Ieri, 30 gennaio, il quotidiano “Il Giornale” della famiglia Berlusconi ha pubblicato un’intervista di Stefano Zurlo a Aldo Giannuli. Aldo Giannuli, che ha anche un proprio blog personale, è ricercatore di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano ed è stato consulente delle procure di Bari, Milano, Pavia, Brescia, Roma e Palermo, in particolare a proposito delle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia. Dal 1994 al 2001 ha collaborato con la Commissione parlamentare “Stragi”. Ha pubblicato numerosi libri sui servizi segreti “deviati” e la tesi delle “stragi di Stato”, tra cui i più recenti sono Come funzionano i servizi segreti (Ponte delle Grazie 2009), L’abuso pubblico della storia (Guanda 2009) e Bombe di carta (Rizzoli 2008).
Pur definendosi un “uomo di sinistra”, Giannuli mostra di credere alla tesi del complotto internazionale a danno del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo aver descritto le considerazioni che lo fanno propendere per tale ipotesi, ad esplicita domanda sui mandanti del complotto risponde:

«Non credo assolutamente ad una regia italiana. L’operazione è troppo raffinata, studiata nei dettagli, mirata».

E allora?
«Io andrei a cercare negli Usa o dalle parti di un certo Rupert Murdoch».

Negli Usa? E perché?
«Perché l’Eni, con la sponda del Cavaliere, sta attuando una politica energetica che gli americani vedono come il fumo negli occhi. L’Eni, che è un colosso mondiale, ha messo le mani sui più importante giacimento iracheno, poi c’è stata la mano tesa a Gheddafi e Chavez, soprattutto l’accordo fra Eni e Gazprom per la realizzazione del gasdotto South Stream che connetterà direttamente Russia ed Unione europea. Chiaro?».

Berlusconi si è messo contro gli Usa?
«C’è chi è finito nella polvere per molto, molto meno».



Dopo aver approfondito alcuni aspetti della figura di Patrizia D’Addario, l’intervista si conclude come segue:

Nella sua spy story c’è spazio anche per i servizi segreti?
«Può darsi che qualche 007 corrotto, o qualche talpa interna a Mediaset, abbia agevolato il complotto. Così come è evidente che qualcuno a sinistra ha cercato di speculare su questa storia, senza rendersi conto che una vicenda del genere non indebolisce solo il premier ma l’Italia intera. E lo dico da uomo di sinistra, preoccupato perché talvolta lo stesso Berlusconi sembra affrontare con troppa disinvoltura e senza la necessaria prudenza situazioni difficilissime e assai scivolose».

Siamo all’ultima puntata, o ci saranno altri colpi di scena?
«L’obiettivo resta quello di prima: indebolire il premier, destabilizzare l’Italia. Quindi attrezziamoci: il peggio non è passato».

L’intervista completa può essere letta cliccando qui.

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