Le Isole delle Antille usate per spiare: Chavez

DutchNews.nl – 2009/12/18

Il leader venezuelano Hugo Chavez ha accusato l’Olanda di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le isole delle Antille olandesi, al largo della costa caraibica del Venezuela, per preparare un possibile attacco militare contro il suo paese, secondo l’agenzia stampa AP. AP ha detto che Chavez sostiene che gli Stati Uniti hanno inviato agenti dei servizi segreti, navi da guerra e aerei spia presso le isole delle Antille di Aruba, Curacao e Bonaire. ‘Si tratta di tre isole in acque territoriali del Venezuela, ma sono ancora sotto un dominio imperialista: i Paesi Bassi’, avrebbe detto Chavez durante un discorso alla conferenza sui cambiamenti climatici in Danimarca. Ha invitato l’Unione europea a prendere una posizione. Chavez ha ripetutamente accusato gli Usa di aver cospirato con la Colombia per rovesciare il suo governo.

La Colombia costruisce una nuova base militare sulla frontiera venezuelana

Agence France-Presse – 2009/12/19

La Colombia ha annunciato che costruirà una nuova base militare vicino al confine con il Venezuela, con una mossa che probabilmente renderà ancora più tese le relazioni con il presidente venezuelano Hugo Chavez. Il ministro della Difesa, Gabriel Silva, ha detto che la base, che si trova sulla penisola di Guajira vicino alla città di Nazaret, avrà fino a 1.000 soldati. Due battaglioni aerei potrebbero essere attivata anche in altre zone di confine. “E’ un settore strategico dal punto di vista della difesa”, ha detto Silva.

L’impianto da 1,5 milioni di dollari, pagati con fondi fiscali colombiani, avrà anche una struttura di assistenza per gli indigeni Wayuu che vivono nella zona. Il comandante dell’esercito, generale Oscar Gonzalez, ha intanto annunciato che sei battaglioni aerei erano stati attivati, di cui due al confine con il Venezuela.

Le tensioni tra Venezuela e Colombia sono state inasprite dall’accordo degli Stati Uniti con Bogotà, con cui le forze Usa eseguiranno operazioni anti-droga dalle basi colombiane.

Il Venezuela ha sospeso le relazioni diplomatiche con la Colombia il 28 luglio, in risposta all’accordo USA-Colombia per la base militare. L’accordo, firmato il 30 ottobre, coinvolge sette basi colombiane e ha suscitato costernazione in tutta la regione, in particolare a Caracas.

Il Venezuela condivide una frontiera di 2.000 km con la Colombia e ha denunciato l’accordo, dicendo che rappresenta una minaccia militare per la sovranità dei paesi latino-americani. A novembre, Chavez ha invitato i suoi concittadini a “prepararsi alla guerra” e il ministro colombiano della difesa ha detto che “per la prima volta da decenni, il ministero della Difesa deve studiare il modo di prepararsi ad affrontare una minaccia straniera”.

Chavez mette in guardia contro una possibile aggressione colombiana alla frontiera

Xinhua News Agency 21 dicembre 2009

Il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha detto che il Venezuela è in allerta per una possibile azione militare colombiana alla frontiera.”Si stanno preparando per una aggressione … Se attaccano il Venezuela, che se ne pentiranno”, ha avvertito Chavez nel suo programma radio-televisivo settimanale. “Dobbiamo stare attenti”, ha detto, aggiungendo che il Venezuela è armato. Tuttavia, ha sottolineato che il Venezuela non vuole una guerra con la Colombia. Ha accusato il governo colombiano di fare dichiarazioni e minacce frequenti contro il suo paese, compresa l’istituzione di truppe militari alla frontiera ed eventuali tentativi di catturare guerriglieri in territorio venezuelano. Ha anche accusato gli Stati Uniti d’inviare aerei nelle Antille olandesi, a nord del Venezuela. Chavez ha congelato i rapporti con la Colombia nel mese di luglio, dopo che la Colombia è convenuta a una cooperazione militare che permette agli Stati Uniti di usare le sue basi militari. Il Venezuela, confinante con la Colombia, è l’avversario più deciso del piano, e come ha detto Chavez, le basi sono “una minaccia” al suo paese.

