Fidel Castro Ruz e Michel Chossudovsky

Questo testo è stato originariamente pubblicato nel novembre 2010.

 
 
 
Nota introduttiva

Dal 12 al 15  ottobre 2010, ho avuto approfondite e dettagliate conversazioni con Fidel Castro a L’Avana, riguardanti i pericoli di una guerra nucleare, la crisi economica globale e il carattere del Nuovo Ordine Mondiale. Questi incontri hanno portato ad una ampia e fruttuosa intervista.

La prima parte di questa intervista, pubblicata da Global Research e da CubaDebate, è focalizzata sui pericoli di una guerra nucleare.

Il mondo è a un bivio pericoloso. Abbiamo raggiunto un  punto di cruciale importanza nella nostra storia.

Questa intervista con Fidel Castro fornisce una comprensione della natura della guerra moderna:  se venisse avviata un’operazione militare contro la Repubblica islamica dell’Iran, gli Stati Uniti e i suoi alleati potrebbero non essere in grado di vincere una guerra convenzionale ed esiste la possibilità che questa guerra si evolva verso una guerra nucleare.

I dettagli degli attuali preparativi della guerra all’Iran sono stati sottratti all’opinione pubblica.

Come affrontare la diabolica e assurda tesi, portata avanti dall’amministrazione statunitense, che l’uso di armi nucleari tattiche contro l’Iran  “renderà il mondo un posto più sicuro”?

Un concetto centrale portato avanti da Fidel Castro nell’intervista è la “Battaglia delle Idee“. Il leader della Rivoluzione cubana ritiene che solo una profonda” Battaglia delle Idee” possa cambiare il corso della storia del Mondo. L’obiettivo è quello di prevenire l’impensabile, ovvero una guerra nucleare che minaccia di distruggere la vita sulla terra.

I media corporativi sono coinvolti in atti di camuffamento. Gli effetti devastanti di una guerra nucleare vengono o sottovalutati o non affatto menzionati. In questo contesto, il messaggio di Fidel al mondo deve essere ascoltato; tutti, a livello nazionale e internazionale, dovrebbero capire la gravità della situazione attuale e agire con forza a tutti i livelli della società per invertire la marea della guerra.

La “Battaglia delle Idee” fa parte di un processo rivoluzionario. Contro una raffica di disinformazione dei media, la volontà di Fidel Castro è quella di diffondere la parola in lungo e in largo, per informare l’opinione pubblica mondiale, per poter “rendere possibile l’impossibile“, per contrastare un’avventura militare che, nel vero senso della parola, minaccia il futuro dell’umanità.

Quando una guerra nucleare, sponsorizzata dagli USA, diventa uno “strumento di pace“, condonata e accettata dalle istituzioni mondiali e dalle più alta autorità, comprese le Nazioni Unite, non si può più tornare indietro: la società umana è stata precipitata a capofitto sul sentiero dell’ auto – distruzione. 

La “Battaglia delle Idee” di Fidel si deve tradurre in un movimento mondiale. La gente deve mobilitarsi contro questa diabolica agenda militare.

Questa guerra può essere evitata se i popoli fanno pressioni sui loro governi e rappresentanti eletti, si organizzano a livello locale nelle città, nei villaggi e nei comuni, diffondono la parola, informano i loro concittadini in merito alle implicazioni di una guerra termonucleare, avviano un dibattito e una discussione all’interno delle forze armate .

Quello che serve è un movimento di massa di persone che contestino con forza la legittimità della guerra, un movimento globale di persone che criminalizzi la guerra.

Nel suo discorso del 15 ottobre, Fidel Castro ha avvertito il mondo riguardo i pericoli di una guerra nucleare:

Ci sarebbe un” danno collaterale “, come  affermano sempre i leader politici e militari statunitensi, per giustificare la morte di persone innocenti. In una guerra nucleare il ” danno collaterale “sarebbe la vita di tutta l’umanità. Dobbiamo avere il coraggio di proclamare che tutte le armi nucleari e convenzionali, tutto ciò che viene utilizzato per fare la guerra, deve sparire! “

La “Battaglia delle Idee” consiste nell’affrontare i criminali di guerra che occupano posizioni di rilievo, nello spezzare il consenso guidato a favore di una guerra globale, nel cambiare la mentalità di centinaia di milioni di persone, nel condurre ad una abolizione delle armi nucleari. In sostanza, la “Battaglia delle Idee” consiste nel ristabilire la verità e porre le fondamenta della pace nel mondo.

Michel Chossudovsky, Global Research, Center for Research on Globalization (CRG),

Montreal -Hiroshima Day, 6 agosto 2012 – Montreal – Remembrance Day, 11 novembre 2010.

 

 

CONVERSAZIONI

Professor Michel Chossudovsky: Sono molto onorato di avere questa opportunità di scambiare opinioni sulle diverse questioni fondamentali che riguardano la società umana nel suo insieme. Penso che il concetto che Lei ha sollevato nei suoi recenti testi, relativo alla minaccia contro l’Homo sapiens, sia fondamentale. Qual è questa minaccia, il rischio di una guerra nucleare e la minaccia per gli esseri umani, all’ Homo sapiens?

Comandante in Capo Fidel Castro Ruz: Da parecchio tempo, direi anni, ma in particolare da alcuni mesi, ho cominciato a preoccuparmi per l’imminenza di una probabile e pericolosa guerra che possa rapidamente evolversi verso una guerra nucleare. Prima di allora avevo concentrato tutti i miei sforzi sull’analisi del sistema capitalistico in generale e dei metodi che la tirannia imperiale ha imposto all’umanità. Gli Stati Uniti applicano al mondo la violazione dei principali diritti fondamentali.

Durante la Guerra Fredda, nessuno parlava della guerra, cosi come delle armi nucleari. Si parlava di una pace apparente, vale a dire quella tra l’URSS e gli Stati Uniti garantita dal famoso MAD (Mutual Assured Destruction, Distruzione Mutua Assicurata) . Sembrava che il mondo avrebbe goduto dei piaceri di una pace che sarebbe durata per un tempo illimitato.

Michel Chossudovsky: … Questo concetto di “ Distruzione Mutua Assicurata” si è concluso con la guerra fredda e ha portato quindi alla ridefinizione della dottrina nucleare , dato che, in realtà, non abbiamo mai pensato a una guerra nucleare durante la Guerra Fredda. Beh, ovviamente, c’era un pericolo, come affermò anche Robert McNamara ad un certo punto. Ma, dopo la Guerra Fredda e in particolare dopo l’11 settembre [2001], la dottrina nucleare americana cominciò ad essere riformulata.

