Fonte:  Fondsk – Strategic Culture Foundation

http://es.fondsk.ru/article.php?id=2693

Nel 2010 l’America latina si avvia a commemorare nel subcontinente il bicentenario della separazione dal regno spagnolo, dopo quella separazione sarebbero sorti gli incontri falliti e le balcanizzazioni fagocitate dall’impero rimpiazzante; quello britannico, che avrebbe conservato i nuovi paesi di lingua spagnola in un rapporto di dipendenza, fino al momento in cui un nuovo potere prese il suo posto, inserendo il continente nell’area d’influenza della superpotenza sorta dalla II Guerra Mondiale, gli USA, la quale si sarebbe dotata di un potere politico militare nuovo, accompagnato da un insieme di sistemi di organizzazioni che avrebbero dettato le politiche economiche della regione. Per raggiungere questo scopo, gli USA stabilirono organizzazioni che gli avrebbero facilitato la sua presenza indiscussa nella regione. L’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Trattato di Assistenza Reciproca (TIAR), Banca Interamericana per lo Sviluppo (BID), Scuola delle Americhe – organismo per standardizzare le forze armate latinoamericane. Spalleggiando nei nostri paesi la presenza di ditte multinazionali di origine nordamericana. E per questa ragione s’impose il dollaro come moneta di scambio.

Eppure, l’America latina ha sempre cercato di liberarsi dalla tutela degli USA stabilendo, agli inizi del secolo XX, l’originale patto ABC (Argentina, Brasile e Cile) che rappresentasse questi paesi davanti alle potenze europee e nordamericane.

Questo patto è stato rifondato da tre governanti latinoamericani che nella decade degli anni cinquanta si sono confrontati con il problema dell’esaurimento del modello agro esportatore e la necessità di conformare un mercato allargato che consentisse loro di “completare” i propri apparati produttivi, in forma associata. Presi dalle proprie necessità interne e inseriti in uno scenario di post guerra avverso, dovuto alla depressione del prezzo delle materie prime, i leader nazionalisti popolari, Perón, Vargas e Ibáñez, ricrearono l’ABC.

Il nuovo ABC sarebbe rimasto alieno al “panamericanismo” e, per questa ragione, fu eliminato, poiché non includeva agli Stati Uniti come socio strategico dell’accordo.

All’inizio della decade degli anni novanta (1991), si decise di consolidare un nuovo spazio economico nel cono sud mediante il “Trattato di Asunción”. Con questo trattato si gettarono le basi del MERCOSUR (Argentna, Brasile, Paraguay e Uruguay), vale la pena far notare che detto processo integrazionista si sviluppa nel bel mezzo della nuova globalizzazione imposta dalla “Triade” (USA, UE e Giappone) dopo l’implosione dell’Unione Sovietica che avrebbe segnato i paesi latinoamericani in un prima e in un dopo quest’avvenimento, sarebbero stati questi gli anni persi, perché i paesi della nostra regione sono stati profondamene colpiti in un significativo processo di arretramento che ha coinvolto tutti i settori: economico, sociale, culturale, industriale e tecnologico e che, in definitiva, avrebbe fatto collassare molti regimi politici “democratici” che stimolarono queste politiche.

Il MERCOSUR consentì di sviluppare uno schema di mercato allargato e protetto per salvare le economie locali, il nucleo forte del suddetto mercato comune è rappresentato dall’Argentina e dal Brasile (i due paesi più grandi e di maggiore peso economico del continente), compiendo il ruolo che svolse la Francia e la Germania nel mercato comune europeo.

Dal 1998 fino ad ora, i flussi commerciali intra Mercosur sono cresciuti di un 60%, mentre che i flussi extra blocco si sono triplicati. La domanda dei nostri prodotti da parte dell’asse asiatico si è incrementata significativamente. Nel 1998, l’Asia partecipava con un 23% nelle importazioni del blocco del Cono Sud. Nel 2008, questa partecipazione si era incrementata di un 38%. Quello che si evidenzia è un cambio dei soci commerciali. Tant’è vero che Cina ha rimpiazzato agli Stati Uniti come principale socio commerciale del Brasile.

Il Mercosur ha anche eliminato la grave minaccia che incombeva sulla sua sopravvivenza nello stabilire una nuova soglia di potere con la strutturazione di uno spazio continentale industriale nell’America del Sud, quando nel 2005 rifiutò “l’Area di Libero Commercio delle Americhe” (ALCA) proposta dagli Stati Uniti.

