Si terranno domenica 17 gennaio le elezioni del prossimo presidente della Repubblica ucraìna. Il paese, di recente indipendenza (1991), ha avuto una storia piuttosto travagliata, soprattutto negli ultimi anni, dalla cosiddetta “rivoluzione arancione” del 2004 ad oggi. Dalla sua nascita si trova al centro di una contesa geopolitica tra la Russia e gli USA per attrarlo nella propria sfera d’influenza.

Il sito di “Eurasia” vuole offrire ai suoi lettori un quadro informativo di sintesi che speriamo sarà utile a seguire quest’importante evento.

[A cura di Andrea Bogi e Daniele Scalea]

LA PRESIDENZA

La posta in palio delle elezioni del 17 gennaio è la Presidenza della Repubblica Ucraìna. Di seguito riportiamo informazioni sui poteri del presidente, il sistema elettorale e le precedenti elezioni.

Poteri e prerogative del Presidente dell’Ucraìna

In Ucraìna il presidente è capo dello Stato, comandante in capo delle Forze Armate, presidente del Consiglio di difesa e sicurezza nazionale, garante dell’unità territoriale, della sovranità nazionale e del rispetto della Costituzione.

Il presidente incarica il primo ministro indicatogli dal Parlamento unicamerale (Verhovna Rada, “Consiglio Supremo”) e, in virtù delle sue prerogative di politica estera e difesa nazionale, nomina il ministro degli Affari esteri ed il ministro della Difesa, oltre a proporre al Parlamento le dichiarazioni di guerra e proclamare la legge marziale se l’indipendenza è in pericolo. Prima delle riforma del 2004, era il presidente a nominare il primo ministro, ed aveva facoltà di sciogliere il governo. Oggi il governo risponde invece al Parlamento.

Il presidente ha diritto di veto sulle leggi emanate dal Parlamento, purché non vi si sia raggiunta una maggioranza di 2/3 dei voti, e può sciogliere il Parlamento e chiamare elezioni anticipate. Può anche bloccare un decreto del Governo in quanto incostituzionale, ma spetta poi alla Corte Costituzionale valutare la fondatezza del suo giudizio.

Il presidente nomina sei dei diciotto giudici della Corte Costituzionale, sola autorità in grado di dichiarare “incostituzionale” una sua decisione. Nomina inoltre metà del Consiglio della Banca Nazionale, l’intero Consiglio d’amministrazione delle telecomunicazioni e, assieme al Parlamento, il procuratore della Repubblica e il capo dei Servizi di Sicurezza

Il presidente, mentre è in carica, gode dell’immunità. Una maggioranza parlamentare di 2/3 può avviare una procedura di destituzione in caso di alto tradimento o altri crimini federali. La procedura prevede l’istituzione di una commissione d’inchiesta. Una maggioranza parlamentare di ¾ può definitivamente deporre il presidente.

Sistema elettorale

Si possono candidare alla Presidenza tutti i cittadini ucraìni di almeno 35 anni, che abbiano avuto la residenza nel paese negli ultimi 10 anni e padroneggino la lingua ucraìna. Il presidente è eletto direttamente dal popolo; possono votare tutti i cittadini dai 18 anni in su. Il presidente resta in carica per 5 anni e non è possibile svolgere più di due mandati consecutivi.

Precedenti presidenti ed elezioni

L’Ucraìna ha finora avuto tre presidenti:

  • Leonid Kravčuk (5 dicembre 1991 – 19 luglio 1994): ex comunista, nel 1991 si è convertito al nazionalismo ucraìno. Ha supervisionato il processo di privatizzazione delle proprietà statali e riconversione dell’economia al mercato, subendo numerose critiche per il diffondersi di corruzione e povertà. Attualmente è deputato indipendente alla Rada e sostiene Julia Timošenko;
  • Leonid Kučma (19 luglio 1994 – 23 gennaio 2005): già primo ministro sotto Kravčuk, dopo averlo sconfitto alle elezioni è riuscito a stabilizzare l’economia, pur proseguendo con le riforme di mercato e garantendo forti tassi di crescita. Inoltre ha normalizzato i rapporti con la Russia e migliorato le condizioni della popolazione, ma è stato criticato per un eccessivo autoritarismo. È espatriato dopo la “rivoluzione arancione” per poi rientrare nel paese ma senza riprendere l’attività politica: ha annunciato che voterà per Janukovič;
  • Viktor Juščenko (23 gennaio 2005 – 23 gennaio 2010): già primo ministro sotto Kučma, è riuscito a succedergli alla presidenza grazie alle poco chiare elezioni del 2004, coincise con la “rivoluzione arancione”. La sua politica è stata fortemente filo-statunitense ed ha creato numerosi problemi con la Russia; nel 2006 una riforma costituzionale ha ridotto i poteri presidenziali, e la sua amministrazione è stata caratterizzata anche dai rapporti tesi coi suoi primi ministri.