Fidel Castro Ruz:  Lei mi ha chiesto quando è stato che siamo venuti a conoscenza del rischio imminente di una guerra nucleare e questo risale al periodo di cui ho parlato di in precedenza, appena sei mesi fa. Una delle cose che maggiormente ha richiamato la nostra attenzione per quanto riguarda un pericolo di guerra, è stato l’affondamento della Cheonan durante una manovra militare.  Era il fiore all’occhiello della Marina sudcoreana, una nave estremamente sofisticata. Fu in quei giorni che trovammo su GlobalReasearch un articolo che offriva una informazione chiara e veramente coerente riguardo l’affondamento della Cheonan, che non poteva essere opera di un sottomarino che era stato prodotto dall’ Unione Sovietica più di sessanta anni fa , il quale aveva a bordo una tecnologia obsoleta e che non richiedeva apparecchiature sofisticate per poter essere intercettato dalla Cheonan, durante una manovra congiunta con le navi più moderne degli Stati Uniti. La provocazione nei confronti della Repubblica democratica di Corea si sommava alle nostre precedenti preoccupazioni riguardo un’aggressione contro l’Iran. Abbiamo seguito attentamente il processo politico in quel paese. Conoscevamo perfettamente quanto accaduto durante gli anni ’50, quando l’Iran nazionalizzò le attività della British Petroleum, che all’epoca si chiamava Anglo Persian Oil Company. A mio parere, le minacce contro l’Iran divennero imminenti nel mese di giugno [2010], dopo l’adozione della risoluzione 1929 del 9 giugno 2010, quando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite condannò l’Iran per le sue ricerche e  produzione di piccole quantità  di uranio arricchito al 20 per cento, accusandolo di essere una minaccia per il mondo. La posizione adottata da ogni singolo membro del Consiglio di Sicurezza è nota: 12 Stati membri hanno votato a favore (cinque di essi avevano il diritto di veto), uno si è astenuto e Brasile e Turchia hanno votato contro. Poco dopo che la risoluzione venne adottata – la più aggressiva di tutte le risoluzioni – una portaerei degli Stati Uniti in assetto da combattimento, oltre a un sottomarino nucleare, attraversarono, con l’aiuto del governo egiziano, il Canale di Suez. Si unirono poi le unità navali di Israele , dirigendosi verso il Golfo Persico e nei mari vicino l’ Iran. Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati della NATO contro l’Iran erano assolutamente illegali e ingiuste. Non riesco a capire il motivo per cui la Russia e la Cina non posero il veto a quella pericolosa risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. A mio parere, questo ha terribilmente complicato la situazione politica e ha posto il mondo sull’orlo della guerra. Mi ricordo di precedenti attacchi israeliani contro i centri di ricerca nucleare arabi . Prima attaccarono e distrussero quello in Iraq nel giugno 1981. Non chiesero il permesso a nessuno, non parlarono con nessuno. Semplicemente attaccarono e gli iracheni dovettero sopportare i colpi. Nel 2007 fecero lo stesso contro un centro di ricerca che si stava costruendo in  Siria. C’è qualcosa in questo episodio che davvero non capisco: quello che non mi era chiaro erano le tattiche di base e le ragioni per cui la Siria non denunciò l’attacco israeliano contro quel centro di ricerca in cui, senza dubbio, stavano facendo qualcosa, stavano lavorando su qualcosa per la quale, come è noto,  ricevevano una certa cooperazione da parte della Corea del Nord. Quella era una cosa legale e non si stava commettendo alcuna violazione. Lo dico qui e voglio essere molto onesto: non capisco perché questo non venne denunciato, perché, a mio parere,  sarebbe stato importante. Si tratta di due precedenti molto importanti. Credo che ci siano molte ragioni per pensare che cercheranno di fare lo stesso contro l’Iran: distruggere i suoi centri di ricerca o centri di generazione di energia del paese. Come è noto, i residui dell’uranio della generazione di energia sono la materia prima per produrre plutonio.

Michel Chossudovsky: E’ vero che la risoluzione del Consiglio di Sicurezza sta in qualche modo contribuendo ad annullare il programma di cooperazione militare che Russia e la Cina hanno con l’Iran, in particolare la Russia collabora con l’Iran nel contesto del sistema di difesa aerea fornendogli il suo Sistema S-300. Ricordo che appena dopo la decisione del Consiglio di Sicurezza, con l’avvallo di Cina e Russia, il ministro degli esteri russo disse: “Beh, abbiamo approvato la risoluzione, ma non abbiamo intenzione di invalidare la nostra cooperazione militare con l’Iran”. Era il mese di giugno. Ma pochi mesi dopo, Mosca ha confermato che la cooperazione militare [con l’Iran] stava per essere bloccata, così ora l’Iran sta affrontando una situazione molto grave, perché ha bisogno di tecnologia russa per mantenere la sua sicurezza, ossia il suo sistema [S-300] di difesa aerea. Ma penso che tutte le minacce contro  Russia e la Cina siano finalizzate ad impedire ai due paesi di farsi coinvolgere nella questione Iran. In altre parole, se c’è una guerra con l’Iran, le altre potenze, ovvero la Cina e la Russia, non interverranno in alcun modo;  congeleranno la loro cooperazione militare con l’Iran e quindi questo è un modo [per gli Stati Uniti e la NATO] di estendere la loro guerra in Medio Oriente senza che vi sia un confronto con Cina e Russia. Credo che, più o meno, sia questo lo scenario in questo momento. Ci sono molteplici tipi di minacce dirette contro la Russia e la Cina. Il fatto che i confini della Cina siano militarizzati- il Mar del Sud della Cina, il Mar Giallo, il confine con l’Afghanistan, e anche lo Stretto di Taiwan- è in qualche modo una minaccia per dissuadere Cina e Russia dal giocare il ruolo di potenze nella geopolitica mondiale, aprendo così la strada e persino la creazione di consenso verso una guerra contro l’Iran che si trova ora col suo sistema di difesa aerea indebolito [Con il congelamento dell’ accordo di cooperazione militare con la Russia]. L’Iran è una “anatra seduta” dal punto di vista della sua capacità di difendersi utilizzando il suo sistema di difesa aerea.

Fidel Castro Ruz: A mio modesto e sereno parere, sulla risoluzione sarebbe dovuto essere stato posto il veto. Perché, sempre secondo me, questo ha, in diversi modi, reso tutto più complicato. Militarmente, a causa di quello che Lei sta spiegando, ad esempio, col fatto che esisteva un’impegno e che era stato firmato con l’Iran un contratto per la fornitura del sistema S-300, che sono, prima di tutto, armi anti-aeree molto efficaci. Poi ci sono altre cose riguardanti le forniture di carburante, che sono molto importanti per la Cina, in quanto quest’ultimo è il paese con la più alta crescita economica. La sua economia in crescita genera una sempre maggiore domanda di petrolio e di gas. Anche se ci sono accordi con la Russia per le forniture, i cinesi stanno anche sviluppando l’energia eolica e altre forme di energia rinnovabile. Hanno inoltre enormi riserve di carbone e l’ energia nucleare non crescerà molto, solo circa il 5% per molti anni. In altre parole, la necessità di gas e petrolio per l’economia cinese è enorme e non riesco a immaginare, davvero, come saranno in grado di ottenere tutta questa energia e a quale prezzo, se il paese dove hanno importanti investimenti viene distrutto dagli Stati Uniti. Ma il rischio peggiore è la natura stessa di questa guerra in Iran. L’Iran è un paese musulmano che ha milioni di combattenti addestrati e che sono fortemente motivati. Ci sono decine di milioni di persone che si stanno formando militarmente, vengono educati e preparati politicamente, uomini e donne. Ci sono milioni di combattenti addestrati e determinati a morire. Queste sono persone che non si faranno intimidire. Poi ci sono gli afghani, che stanno venendo uccisi dai droni americani, ci sono i pakistani, gli iracheni, che hanno visto uno- due milioni di connazionali morire a causa della guerra antiterrorismo inventata da Bush. Non si può vincere una guerra contro il mondo musulmano, è pura follia.

Michel Chossudovsky: Questo è vero, le loro forze convenzionali sono imponenti, l’Iran può mobilitare in un solo giorno diversi milioni di soldati, dispiegati al confine con l’Afghanistan e l’Iraq. E anche se ci fosse una guerra lampo, gli Stati Uniti non possono evitare una guerra convenzionale condotta molto vicino alle sue basi militari nella regione.