In questi ultimi anni il Mercosur si è visto irrobustire con l’incorporazione di nuovi soci, recentemente il Senato del Brasile ha approvato l’incorporazione, come socio a tutti gli effetti, della Repubblica del Venezuela, essendo stati associati: Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Perú. Come possiamo osservare non partecipano come soci le enclave coloniali europee dell’America del Sud.

E in un quadro di maggiore resistenza nei confronti della globalizzazione che ci è stata imposta dalla suddetta triade, si stabiliscono nuovi meccanismi per liberarci dal “dollaro centrismo”, prendendo come base l’iniziativa dell’Argentina e del Brasile di volere ridurre il peso del dollaro come moneta di riferimento nelle loro transazioni, sostituendolo con valute locali, promuovendo nel 2008 il “Sistema di Pagamento in Monete Locali (SML). Si prevede che verso la fine del 2010 si moltiplichino per 10 le attuali transazioni intra mercato e bisogna rendere evidente che lo SML si è usato nell’80% dei casi nel 2009 da parte delle piccole e medie imprese del Mercosur. Attualmente, nel sistema s’inserirà l’Uruguay e il piano conta con il beneplacito di Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela.

Nel nuovo scenario geopolitico ed economico che prospetta il continente sudamericano di fronte al mondo policentrista in formazione, la Banca del Sud rappresenta una pedina chiave per i sudamericani che vogliono disporre delle proprie risorse finanziarie, le quali oggigiorno, nella loro stragrande maggioranza, sono depositate nelle banche americane ed europee  (stiamo parlando di più di 164.000 milioni di dollari). In un primo momento, si disporrà di 7000 milioni di dollari di capitale con i quali la banca inizierà le operazioni e tra i suoi obiettivi potrà: emettere buoni per il finanziamento delle attività creditizie, oltre a finanziare gli enti pubblici, imprese miste, imprese private, cooperative, imprese associate e comunitarie, sempre e quando attuino progetti nel campo dell’energia, della salute e della sicurezza alimentare.

L’Alternativa Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA: Bolivia, Venezuela, Cuba, Nicaragua, e Repubblica Dominicana. L’Honduras, dopo il colpo di stato, non forma più parte del blocco; l’Ecuador partecipa, ma formalmente non forma parte dello stesso), sta orchestrando misure per staccarsi dalla dipendenza del dollaro come moneta di scambio internazionale e, per raggiungere quest’obiettivo, ha convenuto che per quest’anno le operazioni tra i soci si eseguano con “il SUCRE”: Sistema Unificato di Compensazione Regionale dei Pagamenti, come nuova moneta dell’ALBA. E, per questa ragione, il SUCRE dell’ALBA e lo SML del Mercosur, sono realtà incontrastabili che indicano che il dollaro non sarà più l’unica moneta di scambio com’è stato imposto dalla fine della II Guerra Mondiale fino ad ora.

Come possiamo osservare, questi tratti di nuova soglia di potere del continente sudamericano che cerca di eliminare l’egemonia esercitata dalla triade nella nostra regione e che, indiscutibilmente, capeggia il Brasile (potenza emergente, integrante del BRIC), si sta anche consolidando nei nuovi organismi politico-economici: l’UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane), il Consiglio Sudamericano della Difesa o la stessa Banca del Sud, ci stanno indicando i nuovi tempi che corrono. Gli USA non accetteranno questa insubordinazione e cercherà di riprendersi il controllo, per questa ragione ha riattivato la IV Flotta, ha insediato nuove basi militari in Colombia e cerca di “militarizzare qualsiasi conflitto politico” (usando argomenti funzionali ai propri interessi e che hanno a che fare con la lotta contro il narcoterrorismo).

Allo stesso tempo, nel 2010 l’America latina ha una nuova alternativa per consolidare la sua nuova soglia di potere e d’integrazione, ponendosi come un nuovo “spazio economico industriale continentale auto concentrato” di fronte al mondo policentrico che si sta conformando.

Trad. di V. Paglione

L’autore

Carlos A. Pereyra Mele è uno dei più importanti geopolitici argentini della nuova generazione. Membro del Centro de Estudios Estratégicos Suramericanos ha recentemente partecipato alla realizzazione del “Diccionario latinoamericano de seguridad y geopolítica“. I suoi lavori sono pubblicati regolarmente in Eurasia. Rivista di Studi Geopolitici, tra i suoi contributi: Difesa nazionale e integrazione regionale (nr. 3/2007, pp. 101-106), La guerra infinita in America (nr. 4/2008, pp. 125-129).

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