Fonte: www.strategic-culture.org

L’azione “globale” di protesta a favore di «elezioni giuste in Russia», organizzata dai suoi promotori per il 10 dicembre, ha cominciato a coinvolgere le capitali europee e, come ci si attende, le maggiori città statunitensi. Sto scrivendo queste righe a Boston. Posso vedere, qui, le pagine su Facebook «Per un voto corretto» piene di frasi come: «Abbiamo nessuno in Olanda? … Dovrò andarci di persona»; «Che ne dite di San Francisco? … Forte! Potete davvero far arrivare lì un centinaio di partecipanti? Benissimo!» Tutti gli interventi esprimono la stessa cosa. E queste persone, che ottengono le proprie informazioni sulla Russia da Internet, si stanno affrettando ad unirsi alla «lotta contro l’ingiustizia».L’opposizione cosmopolita ha lanciato in questi giorni un attacco specifico, nella speranza di ritornare agli anni Novanta. La famosa RTVI di Gusinsky, l’emittente televisiva russo-statunitense più potente, che sta ora diffondendo la propaganda della stazione radio LEco di Mosca e l’ideologia russofoba dell’establishment di Washington, ha già dichiarato la propria vittoria il 9 dicembre. Vladimir Kara-Murza junior, corrispondente permanente di RTVI presso il Congresso degli Stati Uniti, ha riportato per l’American Enterprise Institute (un importante centro strategico repubblicano) l’idea per la quale «sta iniziando la fine dell’era Putin». Il giornalista televisivo ha riportato, sorridendo, che «i maggiori esperti USA intravedono la fine dell’epoca di Putin». Si possono anche osservare le espressioni serie di Andrew Kuchins, Leon Aron e Anders Aslund predire in modi differenti «la fine del dittatore» e suggerire con forza l’idea di non avere più pazienza nei confronti del suo governo. Il telegiornale in prima serata ha anche presentato un grande spettacolo sui «leader da migliaia di contestatori», presentando il proprio ultimatum sotto forma di programmi. Michael Schneider, uno di questi leader e rappresentante di Solidarietà, ha reso pubblico il programma dei “dimostranti”: l’annullamento degli esiti delle elezioni del 4 dicembre, nuove elezioni in marzo, la registrazione dei partiti d’opposizione, la liberazione dei prigionieri politici, le dimissioni di Vladimir Churov – presidente del Comitato Centrale per le Elezioni – e nessun potere «al partito dei criminali e dei ladri».

L’opposizione liberale non ha alcuna possibilità di avere un ruolo significativo nella vita politica russa senza il grande sostegno finanziario di Washington. In questo modo, mostra i propri punti e le carte senza valore. L’isteria odierna riguardo alle elezioni della Duma russa rappresenta un test, oppure un modo di preparare il terreno per bandire Putin dalle elezioni presidenziali. Lo scopo è quello di destabilizzare la situazione nel paese e di rendere impossibile lo svolgimento delle elezioni.

Molti media statunitensi hanno titolato i propri editoriali con la risposta di Putin alle parole della signora Clinton, sotto una luce chiaramente negativa. L’8 dicembre Putin ha incontrato i rappresentanti del Fronte Nazionale Pan-russo. Parlando della situazione russa nel dopo-elezioni, egli ha affermato che «il processo interno è stato influenzato da ordini dati da qualcuno all’estero. Ed il Segretario di Stato americano ha già dato il segnale a chi, in Russia, doveva udirlo. Il Paese deve difendere la propria sovranità». Putin ha allora suggerito di «rendere più dura la responsabilità [penale, ndt] di coloro che eseguono gli ordini provenienti da altri stati».

Il New York Times ha recentemente pubblicato un’intervista a Gene Sharp, vecchia conoscenza e padre delle «rivoluzioni colorate», il quale ha descritto nei minimi particolari le sue tecniche di attuazione di colpi di stato nei paesi dello spazio ex-sovietico.

Una «rivoluzione colorata» rappresenta un caso a sé nella suddivisione del mondo, dove un golpe interno mascherato da movimento democratico ne costituisce la componente chiave.