Fidel Castro Ruz: Il fatto è che gli Stati Uniti questa guerra convenzionale la perderebbero. Il problema è che nessuno può vincere una guerra convenzionale contro milioni di persone. Questi non concentrerebbero le loro forze in gran numero in un unico luogo per farsi uccidere dagli americani. Beh, ero un guerrigliero e ricordo che ho dovuto pensare seriamente a come utilizzare le forze che avevamo a disposizione e mai avrei commesso l’errore di concentrarle in un unico luogo, perché più sono concentrate, maggiori saranno le vittime causate da armi di distruzione di massa ….

Michel Chossudovsky: Come accennato in precedenza, una questione della massima importanza: la decisione della Russia e della Cina nel Consiglio di Sicurezza, il loro sostegno alla risoluzione 1929, è infatti nociva anche per loro, perché, in primo luogo, la Russia non ha la possibilità di esportare le armi, congelando cosi la sua principale fonte di reddito. L’Iran è stato uno dei principali clienti e acquirenti di armi russe ed era un’importante fonte di reddito in valuta che sosteneva l’economia dei beni di consumo della Russia, coprendo così le esigenze della sua popolazione. D’altro canto, la Cina ha bisogno, come menzionato, di accesso alle fonti di energia. Il fatto che Cina e Russia abbiano accettato l’accordo al Consiglio di sicurezza dell’ONU, equivale a dire: “Accettiamo che si uccida la nostra economia e, in qualche modo, i nostri accordi commerciali con un paese terzo“.Questo è molto grave perché questa [la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU] non rappresenta solo un danno per l’Iran, ma danneggia anche questi due paesi e, suppongo, anche se non sono un politico, che ci devono essere divisioni enormi all’interno della leadership, sia in Russia e in Cina, perché questo accada, perchè la Russia accetti di non usare il suo potere di veto nel Consiglio di Sicurezza. Ho parlato con i giornalisti russi, i quali mi hanno riferito che quello non era esattamente un accordo all’interno del governo, era più una linea guida. Ma ci sono persone nel governo con un diverso punto di vista per quanto riguarda gli interessi della Russia e la sua posizione in Consiglio di sicurezza dell’ONU. Come vedete questo?

Fidel Castro Ruz: Come vedo la situazione generale? L’alternativa in Iran, anzi, mi permetta di metterla in questo modo- la guerra convenzionale sarebbe persa dagli Stati Uniti e la guerra nucleare non è un’alternativa per nessuno. D’altra parte, la guerra nucleare diventerebbe inevitabilmente globale. Quindi il pericolo esistente, a mio parere, con la situazione attuale in Iran e tenendo conto delle ragioni che stanno presentando e molti altri fatti, mi porta alla conclusione che la guerra finirebbe per essere una guerra nucleare.

Michel Chossudovsky: In altre parole, poiché gli Stati Uniti e i suoi alleati non sono in grado di vincere la guerra convenzionale, hanno intenzione di usare le armi nucleari. Ma anche quella sarebbe una guerra che non potrebbero vincere, perché perderemmo tutto.

Fidel Castro Ruz: Perderebbero tutti, è una guerra che perderebbero tutti. Cosa avrebbe guadagnato la Russia se si scatenasse una guerra nucleare laggiù? Cosa avrebbe guadagnato la Cina? Che tipo di guerra sarebbe, come reagirebbe il mondo? Quale  effetto avrebbe sull’economia mondiale? Lei lo ha spiegato all’università quando parlò del sistema centralizzato di difesa progettato dal Pentagono. Sembra fantascienza, ma non assomiglia neanche lontanamente all’ultima guerra mondiale. L’altra cosa molto importante è il tentativo [del Pentagono] di trasformare le armi nucleari  in armi convenzionali tattiche. Oggi, 13 ottobre [201o], stavo leggendo, proprio a riguardo di questo, una nota di un’agenzia che riportava che i cittadini di Hiroshima e Nagasaki avevano dato luogo a forti proteste per il fatto che gli Stati Uniti avevano appena effettuato test nucleari sub – critici. Vengono definiti sub – critici in quanto si utilizza l’arma nucleare senza distribuire tutta l’energia che può essere ottenuta con la massa critica. Dice: ” Indignazione a Hiroshima e Nagasaki per un test nucleare degli Stati Uniti.” …”Le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, vittime di un attacco nucleare alla fine della seconda guerra mondiale, hanno condannato oggi il test nucleare effettuato dagli Stati Uniti il settembre scorso, denominato sub- critico in quanto non scatena reazioni nucleari a catena“. ”Il test, il primo di questo tipo in quel paese dal 2006, ha avuto luogo il 15 settembre in qualche parte nel Nevada, Stati Uniti. E’ stato ufficialmente confermato dal Dipartimento per l’energia americano, come riportato dal Japan Times. “

Che cosa ha scritto quel giornale?

Sono profondamente deplorato perché speravo che il presidente Barack Obama assumesse la leadership nell’ eliminazione delle armi nucleari“,ha dichiarato il governatore di Nagasaki, Hodo Nakamura, in una conferenza stampa.

Seguono una serie di notizie relative.

Il test ha anche causato diverse proteste tra i cittadini di Hiroshima e Nagasaki, tra cui alcuni superstiti degli attacchi atomici che hanno devastato le due città nel mese di agosto del 1945“.

Non possiamo tollerare alcuna azione degli Stati Uniti che tradisce la promessa del presidente Barack Obama di andare avanti verso un mondo senza armi nucleari, ha dichiarato Yukio Yoshioka, il vice direttore del Consiglio per le Vittime della Bomba Atomica di Hiroshima”.

Il governo ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di protestare.” Lascia la protesta ad un ambito sociale e prosegue: “Con questo, il numero di test nucleari sub – critici  compiuti dagli Stati Uniti raggiunge la cifra di 26 dal luglio 1997, data in cui venne effettuato il primo di questi test“.

Continua:

Washington ritiene che questi test non violano il Trattato per la Proibizione Completa dei Test Nucleari (CTBT) , in quanto non scatenano alcuna reazione a catena e quindi non rilasciano  energia nucleare. Per cui possono essere considerati test di laboratorio.”

Gli Stati Uniti sostengono di dover effettuare questi test in quanto necessari per mantenere la “sicurezza del loro arsenale nucleare“, che è analogo a dire: dato che abbiamo questi imponenti arsenali nucleari, facciamo questi test per garantire la nostra sicurezza.

Michel Chossudovsky: Torniamo alla questione della minaccia contro l’Iran, perché Lei ha detto che gli Stati Uniti e i suoi alleati non sono in grado di vincere una guerra convenzionale. Questo è vero, ma le armi nucleari potrebbero essere utilizzate come alternativa alla guerra convenzionale e questa è evidentemente una minaccia contro l’umanità, come avete sottolineato nei vostri scritti. Il motivo della mia preoccupazione è che, dopo la Guerra Fredda, è  stata sviluppata l’idea delle armi nucleari con un “volto umanitario“, dicendo che quelle armi non sono veramente pericolose, che non danneggiano i civili, cambiando cosi, in qualche modo, l’etichetta di queste armi. Pertanto, secondo i loro criteri, le armi nucleari [tattiche] non sono diverse dalle armi convenzionali ed ora i manuali militari dicono che le armi nucleari tattiche sono armi che non rappresentano alcuna minaccia per i civili. Quindi, potremmo ritrovarci nella situazione in cui, chi decide di attaccare l’Iran con armi nucleari, non sarebbe consapevole delle conseguenze che questo potrebbe avere per il Medio Oriente, per l’Asia centrale, ma anche per l’intera umanità, dato che direbbero: “Beh, secondo i nostri criteri, queste armi nucleari [tattiche, quindi sicure per i civili] sono diverse da quelle impiegate durante la Guerra Fredda e, quindi, possiamo usarle contro l’Iran come un arma che non minaccia la sicurezza globale”.  Come vede questo? E’ estremamente pericoloso, perché credono alla loro stessa propaganda. Si tratta di propaganda all’interno delle forze armate e all’interno dell’apparato politico. Quando le armi nucleari tattiche sono state riclassificate nel 2002-2003, il senatore Edward Kennedy disse che si trattava di un modo per offuscare il confine tra le armi convenzionali e quelle nucleari. Ma la situazione in cui siamo giunti oggi è questa, siamo in un’ era in cui le armi nucleari vengono considerate al paro dei Kalashnikov. Sto esagerando, ma in qualche modo le armi nucleari fanno ora parte della cassetta degli attrezzi, la cassetta degli attrezzi è il termine che usano, da cui poi si sceglie il tipo di arma da utilizzare. Così,un’arma nucleare potrebbe essere utilizzata in un teatro di guerra convenzionale, guidandoci all’ impensabile, ovvero uno scenario di guerra nucleare a livello regionale ma con ripercussioni anche a livello globale.