Il secondo ed il terzo presidente avevano servito da primo ministro sotto il proprio predecessore: se, come sembra, quest’anno vincerà uno tra Janukovič e la Timošenko la regola sarà confermata, essendo stati entrambi primi ministri sotto Juščenko. Tutti i presidenti hanno concorso per un secondo mandato: solo Kučma l’ha finora vinto, mentre Juščenko sembra destinato ad essere sconfitto come Kravčuk.

Le elezioni presidenziali in Ucraìna finora sono state quattro:

  • 1991: PRIMO TURNO: L. Kravčuk (indipendente) 61,59%, V. Čornovil (Movimento del Popolo Ucraìno) 23,27%, L. Lukjanenko (Partito Repubblicano Ucraìno) 4,49%, altri 6,48%
  • 1994: PRIMO TURNO: L. Kravčuk (indipendente) 38,36%, L. Kučma (indipendente) 31,17%, O. Moroz (Partito Socialista di Ucraina) 13,33%, altri/contro tutti 20,25%; SECONDO TURNO: L. Kučma 52,15%, L. Kravčuk 45,06%
  • 1999: PRIMO TURNO: L. Kučma (indipendente) 36,49%, P. Simonenko (Partito Comunista di Ucraina) 22,24%, O. Moroz (Partito Socialista di Ucraina) 11,29%, altri/contro tutti 24,23%; SECONDO TURNO: L. Kučma 56,25%, P. Simonenko 37,80%
  • 2004: PRIMO TURNO: V. Juščenko (indipendente) 39,90%, V. Janukovič (Partito delle Regioni) 39,26%, O. Moroz (Partito Socialista di Ucraina) 5,82%, altri/contro tutti 15,02%; SECONDO TURNO (annullato): V. Janukovič 49,46%, V. Juščenko 46,61%; SECONDO TURNO (ripetizione): V. Juščenko 51,99%, V. Janukovič 44,20%

I CANDIDATI DI QUEST’ANNO

Saranno ben 18 i candidati alle imminenti elezioni presidenziali che si terranno in Ucraina il 17 gennaio prossimo. Di queste candidature, in realtà, solo 7 hanno un effettivo valore politico e un rilevante peso elettorale.

Visti da vicino i programmi dei principali candidati non rivelano sostanziali differenze, con un preponderante peso delle questioni economiche e sociali e toni altamente populisti, secondo alcuni, di antico sapore sovietico. Tutti hanno infatti promesso riforme fiscali con tagli delle tasse, innalzamento delle pensioni, investimenti, modernizzazione, senza però alcuna effettiva copertura finanziaria. Allo stesso modo quasi tutti, con la sola eccezione del comunista Symonenko, si sono dichiarati favorevoli ad un’intensificazione dei rapporti con l’UE in vista di un futuro ingresso nell’Unione.

Le uniche vere differenze, ma non troppo, riguardano invece l’adesione alla NATO, il rapporto con la Russia e la gestione della questione energetica.

Tra i vari candidati Timošenko e Janukovič sono senza dubbio i due favoriti alle elezioni presidenziali e i più probabili sfidanti all’eventuale ballottaggio in Febbraio. Entrambi hanno un gradimento che oscilla tra il 20-30%.

Viktor Janukovič (Enakieve, 9 Luglio 1950)

Leader del Partito delle Regioni è supportato anche dal Partito Ucraino della Gioventù (suo oppositore nel 2004) ed è il candidato favorito per la poltrona di presidente.

Sceso in politica nel 1996 è stato Primo Ministro dal 2002 al 2004 e nuovamente dal 2006 al 2007. Candidato presidente alle elezioni del 2004 è stato sconfitto da Viktor Juščenko dopo le proteste della “rivoluzione arancione”.

Dichiaratamente su posizioni filo-russe ha recentemente confermato il suo “no” alla NATO. Come quasi tutti i maggiori candidati si è invece dichiarato favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’UE, seppure con tempi più “rilassati”. Pur molto vicino alla Russia di Putin ha più volte affermato di voler fare dell’Ucraina uno Stato neutrale, sponsorizzando l’idea di un sistema di difesa collettivo europeo.

