di Nikolaj S. Trubeckoj *

 

Uno dei concetti più importanti della teoria eurasiatista, senza dubbio il più importante, è quello della persona. È su questo concetto che si basano la filosofia, l’istoriosofia, la sociologia e la teoria politica eurasiatiste. Infatti l’eurasiatismo approfondisce ed allarga notevolmente il concetto di persona, poiché dà ad esso non solo una portata individuale, ma anche collettiva: la persona “sinfonica”. Dal punto di vista eurasiatista, non solo gl’individui, ma anche i popoli sono persone. Anzi, è considerato persona anche un insieme di popoli che abbia creato, crei o possa creare una cultura specifica. Una cultura, in quanto insieme sistematico di beni culturali, presuppone un orientamento verso un fine, che a sua volta presuppone la persona; essa è perciò impensabile senza la nozione di persona. Esistono così, accanto alle persone individuali, delle persone collettive, costituite di un solo popolo o da più popoli. Ogni persona si manifesta concretamente in uno stato definito, o individuazione. Vista dall’esterno, la vita d’una persona individuale appare come una successione continua di individuazioni, ciascuna delle quali (per esempio l’individuazione d’un essere umano nella sua infanzia, giovinezza, età matura e vecchiaia) può essere molto diversa dalle altre. Se però si guarda più da vicino, si nota che nella vita di ogni persona individuale vi sono più “serie di individuazioni”, poiché ciascuna persona possiede più facce, che in ogni momento coesistono, ma si manifestano concretamente in questa o quella tra le individuazioni che si susseguono nel tempo. C’è così “l’io nella cerchia familiare” e “l’io al lavoro”, che sono due facce diverse della medesima persona individuale. Ma ciascuna di queste facce si modifica col tempo; vale a dire, per esempio, che non ha esattamente le stesse individuazioni che aveva dieci anni prima ecc. Ma la persona non coincide con nessuna di queste facce e con nessuna di queste individuazioni: la persona ne costituisce l’insieme. Ciò è vero sia la persona individuale sia per la persona collettiva. Ma, mentre la persona individuale non può avere individuazioni che si susseguono nel tempo, la persona collettiva può avere anche individuazioni coesistenti. Le individuazioni sincroniche d’una persona costituita di più popoli sono i diversi popoli che ne fanno parte ecc. Così, ogni persona individuale può essere l’individuazione (sincronica) d’una persona collettiva, ogni persona collettiva fatta d’un solo popolo può essere l’individuazione d’una persona fatta di più popoli ecc. Un popolo, in quanto persona, può avere più individuazioni sincroniche di carattere locale (dialettico), ciascuna delle quali, considerata come persona, può avere a sua volta diverse individuazioni più particolari ecc. Così, tra il popolo da una parte e la persona individuale dall’altra si trovano più cerchi concentrici di individuazioni successive (1). Otteniamo un quadro analogo se consideriamo un popolo come l’individuazione di una persona fatta di più popoli: un popolo può non essere semplicemente l’individuazione di questa persona fatta di più popoli, ma l’individuazione di una delle sue individuazioni “dialettiche” ecc. In linea di principio, ogni persona è (realmente o potenzialmente) l’individuazione di un’altra più ampia persona che la ingloba. Esiste una gerarchia di persone per inclusioni successive. Ogni persona esiste concretamente solo in questa gerarchia di persone, ossia esiste empiricamente solo nella misura in cui essa possiede individuazioni particolari, pur essendo l’individuazione sincronica d’un’altra persona. Accanto a questo sistema statico di gerarchia delle persone, esiste per ciascuna persona, come abbiamo detto poc’anzi un “sistema dinamico” d’individuazioni diacroniche successive. Ad ogni momento, ciascun individuo è membro dell’uno e dell’altro sistema.