Fidel Castro Ruz: Ho ascoltato quello che Lei ha detto al programma La Mesa Redonda [sulla TV cubana] riguardo tali armi, presumibilmente innocue per persone che vivono in prossimità delle aree in cui verrebbero usate e la cui la potenza potrebbe variare da una terzo di quella venne sganciata su Hiroshima fino a sei volte la potenza di quella stessa arma. Oggi sappiamo benissimo il terribile danno che provocò quella bomba. Una sola bomba uccise all’istante 100.000 persone. Provate a immaginare una bomba che ha sei volte la potenza di quella di Hiroshima o due volte superiore, oppure con una potenza equivalente o con una potenza del 30 per cento. E ‘assurdo. Bisogna poi anche tenere a mente quello che Lei ha spiegato all’università, riguardo il tentativo di presentarla come un’ arma umanitaria che potrebbe anche essere disponibile per le truppe durante le operazioni. Così, in ogni momento, qualsiasi comandante nel teatro delle operazioni potrebbe essere autorizzato ad utilizzare l’arma perchè  più efficiente delle altre, qualcosa che sarebbe considerato suo dovere secondo la dottrina militare e la formazione che ricevono nelle accademie militari.

Michel Chossudovsky: In questo senso, non credo che questa arma nucleare possa essere utilizzata senza l’approvazione, diciamo, del Pentagono, vale a dire le sue strutture di comando centralizzate [ad esempio, il comando strategico].Penso invece che potrebbe essere utilizzata senza l’approvazione del Presidente degli Stati Uniti e comandante in capo delle forze armate. In altre parole, non è proprio la stessa logica che prevalse durante la Guerra Fredda, dove c’era il telefono rosso e …

Fidel Castro Ruz: Capisco, professore, quello che Lei dice riguardo l’uso di quell’arma, che il suo uso debba avere l’approvazione dai piani alti del Pentagono, e mi sembra giusto che Lei faccia questo chiarimento in modo che non potranno accusarla di esagerane i pericoli.  Però, dopo che si è imparato a conoscere gli antagonismi e le argomentazioni tra il Pentagono e il Presidente degli Stati Uniti, non ci sono davvero troppi dubbi su quale sarebbe la decisione del Pentagono se il capo del teatro delle operazioni ne richiedesse l’uso perché lo ritiene necessario o indispensabile.

Michel Chossudovsky: C’è anche un altro elemento. Ad ora, il dispiegamento di armi nucleari tattiche, per quanto ne so, è stato intrapreso da diversi paesi europei che appartengono alla NATO. È il caso di Belgio, Olanda, Turchia, Italia e Germania.Quindi, ci sono un sacco di queste “piccole bombe nucleari” molto vicino al teatro di guerra. E poi abbiamo anche Israele. Ora, non credo che Israele stia per iniziare una guerra per conto suo, che sarebbe impossibile in termini di strategia e processo decisionale. Nella guerra moderna, con la centralizzazione delle comunicazioni e della logistica e tutto il resto, iniziare una grande guerra sarebbe una decisione centralizzata.Tuttavia, Israele potrebbe agire se gli Stati Uniti gli concedessero il via libera per lanciare il primo attacco. Fa parte delle possibilità, anche se ci sono alcuni analisti che ora dicono che la guerra contro l’Iran avrà inizio in Libano e in Siria con una guerra convenzionale di confine e sarà questo a fornire il pretesto per una escalation delle operazioni militari.

Fidel Castro Ruz: Ieri, il 13 ottobre [2010], una moltitudine di persone ha accolto Ahmadinejad in Libano come un eroe nazionale. Stavo leggendo una notizia questa mattina a riguardo. Inoltre, conosciamo anche le preoccupazioni di Israele , in considerazione del fatto che i libanesi sono persone molto combattive, che dispongono oggi di un numero di missili reattivi tre volte superiore a quelli che avevano nel precedente conflitto con Israele ed era una grande preoccupazione per Israele, perché, come hanno affermato i tecnici israeliani, hanno bisogno dell’aviazione per affrontare quell’arma. E quindi dichiarano che potrebbero attaccare l’Iran solo per un numero limitato di ore, non tre giorni, perché dovrebbero prestare attenzione a tale pericolo. Questo è il motivo per cui, da questi punti di vista, ogni giorno che passa sono sempre più interessati, dato che queste armi fanno parte dell’arsenale iraniano di armi convenzionali. Per esempio, tra le armi convenzionali, hanno centinaia di lanciarazzi per combattere le navi da guerra di superficie in quella zona del Mar Caspio. Dalla guerra delle Falkland siamo a conoscenza del fatto che una nave da guerra di superficie è in grado di schivare uno, due o tre razzi. Ma come può però una grande nave da guerra difendersi contro una pioggia di armi di questo tipo?. Quelle sono navi veloci, gestite da persone ben addestrate, perché gli iraniani stanno formando personale da 30 anni e hanno sviluppato efficienti armi convenzionali. Lei stesso sa e conosce quello che è accaduto durante l’ultima guerra mondiale, prima della comparsa delle armi nucleari. Cinquanta milioni di persone sono morte a causa del potere distruttivo delle armi convenzionali. Oggi la guerra non è come la guerra che fu combattuta nel XIX secolo, prima della comparsa delle armi nucleari. E le guerre erano allora già altamente distruttive. Le armi nucleari fecero la loro comparsa all’ultimo minuto perché Truman voleva usarle. Ha voluto testare la bomba di Hiroshima, creando la massa critica di uranio e l’altra a Nagasaki, creando una massa critica di plutonio. Le due bombe uccisero immediatamente circa 100.000 persone . Non sappiamo poi quante sono state ferite e colpite dalle radiazioni e poi morte in seguito o quelle che hanno sofferto per lunghi anni questi effetti. Inoltre, una guerra nucleare creerebbe un inverno nucleare. Sto parlando riguardo i pericoli di una guerra, considerando il danno immediato che potrebbe causare. Ne basta un numero ridotto, le armi di cui dispone una delle due potenze minori, l’India ed il Pakistan. La loro esplosione sarebbe sufficiente a creare un inverno nucleare, da cui nessun essere umano potrebbe sopravvivere, dal momento che durerebbe tra gli 8 e i 10 anni. In poche settimane la luce del sole non sarebbe più visibile. L’umanità ha meno di 200.000 anni. Finora rientrava tutto nella normalità. Venivano soddisfatte le leggi della natura, le leggi della vita si sono sviluppate sul pianeta Terra da più di 3 miliardi di anni. Gli uomini, l’Homo sapiens, gli esseri intelligenti, non esistevano quando erano trascorsi 8 decimi di un milione di anni, secondo tutti gli studi. Duecento anni fa, era tutto era praticamente sconosciuto. Oggi sappiamo le leggi che governano l’evoluzione della specie. Oggi scienziati, teologi, anche i più devoti religiosi che inizialmente facevano l’eco alla campagna lanciata dalle grandi istituzioni ecclesiastiche contro la teoria darwiniana,  accettano le leggi dell’evoluzione come reali, senza che questo impedisca la loro sincera pratica delle loro credenze religiose in cui, molto spesso, le persone trovano conforto per le loro maggiori difficoltà. Credo che nessuno sulla Terra voglia che la specie umana sparisca. E questa è la ragione per cui io sono del parere che ciò che dovrebbe sparire non siano solo le armi nucleari, ma anche quelle convenzionali. Dobbiamo fornire una garanzia per la pace a tutti i popoli, senza distinzione, agli iraniani e agli israeliani. Le risorse naturali devono essere distribuite.Loro dovrebbero! Non voglio dire che lo farebbero, o che sarebbe stato facile farlo. Ma non ci sarebbe altra alternativa per l’umanità, in un mondo di dimensioni e risorse limitate, anche se si sviluppasse tutto il potenziale scientifico per creare fonti di energia rinnovabili. Siamo quasi 7 miliardi di abitanti e abbiamo quindi bisogno di implementare una politica demografica. Abbiamo bisogno di molte cose e, quando poi le metti tutte insieme, ti chiedi : saranno gli esseri umani in grado di capire questo e superare tutte queste difficoltà? Ti rendi conto che solo l’entusiasmo può veramente portare una persona a dire che affronterà e risolverà facilmente un problema di tali proporzioni.