In politica interna ha promesso un incremento della spesa sociale e delle pensioni, accompagnato da una riforma fiscale e del sistema legale. Si è inoltre impegnato a modernizzare il settore energetico e ad aumentare la produzione domestica di gas naturale. Ha infine proposto il riconoscimento della lingua russa come seconda lingua ufficiale.

Julia Timošenko (Dnepropetrovsk, 27 Novembre 1960)

A capo del Blocco Julia Timošenko, viene considerata la principale avversaria di Viktor Janukovič alle elezioni presidenziali del 17 Gennaio.

Tra i protagonisti della “rivoluzione arancione” del 2004, è tra le donne (e uomini) più ricche del paese. Già Ministro dell’Energia dal 1991 al 2001 nel governo guidato da Viktor Juščenko, è stata Primo Ministro da Gennaio a Settembre 2005 e nuovamente dal 18 Dicembre 2008, carica che detiene tutt’ora, sempre con il supporto del partito Nostra Ucraina di Juščenko.

Si oppone alla privatizzazione del sistema nazionale di trasporto del gas, e ha basato la sua campagna presidenziale su di un ampio programma di riforme economiche, giudiziarie e politiche per rendere più stabile e governabile il paese, in particolare attraverso una modifica della costituzione in senso meno centralista.

È una convinta sostenitrice dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, mentre non ha preso posizione riguardo un’eventuale adesione alla NATO per non incrinare i rapporti con la Russia, con cui riconosce la necessità di dialogare, preferendo demandare la questione ad un referendum popolare.

Ha invece espresso parere contrario all’idea di introdurre il russo come seconda lingua ufficiale del paese.

Nazionalista pragmatica di orientamento filo-occidentale, è stata accusata dagli occidentalisti più radicali – tra i quali l’ex alleato Juščenko – di svendersi alla Russia, mentre i suoi avversari la accusano di essere un’arrivista.

Molto distaccati dai due favoriti si trovano 4-5 candidati con un sostegno che si aggira tra il 4 e l’8%, il cui orientamento potrebbe essere decisivo al secondo turno per determinare il vincitore.

Serhij Tihipko (Dragonesti, Moldova, 13 febbraio 1960)

Candidato come indipendente con il sostegno del Partito del Lavoro, è essenzialmente un tecnico dell’economia e della finanza.

Già governatore della Banca Centrale e Ministro dell’Economia nel ’97-’99, ha sostenuto Janukovič alle precedenti elezioni presidenziali del 2004.

Fortemente critico verso la politica eccessivamente filo-occidentale degli ultimi anni, ritiene che l’antagonismo con Mosca danneggi l’economia del paese. Si è espresso a favore della privatizzazione delle pipelines ucraine e di una loro gestione congiunta tra Russia ed Europa.

Sostiene la legalizzazione e regolamentazione della prostituzione in Ucraina.

Arsenij Jazenjuk (Černivci, 22 Maggio 1974)

Anche lui candidato indipendente, ha fondato un proprio partito, il Fronte per il Cambiamento, in vista della sua candidatura per la presidenza ucraina.

Ministro dell’Economia della Provincia autonoma di Crimea nel 2003 e governatore della Banca Centrale Ucraina nel 2005, è stato inoltre Ministro dell’Economia, Ministro degli Esteri e Presidente del Parlamento.

Considerato un liberale, si ritiene al di fuori dei tradizionali schieramenti politici. Il suo programma ricalca in gran parte quello di Juščenko e della Timošenko con l’aggiunta della proposta di una riforma elettorale per garantire una maggior trasparenza.

Viktor Juščenko (Choruživka, 23 Febbraio 1956)

Sostenuto dal partito Nostra Ucraina, è candidato per un secondo mandato come presidente dell’Ucraina dopo aver vinto le contestate elezioni del 2004.

Governatore della Banca Centrale ucraina dal 1993 al 1999, è diventato successivamente Primo Ministro dal 1999 al 2001.

Dopo essere stato eletto presidente ha dovuto fronteggiare una continua serie di crisi politiche (4 governi in 5 anni) che assieme alla crisi economica ne hanno minato la credibilità. Con una popolarità scesa intorno al 4% è molto improbabile che venga riconfermato.