La persona è indivisibile ed unica, sicché non può essere compresa totalmente dalla ragione umana. Tuttavia essa può e deve costituire l’oggetto d’uno studio scientifico e filosofico. Si possono studiare sia le leggi generali che governano l’esistenza della persona e le sue relazioni col mondo e con le altre persone, sia le forme empiriche di manifestazione della persona in generale o d’una persona in particolare. Questo studio si ripartisce tra più scienze, che devono essere coordinate da una scienza della persona, o personologia. Questa scienza non esiste ancora concretamente. La sua assenza è una lacuna importante del pensiero scientifico europeo, il quale, proprio a causa di questa lacuna, non è in grado di concepire un tale sistema scientifico. Ma questa lacuna è significativa e rivelatrice del difetto maggiore della cultura e della civiltà europea, che è l’oblio e il pervertimento della natura della persona. Spetta alla cultura futura di creare le condizioni che consentano alla persona (individuale o collettiva) di realizzare pienamente la sua vera natura. È in funzionedi questo compito che occorre trasformare tutti gli aspetti della cultura, ivi compresa la scienza. In questa prospettiva, la creazione d’una personologia scientifica è un compito urgente. Come abbiamo detto, questa scienza deve coordinare diverse altre scienze, che fino ad oggi si sono evolute in mododel tutto indipendente l’una dalle altre. È per questo che, per creare una personologia scientifica, è necessario che le scienze che in seguito devono essere coordinate dalla personologia cerchino fin d’ora di accordarsi tra loro, di allinearsi le une con le altre e prendano come base il concetto di persona (individuale e collettiva) nelle loro costruzioni teoriche.

Concretamente, la persona (individuale e collettiva) non è una realtà esclusivamente psichica. Essa è fatta di spirito e di carne e si manifesta tanto nella sfera spirituale quanto in quella corporea. Tra lo spirito e la carne di ciascuna persona c’è un vincolo funzionale così stretto, che lo studio separato di uno solo di questi aspetti non produce che un’astrazione. In compenso, è possibile studiare sinteticamente due aspetti della persona, considerata come totalità psicofisica. Ma c’è di più. La persona esiste concretamente in un ambiente fisico determinato, e tra lei e questo ambiente si stabiliscono dei legami molto stretti. Per le persone collettive (siano costituite di uno o di più popoli) questo legame con l’ambiente fisico (la natura del territorio) è così forte, che si può affermare che questa persona collettiva è inseparabile dal suo ambiente fisico, considerando quest’ultimo come il prolungamento della persona collettiva, in ogni caso come una sorta di realtà correlata. Questo legame deve essere considerato come funzionale, senza che ci si debba chiedere se sia stata la persona a scegliere l’ambiente fisico che le si addiceva o se invece sia stato l’ambiente ad esercitare la propria influenza sulla persona adattandola a sé. Così l’oggetto di studio può essere la persona associata al suo ambiente fisico; lo studio descrittivo di una persona collettiva concreta deve, in fin dei conti, riguardare questo oggetto più ampio che è la persona in quanto totalità psicofisica, unita al suo ambiente fisico.

Naturalmente, la divisione del lavoro fa sì che questo studio dovrà essere ripartito tra diverse discipline scientifiche: una studierà l’ambiente fisico, l’altra l’aspetto corporeo d’una persona collettiva, le sue caratteristiche antropologiche ecc. Si può aver bisogno di suddivisioni più sottili: per esempio, tra le scienze che studiano l’ambiente fisico, una può concentrare la propria attenzione sul suolo, l’altra sulla vegetazione ecc. Lo studio descrittivo d’una persona avviene, certamente, a partire dalle sue manifestazioni esteriori: le sue individuazioni e le sue facce; e qui ha ancora luogo una divisione del lavoro tra diverse discipline. Alcune si occupano solo del sistema dinamico e studiano il modo in cui si susseguono nel tempo le individuazioni d’una persona, la sua biografia (o la sua storia, se si tratta di una persona collettiva); altre studiano le differenti forme di manifestazione di questa persona in maniera statica, in un momento determinato. Infine, quando l’oggetto di studio è una persona collettiva, conviene studiare separatamente ciascuna delle individuazioni sincroniche di questa persona, vale a dire ciascuno dei popoli che formano il gruppo etnico in questione. Lo studio viene allora condotto simultaneamente da più scienze: geografia, antropologia, archeologia, etnografia, statistica, storia, storia dell’arte ecc. È però importante che i ricercatori che effettuano questo lavoro siano consapevoli del fatto che la loro ricerca è solo una parte dello studio generale e che l’oggetto comune di questo studio è la persona collettiva nel suo ambiente fisico. In questa prospettiva, sarà necessario accordare i risultati ottenuti nelle diverse discipline e penetrarne il significato. Accanto a studi puramente descrittivi appariranno studi interpretativi del materiale fattuale: accanto alla storia una istoriosofia, accanto all’etnografia una etnosofia, accanto alla geografia una geosofia ecc. Sulla base di questi lavori interpretativi si deve formare una “teoria della persona concreta”, che stabilisca il legame interno fra le differenti caratteristiche della persona e ne definisca i tratti specifici. Questa teoria d’una persona concreta procede organicamente dagli studi descrittivi realizzati nei differenti domini, determinandone l’orientamento.