Michel Chossudovsky: Quello che Lei ha appena detto è estremamente importante, quando parlavate di Truman. Truman disse che Hiroshima era una base militare e che non ci sarebbe stato alcun danno per i civili. Questa nozione di danno collaterale riflette la continuità della dottrina nucleare [dell’America] dal 1945  ad oggi. Cioè, non al livello della realtà, ma a livello di dottrina e propaganda [militare]. Voglio dire, nel 1945 si diceva: Salviamo l’umanità uccidendo 100.000 persone e neghiamo il fatto che Hiroshima era una città popolata, affermando che si trattava di una base militare. Ma oggi le falsità sono diventate molto più sofisticate, più diffuse e le arme nucleari sono ad un livello più avanzato. Così, stiamo trattando il futuro dell’umanità e la minaccia di una guerra nucleare a livello globale. Le bugie e le finzioni sottostanti il discorso politico e militare [U.S.A] ci guiderebbero ad una catastrofe mondiale, dove i politici nemmeno si renderebbero conto delle loro stesse menzogne. Lei ha detto che gli esseri umani intelligenti esistono da 200.000 anni, ma quella stessa intelligenza, incorporata in varie istituzioni, vale a dire i media, i servizi segreti, le Nazioni Unite… sarà proprio quello che ci distruggerà. Perché crediamo alle nostre bugie che ci conducono verso una guerra nucleare, senza renderci conto che questa sarebbe l’ultima guerra, come disse chiaramente Einstein. Una guerra nucleare non può garantire la continuità dell’umanità, è una minaccia contro il mondo.

Fidel Castro Ruz: Ottimo discorso professore. Il danno collaterale, in questo caso, potrebbe essere l’umanità. La guerra è un crimine e non c’è bisogno di alcuna nuova legge per descriverla come tale perché, a partire da Norimberga, la guerra è già stata considerata un crimine, il più grande crimine contro l’umanità e la pace e il più orribile di tutti i crimini.

Michel Chossudovsky – I testi di Norimberga lo dicono chiaramente: “.. La guerra è un atto criminale, è l’atto definitivo di guerra contro la pace“. Questa parte dei testi di Norimberga viene spesso citata. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati volevano usarla contro i vinti e non sto dicendo che non avesse validità, ma i crimini che hanno commesso loro, compresi i crimini commessi contro la Germania e il Giappone, non vengono mai menzionati. E, nel caso del Giappone, con l’uso di un’arma nucleare. E’ una questione estremamente importante per me e se stiamo parlando di una “contro-alleanza per la pace”, la criminalizzazione della guerra mi sembra essere un aspetto fondamentale. Sto parlando dell’ abolizione della guerra, un atto criminale che deve essere eliminato.

Fidel Castro Ruz – Beh.. e chi giudicherebbe i principali criminali?

Michel Chossudovsky – Il problema è che controllano anche il sistema giudiziario e i tribunali. In tal modo anche i giudici sono criminali. Che cosa possiamo fare?

Fidel Castro Ruz: Dico che questo fa parte della “Battaglia delle Idee“. Bisogna esigere che il mondo non venga guidato in una catastrofe nucleare. Si tratta di preservare la vita.  Non lo sappiamo, ma si presume che se l’uomo diventa consapevole della propria esistenza, quella del suo popolo, quella dei suoi cari, anche i capi militari statunitensi sarebbero coscienti del risultato, anche se sono stati educati per seguire gli ordini, spesso genocidi, come l’uso di armi nucleari tattiche o strategiche, perché questo è ciò che gli è stato insegnato nelle accademie [militari]. Mentre tutto questo è pura follia, nessun politico è esente dal dovere di trasmettere queste verità al popolo. Bisogna credere in loro, altrimenti non ci sarebbe nulla per cui lottare.

Michel Chossudovsky -Penso che quello che Lei sta dicendo è che, al momento attuale, il grande dibattito nella storia umana dovrebbe concentrarsi sul pericolo di una guerra nucleare che minaccia il futuro dell’umanità stessa e che qualsiasi discussione che abbiamo riguardo i bisogni primari o dell’ economia richieda che impediamo il verificarsi di questa guerra e che si instauri la pace globale, in modo da poter poi pianificare il tenore di vita in tutto il mondo sulla base delle esigenze primarie. Ma se non risolviamo il problema della guerra, nemmeno il capitalismo sopravviverà, o no?

Fidel Castro Ruz – No, non può sopravvivere, dopo tutte le analisi che abbiamo condotto, non può sopravvivere. Il sistema capitalista e l’economia di mercato che soffocano la vita umana, non scompariranno durante la notte, ma è l’imperialismo basato sulla forza, sulle armi nucleari e su quelle convenzionali con la tecnologia moderna, che deve scomparire se vogliamo che l’umanità sopravviva. Ora, c’è qualcosa che sta avvenendo in questo momento e che caratterizza il processo di disinformazione in tutto il mondo, ed è il seguente: in Cile, 33 minatori sono rimasti intrappolati a 700 metri di profondità e il mondo è in festa alla notizia che questi uomini sono stati portati in salvo. Beh, semplicemente, cosa farebbe  il mondo se si rendesse conto che 6,877,596,300 di persone hanno bisogno di essere salvate. Se 33 uomini hanno creato  gioia universale e tutti i mass media parlano solo di questo in questi giorni, perché non salvare i quasi 7 miliardi di persone intrappolate dal terribile pericolo di perire in una morte orribile come quella di Hiroshima e Nagasaki?

Michel Chossudovsky – Questo è anche, chiaramente, la questione della copertura mediatica che viene data a diversi eventi e la propaganda proveniente dai media. Penso che sia stata un incredibile operazione umanitaria quella intrapresa dai cileni, ma è vero anche che, se c’è una minaccia per l’umanità, come Lei ha detto, dovrebbe essere sulla prima pagina di tutti i giornali del mondo dato che la società umana, nella sua totalità, potrebbe essere vittima di una decisione che è stata presa, anche da un generale a tre stelle, ignaro delle conseguenze delle armi nucleari. Ma qui stiamo parlando di come i media, in particolare quelli Occidentali, offuschino il problema più grave che interessa potenzialmente il mondo di oggi, che è il pericolo di una guerra nucleare e questo dobbiamo prenderlo sul serio, perché sia Hillary Clinton che Obama hanno detto di aver contemplato una cosiddetta guerra preventiva contro l’Iran con armi nucleari. Ebbene, come possiamo rispondere? Cosa dice a Hillary Clinton e Barak Obama riguardo le loro dichiarazioni sull’uso unilaterale delle armi nucleari contro l’Iran, un paese che non comporta pericoli per nessuno?