Nazionalista filo-occidentale, nonostante si sia sempre dichiarato grande sostenitore dell’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica durante la campagna elettorale non ha mai preso impegni in tal senso, evitando persino di accennare all’argomento. Ha bensì proposto la creazione di un’area di libero scambio con l’UE e di facilitazioni per i visti. D’altra parte la sua palese ostilità verso la Russia è stato ed è uno dei fattori che contribuisce a mantenere alta la tensione tra i due paesi sulla questione del gas.

Sul fronte interno, come quasi tutti i suoi avversari, ha invece annunciato delle generiche e non meglio precisate riforme economiche.

Volodimir Litvin (Sloboda-Romanivska, 9 Aprile 1956)

Leader del Partito del Popolo del Blocco Lytvyn è l’attuale presidente della Verchovna Rada, il parlamento ucraino, carica che ha già ricoperto più volte.

È stato a lungo assistente dell’ex presidente Leonid Kučma e suo consigliere personale.

Petro Simonenko (Donezk, 1 agosto 1952)

Segretario del Partito Comunista Ucraino dal 1993, è già stato candidato alle presidenziali del ’99, dove perse al ballottaggio contro Kučma, e del ’04, dove riuscì ad ottenere solo un 5% al primo turno.

È l’unico candidato ad opporsi ad un ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

In aggiunta a questi nomi si sono presentati per le elezioni presidenziali altri 11 candidati che si attestano ognuno intorno all’1% e che si limiteranno a fare presenza.

Inna Bohoslovska (Char’kov, 5 Agosto 1960)

Indipendente (ex Partito delle Regioni).

Molto critica verso Julia Timošenko, propone riforme fiscali e amministrative.

Liudmyla Suprun (Zaporizzjia, 7 Gennaio 1965)

Imprenditrice, è sostenuta dal Partito Popolare Democratico.

Mychajlo Brodskyj (Kiev, 1959)

Sostenuto dal Partito dei Liberi Democratici, si è proposto come campione per la lotta contro gli “oligarchi”.

Jurij Kostenko (Nova Obodivka, 6 Dicembre 1951)

Ex Ministro della Tutela Ambientale con Juščenko, è sostenuto dal Partito del Popolo Ucraino.

Anatolij Hrycenko (Cerkasy, 25 Ottobre 1957)

Ex Ministro della Difesa con Juščenko è capo dell’Organizzazione Pubblica Pan-Ucraina.

Oleksandr Pobat (Poltava, 22 Marzo 1974)

Membro dell’Esercito per la Salvezza del Popolo è un attivista per i diritti civili.

Vasily “Protyvsih” Humenjuk (Ivano-Frankivsk, 16 Ottobre 1946)

Indipendente. È un oppositore di Julia Timošenko.

Oleh Riabokon (Vinnycja, 17 Dicembre 1973)

Indipendente. Candidato della società civile contro la corruzione.

Oleksandr Moroz (Buda, 29 Febbraio 1944)

Ex presidente del parlamento, storico oppositore di Kučma, fu tra i fondatori del Partito Socialista d’Ucraina di ispirazione socialdemocratica. È tra i promotori della Costituzione del 2006.

Serhij Ratušniak (Užorod, 17 Febbraio 1961)

Ha militato in varie formazioni politiche. Si presenta come indipendente.

Oleh Tyahnybok (Leopoli, 7 Novembre 1968)

Nazionalista di estrema destra antiebraico, antirusso, antitedesco.

I SONDAGGI

Le indagini demoscopiche pre-elettorali indicano come primo favorito Viktor Janukovič ed unica potenziale rivale Julia Timošenko. Scarse le intenzioni di voto per il presidente uscente, Viktor Juščenko, ed i candidati minori. Riportiamo di seguito i dati d’alcuni dei sondaggi più recenti.

Research & Branding Group (5-13 dicembre 2009, errore stimato +/-1,8%): V. Janukovič 33,3%, J. Timošenko 16,6%, S. Tihipko 7,4%, A. Jazenjuk 6,7%, V. Litvin 4,1%, V. Juščenko 3,8%, P. Simonenko 3,4%; al ballottaggio: V. Janukovič 46,7%, J. Timošenko 30,0%

FOM – Ukraina (22-30 novembre 2009, errore stimato +/-3,2%): V. Janukovič 29,8%, J. Timošenko 14,8%, S. Tihipko 5,7%, A. Jazenjuk 4,8%, V. Juščenko 4,3%, P. Simonenko 2,9%, V. Litvin 2,5%; al ballottaggio: V. Janukovič 41,0%, J. Timošenko 25,2%