Il famoso ricercatore britannico Jonathan Mowat l’ha fatta pagare, agli americani, nel suo lavoro dal titolo «Colpo di Stato sotto mentite spoglie: Il modello di “Democratizzazione” di Washington». Una provocazione, in tempi di elezioni in presenza di «osservatori internazionali» ed exit polls. Ci sono giovani arrabbiati, dotati di apparecchi di comunicazione di ultima generazione, blog e siti Internet in grado di fornire collegamenti istantanei, per precisare la modalità con cui le attività sono condotte. Lo “stormo” può essere raggruppato in ogni momento ed i media globali rendono possibile l’internazionalizzazione di qualsiasi evento, anche il più insignificante. Il modello di Washington è costituito da un attacco pianificato  e finanziato all’estero contro le istituzioni di un altro stato…

Non è semplice difendersi da questo schema – deve essere bloccato in modo duro ed intransigente!

Il canale di notizie Fox News sta spaventando le persone sulle crescenti proteste russe, mostrando loro le foto di anarchici greci armati di bombe Molotov.

La medesima distorsione dell’informazione è avvenuta in Libia. Ora sta accadendo in Siria – la Russia fa anch’essa parte del copione?

Il gergo politico contemporaneo definisce tali imitazioni «tecnologie politiche cognitive», un’«arma memetica». Vi sono molti libri dedicati allo studio di tale materia, in Occidente, con un’intera scuola di pensiero che la insegna. L’essenza del fenomeno consiste nel contagio psicologico attraverso la diffusione, in un modo particolare, di un’«informazione virale». I memi – unità di tale informazione – vengono introdotti in un determinato ambiente (in questo caso, la rete sociale) e vengono attivati secondo il principio dell’auto-induzione, installando così un preciso stato d’animo (rabbia, entusiasmo, crollo emotivo, ecc.).

La «presa cognitiva» è un argomento molto in voga negli USA. Cass Sunstein, Amministratore dell’Office of Information and Regulatory Affairs della Casa Bianca nell’amministrazione Obama, ha reputazione di convinto sostenitore del cognitivismo. Nuova terminologia – vecchie idee.

Negli Stati Uniti si stanno studiando i segmenti dell’Internet russo all’interno del contesto cognitivista, analizzando i concetti di potenziali amici e nemici. Lo stesso Cass Sunstein ha addirittura pubblicato un lavoro sulla necessità di intervenire apertamente o segretamente nei social network per raggiungere gli scopi predefiniti della «dissonanza cognitiva».

Lo studioso politico Valery Korovin ha spiegato cosa significa «dissonanza cognitiva» con un linguaggio semplice usando il Progetto Navalny come esempio. (1) Navalny presenta al suo pubblico di Internet una formula semplice – «Russia Unita è un partito di criminali e ladri» – che viene ripetuta da migliaia di utenti sui social network. Un uomo distante dalla politica incontra questa formula ovunque su Internet, sui fumetti, nelle caricature. Passo dopo passo, egli si convince che ciò sia opinione di tutti. Una persona ci si abitua, la vede come una cosa ovvia, come una percezione comune. Tale convinzione potrebbe avere delle conseguenze serie. Quando qualcuno cerca questo tipo di memi in migliaia di blog, essi diventano un fattore in grado di influenzare il potere. La pubblicazione dei risultati delle elezioni porta la popolazione ad una condizione di «dissonanza cognitiva». Tutti sono infatti convinti che «il partito di criminali e ladri» sia visto sotto questa luce da tutti, e che quindi non sia possibile che abbia ottenuto così tanti voti. Korovin afferma che è questa la dissonanza, «come gli autori dei memi la intendono; la popolazione è chiamata a scendere in strada a protestare. Dopodiché il copione è noto e funziona bene, è una questione tecnica».

E’ da notare che questa tecnica ottiene un ampio sostegno finanziario dato dall’Occidente ai memi dei difensori dei diritti umani. Valery Korovin ha ragione, quando afferma che le loro attività sono coordinate da «persone addestrate in maniera specifica». Non è un caso che essi appartengano tutti al Dipartimento di Stato, sebbene non vi sia alcun dubbio che quello è il luogo da dove proviene la maggior parte dei principali “moderatori”. I social network della Federazione Russa, così come quelli di altri paesi, vengono coinvolti da qualcuno che risiede in luoghi molto lontani e sono letteralmente comprati (ad esempio, tramite sovvenzioni).