Fidel Castro Ruz – Sì, sono a conoscenza di due cose.  Di quello che è stato discusso. Questo è stato pubblicato recentemente, le discussioni in seno al Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti. Questo è il valore del libro scritto da Bob Woodward, in quanto ha rivelato come si sono verificate tutte queste discussioni. Conosciamo le posizioni di Biden, di Hillary, di Obama, e in effetti, in queste discussioni, colui che si è mostrato più fermo contro l’estensione della guerra, che è stato in grado di discutere con i militari, è stato Obama. Questo è un fatto. Sto scrivendo l’ultima riflessione, in realtà, a tale proposito. L’unico che è arrivato li e gli diede un consiglio, è stato un avversario, data la sua appartenenza al Partito Repubblicano: Colin Powell. Gli ha ricordato che lui era il Presidente degli Stati Uniti d’America. Un consiglio incoraggiante. Penso che dovremmo far si che che questo messaggio arrivi a tutti, che tutti possano leggere quello che abbiamo discusso. Credo che siano in molti a leggere i suoi articoli su Global Research. Sono felice ogni volta che argomentate, ragionevolmente, e portate avanti questi problemi, in quanto ritengo esista un deficit reale di informazioni per i motivi che Lei stesso ha spiegato. Ora, dobbiamo inventare. Quali sono i modi per far conoscere tutto questo? Al tempo dei Dodici Apostoli, che erano 12 e non di più,  fu dato loro il compito di diffondere gli insegnamenti che un predicatore gli aveva trasmesso. Certo, avevano centinaia di anni davanti a loro. Noi no. Ma stavo guardando l’elenco delle personalità che hanno collaborato con Global Research e ci sono più di 20 persone di spicco, gente di prestigio, che pone le stesse domande. Ma anche loro hanno poco tempo a disposizione.

Michel Chossudovsky – Il movimento contro la guerra negli Stati Uniti, in Canada e in Europa è diviso. Alcune persone pensano che la minaccia venga dall’Iran, altri dicono che [gli iraniani] sono terroristi e c’è molta disinformazione nel movimento stesso. Inoltre, in occasione del World Social Forum, il problema della guerra nucleare non rientra nel dibattito tra le persone di sinistra o progressisti. Durante la Guerra Fredda si parlava del pericolo di un conflitto nucleare e la gente ne aveva consapevolezza. Nell’ultima riunione tenutasi a New York sulla non proliferazione, alle Nazioni Unite, l’attenzione è stata posta sulla minaccia nucleare proveniente da entità non statali, da terroristi. Il presidente Obama ha affermato che la minaccia proveniva da Al Qaeda, che dispone di armi nucleari. Inoltre, se qualcuno legge i suoi discorsi, quello che il Presidente sembra insinuare è che questi terroristi abbiano la capacità di produrre piccole bombe nucleari, quelle che chiamano “bombe sporche“. Beh, è un modo di distorcere i problemi e spostarne l’attenzione.

Fidel Castro Ruz – Questo è ciò che gli raccontano, questo è ciò che il suo stesso popolo gli racconta e glielo fanno credere.  […]

Michel Chossudovsky – Ho una domanda, perché c’è un aspetto importante legato alla Rivoluzione cubana. A mio parere, il dibattito sul futuro dell’umanità è anche parte di un discorso rivoluzionario. Se la società nel suo complesso dovesse essere minacciata dalla guerra nucleare, è necessario avere, in qualche forma, una rivoluzione del pensiero, nonché delle azioni, contro questo evento[vale a dire la guerra nucleare].

Fidel Castro Ruz – Dobbiamo dire, ripeto, che l’umanità è intrappolata a 800 metri sotto terra e che dobbiamo uscire, dobbiamo fare un’operazione di salvataggio. Questo è il messaggio che dobbiamo trasmettere a un gran numero di persone. Se saranno in tanti a crederci a questo messaggio, faranno quello che Lei sta facendo e sosterranno quello che Lei sta sostenendo. Non dipenderà più da chi è a dirlo, ma sul fatto che qualcuno  lo dica. Bisogna capire come si possono raggiungere le masse informate. La soluzione non è rappresentata dai giornali. C’è l’Internet, Internet è più economico, Internet è più accessibile. Io mi sono avvicinato a voi tramite Internet mentre ero alla ricerca di notizie, non attraverso le agenzie, non attraverso la stampa, non dalla CNN.  Tramite newsletter ricevo giornalmente più di 100 pagine di articoli. Ieri stavate sostenendo che negli Stati Uniti, qualche tempo fa, i due terzi dell’opinione pubblica erano contro la guerra in Iran e, oggi, circa il cinquanta per cento è favorevole all’azione militare contro l’Iran.

Michel Chossudovsky – E’ quello che è accaduto, anche negli ultimi mesi, dove si diceva: “Sì, la guerra nucleare è molto pericolosa, è una minaccia, ma la minaccia viene dall’Iran“, e c’erano manifessti a New York con su scritto: “Di no al nucleare iraniano” e il messaggio di questi manifesti è stato quello di presentare l’Iran come una minaccia alla sicurezza globale, anche se la minaccia non esiste perché non hanno alcuna arma nucleare. Comunque la situazione è questa e il The New York Times, all’inizio di questa settimana, ha pubblicato un articolo sostenendo che , sì, gli omicidi politici sono legali. Poi, quando abbiamo una stampa che ci dà cose del genere, con la distribuzione che hanno, il lavoro che dobbiamo fare è enorme. Abbiamo capacità limitate per invertire questo processo [della disinformazione dei media] con la limitata distribuzione dei mezzi di comunicazione alternativi. In aggiunta a ciò, oggi, molti di questi media alternativi vengono finanziati dall’establishment economico.

Fidel Castro Ruz – Eppure dobbiamo combattere.

Michel Chossudovsky – Sì, continuiamo a lottare, ma il messaggio era quello che Lei ha detto ieri. Che nel caso di una guerra nucleare, il danno collaterale sarebbe l’umanità nel suo insieme.

Fidel Castro Ruz – Sarebbe l’umanità, l’esistenza dell’umanità.

Michel Chossudovsky – E’ anche vero che Internet deve continuare a funzionare come strumento di sensibilizzazione per evitare la guerra.

Fidel Castro Ruz – Beh, è l’unico mezzo con cui siamo in grado di impedirlo. E’ come l’esempio che ho citato: ci sono quasi 7 miliardi di persone intrappolate a 800 metri di profondità, dobbiamo usare il fenomeno del Cile per rivelare queste cose.

Michel Chossudovsky – Paragonate il salvataggio dei 33 minatori, dicendo che ci sono questi uomini sotto terra che devono essere soccorsi, che hanno ricevuto un’ampia copertura mediatica e che allo stesso tempo ci sono quasi 7 miliardi di persone che sono a 800 metri di profondità e non capiscano cosa sta succedendo, ma dobbiamo salvarli, perché l’umanità nel suo insieme è minacciata dalle armi nucleari degli Stati Uniti e dei suoi alleati, dato che sono loro che dicono di volerne far uso.

