di Luciano Lago

 

Mentre continua la campagna di disinformazione e di menzogne dei media occidentali sulla Siria, campagna mirata a muovere l’opinione pubblica nella condanna delle “atrocità” commesse dalle forze siriane e russe in Siria, le tre potenze occidentali sponsor dei gruppi terroristi in Siria, USA, Regno Unito e Francia, hanno richiesto la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per discutere circa la situazione di Aleppo assediata.

Sembra chuaro che Stati Uniti ed Arabia Saudita temono che, con la caduta di Aleppo, la partita sia definitivamente chiusa con la vittoria delle forze siriane e russe e con il rischio che gli elementi delle forze speciali di USA, GB e Arabia Saudita, che notoriamente si trovano all’interno dei quartieri orientali di Aleppo (quelli controllati dai miliziani jihadisti) vengano catturati o eliminati dalle forze dellEsercito siriano.

Questo spiega l’intensificarsi della massiccia campagna di disinformazione e menzogne portata avanti dalle TV e dai media occidentali per lanciare accuse di atrocità contro le forze siriane e russe per i bombardamenti che avvengono contro le posizioni dei terroristi. “Bisogna fermare Assad”, è il coro conforme di tutti i media e degli opinionisti a comando del fronte atlantista.

Naturalmente gli stessi media che mostrano civili feriti e rovine, non hanno mai fatto parola delle perdite civili causate dal fuoco di artiglieria che i gruppi terroristi hanno diretto in modo indiscriminato sulle zone occidentali che sono sotto il controllo delle forze siriane, dove vive la stragrande maggioranza della popolazione di Aleppo. I media occidentali non hanno menzionato la strage dei 40 civili, fra cui vari ragazzini adolescenti, i quali, volendo fuggire dalla zona est di Aleppo, sono stati trucidati dai miliziani di Frente Fatah al Sham (già Al Nusra) , gruppo appoggiato da americani e sauditi.   Vedi: Sputnik Mundo: Terroristas ejecutan a radicales y sus familiares por intentar abandonar Alepo

Tanto meno i media occidentali informano circa il fatto che i miliziani, protetti dall’Occidente come “ribelli moderati”, hanno preso  la popolazione   in ostaggio come scudi umani , impedendo loro di uscire dalle zone controllate dai terroristi.

Anche le  recenti accuse del bombardamento del convoglio dell’ONU si sono rivelate una grottesca macchinazione costruita dai “ribelli” per mettere sotto accusa l’aviazione russa e siriana ma è stato facile dimostrare, con prove documentate, che non vi era stato un bombardamento dall’alto ma il fuoco era stato appiccato direttamente ai convogli e che, al lato e con la copertura dei camions dell’ONU, passavano camionette armate dei terroristi con pezzi di artiglieria pesante al seguito. La messa in scena non ha funzionato.

Viene passato sotto silenzio che la tregua in Siria era stata violata proprio dalle forze della coalizione USA che queste avevano bombardato la base siriana di Deir el Zor, causando oltre 70 vittime fra i militari siriani e circa 100 feriti. Uno “sbaglio” ha comunicato il comando USA, pensavano di bombardare l’ISIS. Impossibile sbagliare bersaglio con i mezzi di cui dispone l’aviazione USA, in particolare considerando che il bombardamento è durato per una ora, come rilevato da tutti gli analisti militari.

Si è ormai compreso, dopo questo che è solo l’ultimo ed il più grave di una serie di episodi analoghi, che le complicità del Pentagono e della CIA con l’ISIS e con gli altri gruppi terroristi, sono ormai dimostrate ed evidenti. I gruppi islamisti in Siria ed in Iraq sono di fatto l’arma geopolitica utilizzata dagli USA per destabilizzare la regione ed ottenere i loro obiettivi geopolitici: rovesciare i regimi sciiti alleati dell’Iran, stabilire un califfato salafita sotto protezione saudita (nella parte orientale della Siria) e contenere l’influenza russa ed iraniana nella regione.

Il pretesto adottato dagli USA di combattere contro l’ISIS è una maschera per giustificare l’intervento di Washington in Siria ed in Iraq ed è il paravento dietro cui si cerca di occultare il “doppio gioco” utilizzato dall’Amministrazione di Obama per realizzare il suo pano di “balcanizzazione” del Medio Oriente.
La campagna mediatica di falsità e di accuse mira a mostrare il presidente siriano Bashar al-Assad come responsabile di tutti i crimini, vuole indicare le forze russe come responsabili dei bombardamenti con massacri di civili, evitando di menzionare il fatto che da oltre 5 anni le potenze occidentali inviano tonnellate di armi ai gruppi terroristi e forniscono addestramento ed appoggio a tali gruppi costituiti da mercenari provenienti da oltre 80 paesi, molti dei quali addestrati da istruttori USA negli appositi campi creati in Giordania e Turchia.
I media occidentali non menzionano le vittime dei bombardamenti causate dalla coalizione diretta dagli USA e gli attacchi contro la popolazione civile effettuati dai “ribelli moderati” che utilizzano le armi fornite da USA ed Arabia Saudita. Vedi: Syria: Armed opposition groups committing war crimes in Aleppo city

Vedi anche: US airstrikes allegedly kill at least 73 civilians in northern Syria

L’opinione pubblica deve essere “guidata” a considerare Asssad “un criminale” e “Putin” come responsabile di sostenere un regime criminale in Siria. Nessuna parola mai sulle complicità con il terrorismo dell’Arabia Saudita, diretta ispiratrice e sponsor dei gruppi terroristi più sanguinari che agitano il Medio Oriente e non solo quello. Una subdola forma di censura vigila sulle TV dei paesi europei, visto non si devono disturbare i “buoni affari” dei paesi occidentali con i monarchi sauditi. La prova viene anche data dall’oscuramento totale nei media occidentali del massacro che la Monarchia saudita sta compiendo, da oltre un anno, nello Yemen, un paese aggredito e sottoposto a brutali bombardamenti dall’aviazione saudita con l’appoggio di USA e Regno Unito.

La deformazione di fatti è la peculiarità della propaganda e, a questo fine, si descrivono gli avvenimenti ed i fatti in modo distorto. Goebbels ha fatto scuola nei media filo atlantisti e la lezione è stata ben appresa dai comunicatori delle TV e dei grandi “giornaloni”.

La guerra in Siria ne è un esempio classico, una situazione ben diversa da quella ” che i media occidentali hanno sempre voluto descrivere come una “guerra civile. In realtà una guerra per procura causata dalla volontà egemonica e dagli interessi di USA e dell’Arabia Saudita con rispettivi alleati. La partita non sembra però prendere questa volta una piega favorevole per i manipolatori della propaganda e la Siria potrebbe essere il punto di svolta  delle pretese imperiali di Washington. Il sangue delle vittime siriane potrebbe ricadere su coloro che hanno voluto a tutti i costi questo conflitto.

 

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