Eccovi un esempio. Le proteste sono centrali, nel sito Internet di un movimento giovanile per i diritti umani – International Network. (2) Il denaro arriva da fondi USA ed europei. Il sito offre informazioni dettagliate sulla «geografia globale» dei memi di azioni di protesta in atto. Vi sono istruzioni su come difendersi dalla polizia – una citazione del sito web di Garry Kasparov. Ci si può perdere, nei network, ma essi vi riportano sempre ed inevitabilmente alla feccia dell’«Altra Russia» ed agli onnipresenti «memoriali» nascosti da minacciosi indizi quali «controllo strategico» oppure citando quartieri generali situati in luoghi molto distanti come Voronezh, ad esempio. Nessuna meraviglia, dunque, se il «comitato regionale» di Washington invia centinaia di migliaia di dollari proprio a Voronezh attraverso la Fondazione MacArthur. E’ in questa città che le voci sulla «falsificazione» delle elezioni hanno avuto una diffusione particolarmente ampia. Provocazioni, cospirazioni, «operazioni sotto mentite spoglie» per discreditare l’opposizione – queste sono attività di routine per i datori di lavoro statunitensi dei difensori dei diritti umani.

Il sito web di International Network afferma l’esistenza di numerose strutture create per offrire informazioni e fonti agli utenti del network. Vi è l’impressione per la quale il numero di questi membri simil-umanoidi costituiscano una legione, e che questa legione abbia una missione di incredibile importanza. Una di queste strutture a difesa dei diritti umani è il Comitato Contro la Tortura. Il suo capo è una persona molto conosciuta che ha ricevuto di recente un premio presso una delle capitali mondiali. L’argomento «Le camere di tortura russe» verrà connessa di proposito alle proteste pianificate contro la frode elettorale. Un altro membro del network è uno dei destinatari delle sovvenzioni statunitensi – il sito web Il nodo caucasico è quello ove si descrivono le cose orribili che stanno accadendo nelle “camere di tortura” russe.

La procedura per un colpo di stato coperto è stata avviata. Bisognerà trattarla con la necessaria risolutezza e durezza.

* * *

Il copione dell’”impensabile” è divenuto pratica corrente delle “riforme Occidentali” già da molto tempo. Come raccontò qualche tempo fa uno dei «sostenitori della giustizia» alla TV di Gusinsky, un’”opposizione pacifica” che non ha rotto una sola finestra verrà affiancata da un cecchino, quando i tempi saranno propizi. Il cecchino ucciderà qualcuno, meglio se un bambino o un adolescente (in questo modo la protesta seguirà lo schema) – ed una catena di eventi estremamente destabilizzanti verrà auto-indotta.

Non è possibile enumerare l’intera pletora di memi – attori non statali, esperti, entità, pubblicazioni “indipendenti”, stazioni radio, questioni religiose, campioni dei diritti umani ed innumerevoli media in un solo articolo. Ciò che unisce tutti loro, però, è l’ottenimento di un sostanzioso sostegno finanziario per minare ampiamente la sovranità della Russia.

Non è possibile scendere a compromessi con questo tipo di opposizione! Anche Gene Sharp concorda sul fatto che le cose sono andate oltre il compromesso. Qui il maestro delle «rivoluzioni colorate» trova l’espediente per preparare una sostituzione, un meme-simulacro. La regola principale dei rovesciamenti di stato è che coloro che vengono coinvolti devono essere convinti di agire di propria iniziativa. Convinzioni, ideologia e fede creano immunità verso i memi-virus. Ci sono tre volumi scritti su questo argomento. Ma non sappiamo come difendere noi stessi, permettendo una discussione circa ciò di cui non si può discutere – le cose fondamentali come la vita di un individuo e la società nel suo insieme. Dimentichiamo che i manipolatori hanno bisogno della discussione come dell’aria, per implementare i propri schemi di sostituzione…

 (Tradotto da Eleonora Fuser)


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