Fidel Castro Ruz – E le useranno [le armi nucleari] se non ci sara alcuna opposizione, se non ci sarà alcuna resistenza. Vengono ingannati, sono drogati di superiorità militare e di tecnologia moderna e non sanno cosa stanno facendo. Non capiscono le conseguenze e ritengono di poter continuare cosi. È impossibile.

Michel Chossudovsky – Oppure credono che questa sia semplicemente una sorta di arma convenzionale.

Fidel Castro Ruz – Sì, sono ingannati e credono che si possa ancora usare quell’arma. Credono di essere in un’altra epoca, non ricordano cosa disse Einstein quando affermava che non sapeva con quali armi si sarebbe combattuta la terza guerra mondiale ma la quarta sarebbe stata combattuta sicuramente con bastoni e pietre. Ci ho aggiunto: “… solo che non ci sarebbe  nessuno ad usare i bastoni e le pietre”. Questa è la realtà, l’ho scritto lì nel breve discorso che mi ha suggerito di sviluppare.

Michel Chossudovsky – Il problema che vedo è che l’uso di armi nucleari non comporta necessariamente la fine del genere umano da un giorno all’altro, perché l’impatto radioattivo è cumulativo.

Fidel Castro Ruz – Può ripetere, per favore.

Michel Chossudovsky – L’arma nucleare comporta diverse conseguenze: una è l’esplosione e la distruzione nel teatro di guerra, che è il fenomeno di Hiroshima, e l’altra sono gli effetti delle radiazioni che aumentano nel tempo.

Fidel Castro Ruz – Sì, l’ inverno nucleare, come lo chiamiamo noi. Il prestigioso ricercatore americano, dell’Università di Rutgers (New Jersey), il Professore Emerito Alan Robock, ha inconfutabilmente dimostrato che lo scoppio di una guerra tra due delle otto potenze nucleari che possiedono la minima quantità di armi di questo tipo, si tradurrebbe in un “inverno nucleare“. Ha lavorato con un gruppo di ricercatori che hanno utilizzato modelli computerizzati ultra-scientifici. Sarebbe sufficiente che esplodano 100 delle 25.000 armi nucleari strategiche possedute dalle otto potenze menzionate per far si che si generino temperature sotto lo zero in tutto il pianeta e una lunga notte che durerebbe circa otto anni. Il professor Robock sostiene che è così terribile che le persone stiano cadendo in uno “stato di negazione“, non vogliono pensarci, è più facile far finta che non esista “. Me lo disse personalmente durante una conferenza internazionale che stava tenendo e dove ho avuto l’onore di conversare con lui. Parto da un presupposto: se scoppia una guerra in Iran, sarà inevitabilmente una guerra nucleare e una guerra globale. Ecco perché ieri si diceva che non era giusto permettere un tale accordo nel Consiglio di Sicurezza, perché rende tutto questo più facile, capite? Una guerra in Iran oggi non resterebbe confinata a livello locale, perché gli iraniani non si piegherebbero. Se rimane convenzionale, sarebbe una guerra che gli Stati Uniti e l’Europa non possono vincere e, sostengo, si trasformerebbe rapidamente in una guerra nucleare. Se gli Stati Uniti dovessero commettere l’errore di usare armi nucleari tattiche, si creerebbe una situazione di sdegno a livello mondiale e gli USA alla fine perderebbero il controllo della situazione. Obama ha avuto una accesa discussione con il Pentagono su cosa fare in Afghanistan; immaginate ora Obama, con i soldati americani e israeliani, combattere contro milioni di iraniani. I sauditi non stanno andando a combattere in Iran, né i soldati pakistani o qualsiasi altro paese arabo o musulmano. Quello che potrebbe accadere è che gli yankee abbiano gravi conflitti con le tribù pachistane che stanno attaccando e uccidendo con i loro droni, e loro lo sanno. Quando sferrano un colpo contro quelle tribù, prima attaccano e poi avvertono il governo, senza dire nulla in anticipo e questa è una delle cose che più irrita i pakistani. C’è un forte sentimento antiamericano lì.  E’ sbagliato pensare che gli iraniani si arrendano se venissero colpiti con armi nucleari tattiche. Il mondo sarebbe davvero scioccato ma potrebbe essere troppo tardi.

Michel Chossudovsky – Non possono vincere una guerra convenzionale.

Fidel Castro Ruz – Non possono vincere.

Michel Chossudovsky – E questo possiamo vederlo in Iraq, in Afghanistan. Possono distruggere un intero paese ma non possono vincere da un punto di vista militare.

Fidel Castro Ruz – Ma distruggerlo [un paese] a che prezzo, a quale prezzo per il mondo, a quali costi economici, in marcia verso la catastrofe? I problemi che Lei ha citato si aggravano, il popolo americano reagirebbe , perché il popolo americano è spesso lento a reagire ma alla fine lo fanno. Gli americani reagiscono alle vittime, ai morti. Un sacco di gente ha sostenuto l’amministrazione Nixon durante la guerra in Vietnam, lui suggerì anche l’uso di armi nucleari a Kissinger, ma lui lo dissuase poi dal compiere quel passo criminale. Gli Stati Uniti furono costretti dal popolo americano a porre fine alla guerra, ma hanno dovuto negoziare e consegnare il Sud. L’Iran dovrebbe rinunciare al petrolio nella zona. Adesso sono di nuovo in Vietnam, comprando petrolio, negoziando. In Iran perderebbero molte vite e, forse, gran parte degli impianti petroliferi della zona sarebbero distrutti. Nella situazione attuale, è probabile che non capiscano il nostro messaggio. Se scoppia la guerra, la mia opinione è che, sia essi che il resto del mondo, non ci guadagnerebbero nulla. Se fosse solo una guerra convenzionale, che è molto improbabile, perderebbero irrimediabilmente e se  questa si trasforma in una guerra nucleare globale, avrebbe perso l’umanità .

Michel Chossudovsky -L’Iran ha le forze convenzionali … significative.

Fidel Castro Ruz – Sono milioni.

Michel Chossudovsky – Forze di terra, ma anche razzi e anche l’Iran ha la capacità di difendersi.

Fidel Castro Ruz – E finche rimarrà un solo uomo con una pistola, questo sarà un nemico che dovranno sconfiggere.

Michel Chossudovsky -E sono parecchi milioni ad avere le pistole.

Fidel Castro Ruz – Milioni, e saranno costretti a sacrificare molte vite americane. Purtroppo, sarebbe solo in quel momento che gli americani reagirebbero. Se non lo fanno ora lo faranno più tardi, quando sarà troppo tardi. Dobbiamo scrivere, dobbiamo divulgare questo tanto quanto possiamo. Ricordate che i cristiani sono stati perseguitati, portati nelle catacombe, li uccisero, li gettarono in pasto ai leoni, ma sono riusciti a mantenere le loro credenze per secoli e in seguito fecero lo stesso ai musulmani e questi non si piegarono mai. C’è una vera e propria guerra contro il mondo musulmano. Perché queste lezioni di storia vengono dimenticate? Ho letto molti degli articoli che ha scritto sui rischi di questa guerra.

Michel Chossudovsky – Torniamo alla questione dell’Iran. Credo che sia molto importante che l’opinione pubblica mondiale comprenda lo scenario di guerra. È chiaro che perderebbero la guerra, quella convenzionale, la stanno perdendo in Iraq e in Afghanistan e l’Iran dispone di molte più forze convenzionali rispetto a quelle della NATO in Afghanistan.