Crescente aggressione Militare degli USA contro il Venezuela

Eva Golinger Postcards from the Revolution – http://www.chavezcode.com/  20 dicembre 2009

Caracas, 20 dicembre – Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha rivelato oggi, nel suo programma televisivo di domenica, Aló Presidente, che i aerei senza equipaggio (UAV), noto anche come droni, sono entrati illegalmente nello spazio aereo del Venezuela nei giorni scorsi. “Pochi giorni fa, uno di questi aerei militari è penetrato in Venezuela, presso Fort Mara”, una base militare del Venezuela, nello Stato di Zulia, al confine con la Colombia. Il drone è stato visto da alcuni soldati venezuelani che hanno immediatamente segnalato la violazione aerea ai loro superiori. Il presidente Chávez ha dato l’ordine, oggi, di abbattere qualsiasi drone rilevato sul territorio venezuelano. Chavez ha anche direttamente accusato Washington per quest’ultima minaccia alla stabilità regionale, confermando che i droni erano statunitensi.

Giovedì, il presidente Chavez ha denunciato le minacce militari contro il Venezuela provenienti dalle isole olandesi di Aruba e Curazao, situate a meno di 50 miglia al largo dalla costa nord-occidentale del Venezuela. Entrambe le piccole isole ospitano basi aeree degli Stati Uniti, grazie a un contratto del 1999 tra Washington e l’Olanda, che istituisce le sedi operative avanzate (CC) degli USA nelle colonie dei Caraibi. Originariamente, il contratto stipulava la presenza militare statunitense ad Aruba e Curazao esclusivamente per missioni antidroga. Tuttavia, dal settembre 2001, Washington utilizza tutte le sue installazioni militari per combattere presunte minacce terroristiche in tutto il mondo. Le basi militari di Aruba e Curazao sono state utilizzati dall’intelligence, per missioni di sorveglianza e ricognizione contro il Venezuela, nel corso degli ultimi anni.

Nel 2006, Washington iniziò a condurre una serie di esercitazioni militari di alto livello, con Curazao come principale zona di operazioni. Centinaia tra portaerei, navi da guerra, aerei da combattimento, elicotteri Blackhawk, sottomarini nucleari degli Stati Uniti e migliaia di truppe militari statunitensi sono stati impegnati in diverse esercitazioni e missioni militari nella regione dei Carabi, per tre anni e mezzo, provocando notevole allarme e preoccupazione nelle nazioni della regione, in particolare in Venezuela, che è stato anche oggetto di azioni ostili e della diplomazia aggressiva di Washington.

Nel 2008, il Pentagono ha riattivato la IV Flotta della Marina, incaricata di difendere gli interessi statunitensi nella regione latino-americana. La Quarta Flotta è stata disattivata nel 1950, dopo aver adempiuto alla sua missione originaria difensiva durante la seconda guerra mondiale. La riattivazione della flotta, quasi 60 anni dopo, è stata percepita dalla maggioranza delle nazioni dell’America Latina come una diretta minaccia alla sovranità regionale e ha spinto i paesi del Sud America ad istituire un Consiglio di Difesa per far fronte alle minacce esterne. Il Pentagono ha risposto con orgoglio, ammettendo che la riattivazione della IV Flotta è una “dimostrazione di forza e del potere degli Stati Uniti nella regione”, e una dimostrazione che gli Stati Uniti “difenderanno i loro alleati regionali”. Ciò è stato percepito come un sostegno diretto alla Colombia, e un tentativo di intimidire il Venezuela.