USAID (21-29 novembre 2009, errore stimato +/-2,5%): V. Janukovič 31,2%, J. Timošenko 19,1%, S. Tihipko 4,8%, A. Jazenjuk 4,7%, P. Simonenko 3,8% V. Juščenko 3,5%, V. Litvin 2,8%; al ballottaggio: V. Janukovič 42,0%, J. Timošenko 28,0%

SOCIS (20 settembre – 1 ottobre 2009, errore stimato +/-1,5%): V. Janukovič 28,7%, J. Timošenko 19,0%, A. Jazenjuk 8,2%, P. Simonenko 3,6%, V. Litvin 2,8%, V. Juščenko 2,8%, S. Tihipko 2,6%; al ballottaggio: V. Janukovič 40,3%, J. Timošenko 32,6%

IL PAESE

Superficie: 603.550 km2 (oltre il doppio dell’Italia)

Terra arabile: 53,8% (Italia: 26,41%)

Risorse acquifere rinnovabili: 139,5 km3 (Italia: 175 km3)

Popolazione: 45.700.000 (Italia: 58.125.000)

Età media: 39,5 anni (Italia: 43,3 anni)

Crescita demografica: -0,632% (Italia: -0,047%)

Tasso di natalità: 9,6 ogni mille abitanti (Italia: 8,18 ogni mille abitanti)

Urbanizzazione: 68% (Italia: 68%)

Aspettativa di vita alla nascita: 68,25 anni (Italia: 80,2 anni)

Gruppi etnici: 77,8% ucraini, 17,3% russi, 4,9% altri (bielorussi, moldavi, tatari, bulgari, ungheresi, rumeni, polacchi, ebrei et alia)

Lingua madre: 67% ucraino (ufficiale), 24% russo, 9% altre (rumeno, polacco, ungherese)

Religioni e Chiese: 83,7% cristiani ortodossi (50,4% Patriarcato di Kiev; 26,1% Patriarcato di Mosca; 7,2% Chiesa Autocefala), 10,2% cristiani cattolici (8% greci, 2,2% romani), 2,2% cristiani riformati, 0,6% giudei, 3,2% altre

Alfabetizzazione: 99,4% (Italia: 98,4%)

Spese per l’educazione: 6,3% del PIL (Italia: 4,5% del PIL)

Prodotto interno lordo (in $): 179,6 miliardi (Italia: 2.314 miliardi)

Prodotto interno lordo a parità di potere d’acquisto (in $): 338,6 miliardi (Italia: 1.827 miliardi)

Tasso di crescita del PIL (2008): 2,1% (Italia: -1%)

Composizione del PIL per settori: 58,9% servizi, 31,7% industria, 9,3% agricoltura

Tasso di disoccupazione: 3% (Italia: 6,8%)

Popolazione sotto la soglia di povertà: 37,7%

Entrate statali (in $): 56,55 miliardi (Italia: 1.068 miliardi)

Debito pubblico: 10,3% del PIL (Italia: 105,8% del PIL)

Tasso d’inflazione: 25,2% (Italia: 3,4%)

Tasso di crescita della produzione industriale (2008): -5% (Italia: -2,8%)

Differenza elettricità prodotta/consumata in un anno: 32,1 miliardi kWh (Italia: -25,3 miliardi kWh)

Differenza petrolio prodotto/consumato in un giorno: -251.700 barili (Italia: -1.477.000 barili)

Differenza gas prodotto/consumato in un anno: -64 miliardi di mc (Italia: -75,5 miliardi di mc)

Riserve provate di petrolio: 395 milioni di barili (Italia: 406,5 milioni di barili)

Riserve provate di gas: 1.104 miliardi di mc (Italia: 94,15 miliardi di mc)

Bilancia dei pagamenti (in $): -12,76 miliardi (Italia: -78,03 miliardi)

Principali mercati di esportazione: 23,5% Russia, 6,9% Turchia, 4,4% Italia

Principali mercati d’importazione: 22,7% Russia, 8,4% Germania, 6,6% Turkmenistan

Riserve di oro e valuta estera (in $): 31,54 miliardi (Italia: 105,3 miliardi)

Debito estero (in $): 101,7 miliardi (Italia: 2.328 miliardi)

Aeroporti: 425 (Italia: 132)

Ferrovie: 21.655 km (Italia: 19.729 km)

Strade: 169.422 km (Italia: 487.700 km)

Marina mercantile: 189 vascelli (Italia: 609 vascelli)

Spese militari: 1,4% del PIL (Italia: 1,8% del PIL)



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