Fidel Castro Ruz – Molto più esperte e motivate. Gli USA ora sono in conflitto con quelle forze in Afghanistan e in Iraq e con una che non menzionano: i pakistani dello stesso gruppo etnico di quelli della resistenza in Afghanistan. Nelle discussioni alla Casa Bianca, essi ritengono che la guerra sia persa, questo è ciò che il libro di Bob Woodward, “Obama Wars“, ci dice. Immaginate poi se, oltre a questo, si aggiunge una guerra per liquidare quello che resterà dopo i primi colpi in Iran. Così si ritroveranno o in una situazione di guerra convenzionale che non possono vincere, o saranno costretti a condurre una guerra nucleare globale, con una forte sollevazione a livello mondiale. E io non so chi può giustificare il tipo di guerra che devono condurre, hanno 450 obiettivi segnalati in Iran e, alcuni di questi, secondo loro, dovranno essere attaccati con testate nucleari tattiche a causa della loro posizione in zone di montagna e a causa della profondità [sotterranea] in cui sono situate. Moriranno nello scontro anche tanti russi e persone di altre nazionalità che stanno collaborando con loro. Quale sarà la reazione dell’opinione mondiale di fronte a questo attacco che oggi viene irresponsabilmente promosso dai media con l’appoggio di molti americani?

Michel Chossudovsky – Un’ altra questione è che  Iran, Iraq, Afghanistan, sono tutti i paesi limitrofi in un certo modo. L’Iran confina con l’Afghanistan e con l’Iraq e gli Stati Uniti e la NATO hanno strutture militari nei paesi che occupano. Cosa succederà? Suppongo che le truppe iraniane passeranno immediatamente la frontiera.

Fidel Castro Ruz -Beh, non so quale tattica utilizzeranno ma, al loro posto, consiglierei di non concentrare le loro truppe, perché se le truppe sono concentrate saranno vittime di attacco con armi nucleari tattiche. In altre parole, da come viene descritta la minaccia, la cosa migliore per loro sarebbe di utilizzare una tattica simile a quella che adottammo nel sud dell’Angola, quando sospettavamo che il Sud Africa disponesse di armi nucleari. Abbiamo creato gruppi tattici di 1000 uomini con potenza di fuoco terrestre e anti-aerea . Le armi nucleari non avrebbero mai potuto raggiungere un gran numero di soldati. Razzi antiaerei  e altre armi simili sostenevano le nostre forze. Le armi e le condizioni del del terreno cambiano e la tattica deve continuamente cambiare.

Michel Chossudovsky: Dispersi.

Fidel Castro Ruz – Dispersi, ma non con gli uomini isolati, vi erano circa 1000 uomini con armi adeguate, il terreno era sabbioso, ovunque arrivavano dovevano scavare e proteggersi, mantenendo sempre la massima distanza tra i componenti. Al nemico non venne mai data la possibilità di assestare un colpo decisivo contro i 60.000 soldati cubani e angolani nel sud dell’Angola. Quello che abbiamo fatto in quel fraterno paese fu quello che avrebbe fatto un esercito con un centinaio di migliaia di forti soldati e operando con criteri tradizionali. Noi non eravamo in 100000 nel sud dell’Angola, c’erano 60.000 uomini, angolani e cubani. Per esigenze tecniche, i gruppi tattici erano principalmente costituiti da cubani, poichè sapevano guidare carri armati, usare missili, cannoni antiaerei, le comunicazioni; ma la fanteria era composta da soldati cubani e angolani, con grande spirito combattivo, che non esitarono nemmeno un secondo nel confrontarsi con l’esercito bianco dell’ Apartheid sostenuto dagli Stati Uniti e Israele. Chi gestiva le numerose armi nucleari che avevano in quel momento? Nel caso dell’Iran, giungono sempre notizie secondo cui gli iraniani stanno scavando nel terreno e quando gli si fanno domande relative a ciò rispondono che stanno costruendo cimiteri per seppellire gli invasori. Non so se è ironia, ma penso che dovrebbero scavare parecchio per proteggere le loro forze dall’attacco che li sta minacciando.

Michel Chossudovsky – Vero, ma l’Iran ha la possibilità di mobilitare milioni di truppe.

Fidel Castro Ruz – Non solo truppe, ma anche i posti di comando sono decisivi. A mio parere, il decentramento è molto importante. Gli attaccanti cercheranno di prevenire la trasmissione di ordini. Ogni unità di combattimento deve sapere in anticipo cosa fare in circostanze diverse. L’attaccante cercherà di colpire e destabilizzare la catena di comando, con le sue armi radio-elettroniche . Tutti questi fattori devono essere tenuti in considerazione. L’umanità non ha mai vissuto una situazione simile. In ogni caso, l’Afghanistan, cosi come l’Iraq, sono “sciocchezze”  quando confrontate con quello con cui stanno andando a sbattere in Iran: l’armamento, l’addestramento, la mentalità, il tipo di soldato … Se 31 anni fa i combattenti iraniani ripulivano i campi minati avanzandoci spora, oggi gli iraniani saranno senza dubbio gli avversari più temibili che gli Stati Uniti abbiano mai incontrato.

I nostri ringraziamenti e apprezzamento a CubaDebate per la trascrizione e la traduzione dallo spagnolo.

 
 
Messaggio di Fidel sui pericoli della guerra nucleare

Registrato l’ultimo giorno delle conversazioni, il 15 ottobre 2010, il video originale di Global Research / Cuba Debate (copyright nostro) è stato rimosso per presunte violazioni del copyright insieme a molti altri video da Youtube.

Pubblichiamo un video di RT del nostro video originale:

TRASCRIZIONE

L’uso di armi nucleari in una nuova guerra significherebbe la fine dell’umanità. Questo fu previsto dallo scienziato Albert Einstein, che era in grado di misurare la loro capacità distruttiva nel generare milioni di gradi di calore, che vaporizzano tutto all’interno di un ampio raggio di azione. Questo brillante ricercatore aveva promosso lo sviluppo di questa arma in modo da non renderla a disposizione del genocida regime nazista.

I singoli governi in tutto il mondo hanno l’obbligo di rispettare il diritto alla vita di ogni nazione e della totalità dei popoli del pianeta.

Oggi c’è un rischio imminente di guerra con l’uso di questo tipo di arma e non ho il minimo dubbio che un attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele contro la Repubblica islamica dell’Iran evolverebbe verso un conflitto nucleare globale.

I popoli del mondo hanno l’obbligo di esigere dai loro leader politici il diritto di vivere. Quando la vita del genere umano, del tuo popolo e delle persone a te più care corrono un tale rischio, nessuno può permettersi di restare indifferente, non un solo minuto può essere perso nel chiedere rispetto di tale diritto. Domani sarà troppo tardi.

Lo stesso Albert Einstein ha dichiarato inequivocabilmente: “Non so con quali armi sarà combattuta la III guerra mondiale ma la IV guerra mondiale  sarà combattuta con bastoni e pietre”. Siamo pienamente consapevoli di quello che voleva trasmetterci e aveva assolutamente ragione. Ma sulla scia di una guerra nucleare globale, non ci sarebbe nessuno per usare quei bastoni e quelle pietre.

Ci sarebbe un “danno collaterale”, come affermano sempre i leader politici e militari statunitensi, per giustificare la morte di persone innocenti.

In una guerra nucleare il “danno collaterale” sarebbe la vita di tutta l’umanità.

Dobbiamo avere il coraggio di proclamare che tutte le armi nucleari e convenzionali, tutto ciò che viene utilizzato per fare la guerra, deve sparire!

 

Fidel Castro Ruz, 15 ottobre 2010

 

LINK: Conversations with Fidel Castro: Hiroshima and the Dangers of a Nuclear War

Traduzione a cura di: Coriintempesta
 
http://coriintempesta.altervista.org/blog/conversazioni-con-fidel-castro-hiroshima-e-i-pericoli-di-una-guerra-nucleare/

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