Per gli scienziati che aderiscono al movimento eurasiatista, l’oggetto principale dello studio descrittivo è la persona collettiva che gli eurasiatisti chiamano Eurasia, considerata come formante un tutto col suo ambiente fisico, il suo territorio. Lo studio scientifico di questa persona deve essere condotto nel modo indicato più sopra: questa persona deve trovarsi al centro delle preoccupazioni di ogni ricercatore che ne studia una parte o un aspetto, mentre i lavori di tutti gli specialisti devono essere coordinati fra loro. Bisogna dunque che sia organizzato in maniera strutturata il lavoro comune degli specialisti dei diversi ambiti. L’obiettivo di questo lavoro è di giungere ad una sintesi filosofica e scientifica, la quale prenderà forma secondo l’avanzamento di questo lavoro e grazie ad esso. Questa sintesi determinerà non soltanto il senso, ma anche tutto l’orientamento del lavoro collettivo così come di ogni studio particolare.

Tuttavia il compito scientifico dell’eurasiatismo non si limita a questo studio descrittivo dell’Eurasia. Occorre studiare non solo le proprietà e le particolarità di una data persona, ma anche le leggi generali della vita di ogni persona; ciò richiede anche che venga organizzato il lavoro comune degli specialisti di tutto un insieme di discipline. Di conseguenza, accanto a queste investigazioni teoriche saranno necessari degli studi applicati, tali da stabilire quali condizioni politiche, economiche ecc. siano le più propizie alla vita e all’evoluzione della persona in generale e di una persona concreta in particolare. Siccome il concetto di persona si trova al centro di tutti i lavori teorici ed applicati, questi lavori devono accordarsi tra loro e costituire un sistema unico di scienze subordinate alla personologia. Ma il compito dell’eurasiatismo come sistema di visione del mondo non si riduce a ciò. L’idea di persona, che domina nel sistema delle scienze, non viene esaurita dalle scienze; al di là della scienza, essa costituisce il punto di partenza d’un sistema filosofico. Questa idea di persona è chiamata a svolgere un ruolo altrettanto determinante nel sistema teologico, dove la sua natura si rivelerà in maniera totale e definitiva. Così, al posto di un’enciclopedia, ossia di un conglomerato anarchico di idee scientifiche, filosofiche, politiche, estetiche non coordinate tra loro, bisogna creare un sistema d’idee armonioso e coerente. A questo sistema deve corrispondere un sistema di azioni pratiche.

 

* Trad. it. di K probleme russkogo samopoznanija. Sbornik statej, Evrazijskoe knigoizdatel’stvo, Paris 1927. Una biografia di Nikolaj S. Trubeckoj si trova in “Eurasia”, 1/2004, pp. 25-27. Due scritti dello stesso Autore sono già apparsi su “Eurasia”: Il nazionalismo paneurasiatico (1/2004) e Il problema ucraino (1/2007).

 

1. Per quanto concerne le classi, gli strati sociali ecc., non è sempre possibile considerarli come individuazioni di persone fatte d’un solo popolo. Nella maggioranza dei casi, i gruppi sociali all’interno di uno stesso popolo corrispondono non a individuazioni, ma a facce (nel senso che è stato indicato). (N.d.A.)

 

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