Il 30 ottobre, la Colombia e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo di cooperazione militare che autorizza l’uso, da parte degli Stati Uniti, di sette basi militari in territorio colombiano e di tutti gli altri impianti, se richiesto. L’accordo è visto come la più grande espansione militare degli Stati Uniti nella storia dell’America Latina. Anche se i due governi hanno pubblicamente giustificato l’accordo come maggiore sforzo per combattere il traffico di droga e il terrorismo, i documenti ufficiali dell’US Air Force hanno rivelato che gli Stati Uniti avrebbero condotto dalle basi colombiane, “delle operazioni militari a spettro intero” in tutto il Sud America. I documenti dell’US Air Force giustificano anche la sproporzionata espansione militare, come necessaria per combattere “la minaccia costante … dei governi anti-Usa nella regione”. I documenti, inoltre, rivelano che la presenza degli Stati Uniti in Colombia aumenteranno il successo delle operazioni di “intelligence, sorveglianza e ricognizione”, e miglioreranno la capacità del Pentagono nel condurre una “spedizione di guerra” in America Latina.

Dal 2006, Washington ha classificato il Venezuela come paese “non pienamente collaborativo nella guerra contro il terrore”. Nel 2005, il Venezuela è stato etichettato, dal Dipartimento di Stato, come una nazione “non cooperante nelle operazioni anti-droga”. Nonostante nessuna prova concreta dimostri tali pericolose accuse, gli Stati Uniti hanno utilizzato queste classificazioni per giustificare un aumento dell’aggressività nei confronti del governo venezuelano. Nel 2008, l’amministrazione Bush ha tentato di inserire il Venezuela nella lista degli stati sponsor del terrorismo. L’iniziativa non ebbe successo, soprattutto perché il Venezuela è ancora un importante fornitore di petrolio degli Stati Uniti. Se Washington volesse prendere in considerazione il Venezuela come stato terrorista, tutte le relazioni sarebbero interrotte, compresa la fornitura di petrolio.

Tuttavia, Washington vede tuttora il Venezuela come una grave minaccia agli interessi degli Usa nella regione. Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati per l’avvio di relazioni commerciali delle nazioni latino-americane con paesi come Cina, Russia e Iran, percepite come una minaccia economica al controllo e al dominio degli Stati Uniti nella regione. La settimana scorsa, il segretario di Stato statunitense Hillary Clinton, ha lanciato un avvertimento ai paesi dell’America Latina che hanno recentemente avviato relazioni con l’Iran, come Bolivia, Brasile, Nicaragua e Venezuela. “… Io credo che se la gente vuole flirtare con l’Iran, dovrebbe dare un’occhiata a quali conseguenze potrebbero esserci per loro, e speriamo che ci penseranno due volte …”, ha dichiarato la Clinton, nelle osservazioni in merito alla politica latino-americana del Dipartimento di Stato.

Il governo colombiano ha annunciato ieri, che una nuova base militare sarà costruita proprio vicino al confine con il Venezuela, con finanziamenti e attrezzature provenienti dagli Stati Uniti. Il ministro della Difesa della Colombia, Gabriel Silva, ha anche annunciato l’attivazione di due battaglioni aerei in altre zone di confine, vicino Venezuela. La nuova base militare, situata nella penisola di Guajira, che confina con lo Stato venezuelano di Zulia, avrà fino a 1.000 militari e consentirò anche la presenza delle forze armate statunitensi e di appaltatori militari privati. Questo annuncio, chiaramente, aumenta le tensioni con il Venezuela.

Le dichiarazioni di oggi del Presidente Chávez, per quanto riguarda i droni militari statunitensi scoperti mentre violavano il territorio venezuelano, pochi giorni fa, hanno ulteriormente aumentare le crescenti tensioni tra Venezuela e Colombia. Il drone MQ-1 Predator, un tipo di drone da combattimento, è stato utilizzato lo scorso anno in Afghanistan e in Pakistan per assassinare dei sospetti terroristi. I droni sono equipaggiati con missili Hellfire e sono in grado di colpire bersagli a terra in zone sensibili.

Il Venezuela è in allerta di fronte a questa minaccia pericolosa. Chávez ha reso le dichiarazioni relative alla rilevazione dei droni, durante la presentazione della nuova Forza di Polizia Nazionale, una polizia comunale recentemente creata, e diretta alle operazioni preventive di sicurezza e ai servizi di base nelle comunità.

Traduzione di Alessandro Lattanzio


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