al fine di non trascinare le cose, la Russia ha orientato il gasdotto South Stream verso la Turchia ed ha sostenuto la costruzione dell’oleodotto Samsun-Ceyhan, dove partecipa anche il consorzio italiano ENI. Questa decisione della Russia è stata accolta con grande favore dalla Turchia, perché nulla può alimentare il Samsun-Ceyhan, se non il petrolio russo. Da parte sua, la Russia ha anche promesso alla Turchia di costruire una raffineria di petrolio a Ceyhan.

Naturalmente, è un peccato che la pipeline russo-bulgara Burgas-Alexandroupolis, che è stata a lungo considerata come un oleodotto-fantasma, non possa diventare realtà. Ma le leggi della politica energetica sono severe.

Il 20 ottobre, la Russia ha confermato che non si limiterà a portare il South Stream solo verso la Turchia, la Grecia e l’Italia. Il secondo ramo di questo oleodotto sarà costruito anche nei Balcani. Durante il vertice russo-serbo di Belgrado, il CEO di Gazprom, Aleksej Miller, ha annunciato la firma di un memorandum per la costruzione del settore serbo del gasdotto South Stream e le infrastrutture necessarie. La Serbia diventerà un importante centro di distribuzione del gas nei Balcani.

North Stream pipeline

Un’altra deliziosa notizia, per i sostenitori per la diversificazione delle forniture di gas russo verso l’Europa, è arrivata il 20 ottobre. La Danimarca è diventata il primo paese ad autorizzare la costruzione del gasdotto North Stream nelle sue acque territoriali e nella sua zona economica esclusiva.

Come sappiamo, il gasdotto North Stream collegherà la Russia alla Germania attraverso il fondale del Mar Baltico. Si prevede di costruire la prima sezione, con una resa di 27,5 miliardi di m3 di gas all’anno, per la fine del 2011, la seconda sezione dalla performance simile, nel 2012. Il costo di questo progetto è stimato a 7,4 miliardi di euro. Nel North Stream AG, operatore del progetto, la russa Gazprom detiene il 51% delle azioni, le tedesche E.On e BASF detengono ciascuna il 20% e l’olandese Gasunie, il 9%. La francese GDF SUEZ potrebbe presto unirsi a questo progetto.

Restano da ottenersi le autorizzazioni della Russia, Germania, Finlandia e Svezia per la costruzione dei settori sottomarini di North Stream. Il processo di ottenimento delle autorizzazioni già dura da quattro anni.

Il gestore del progetto riflette gli interessi di tutti i paesi interessati. Ha cambiato due volte il tracciato del gasdotto, ha rinunciato alla centrale di compressione ed ai cavi in fibra ottica inizialmente previsti dal progetto. North Stream AG spera di ricevere i permessi nei quattro paesi entro la fine di quest’anno.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
http://www.aurora03.da.ru
http://www.bollettinoaurora.da.ru
http://sitoaurora.narod.ru
http://sitoaurora.altervista.org
http://eurasia.splinder.com


Questo articolo è coperto da ©Copyright, per cui ne è vietata la riproduzione parziale o integrale. Per maggiori informazioni sull'informativa in relazione al diritto d'autore del sito visita Questa pagina.