Tra il 21 e il 23 dello scorso marzo si è consumato un atto che ha rafforzato in maniera decisiva le relazioni bilaterali tra Russia e Guatemala: la prima visita ufficiale di un capo di stato del piccolo paese centroamericano a Mosca. Durante la tre giorni, il presidente guatemalteco Álvaro Colom è stato ricevuto dal presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev al Cremlino ed ha inoltre compiuto una visita a San Pietroburgo dove ha tenuto un incontro con la governatrice della città baltica, Valentina Matvienko. Colom ha concluso il suo giro di incontri ad alto livello, facendo visita al capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Cirillo I (Kirill in russo).

Guatemala e Russia sono due paesi geograficamente distanti e geopoliticamente distinti, ma possono essere considerati culturalmente più vicini di quanto in realtà possa apparire; come ha più volte rimarcato il presidente guatemalteco nelle interviste rilasciate al margine degli incontri ufficiali a cui ha partecipato in Russia (1). Indubbiamente, il primo vertice bilaterale russo-guatemalteco ha una considerevole valenza simbolica perché pone fine ad una forzosa separazione che durava da più di sessant’anni, dipesa dall’infuriare della guerra fredda. Infatti, se durante il decennio compreso fra il 1945 e il 1954 le relazioni diplomatiche fra l’ex URSS e il Guatemala si erano andate intensificando considerevolmente, soprattutto per impulso dei presidenti progressisti guatemaltechi Arévalo e Arbenz; nel corso della seconda metà del ventesimo secolo si assistette, invece, alla rottura dei ponti che i due paesi avevano gettato precedentemente, a causa dell’intervento statunitense in Centroamerica. Più di mezzo secolo dopo, il governo russo e quello guatemalteco hanno deciso di riallacciare le relazioni diplomatiche interrotte da una cesura ideologica e che negli ultimi decenni erano sopravissute solo a livello formale. Bisogna, comunque, considerare la visita di Colom del marzo 2010 solo come il coronamento di una serie di sforzi congiunti orientati alla normalizzazione definitiva dei rapporti bilaterali.

Le tappe che hanno segnato il riavvicinamento fra Russia e Guatemala ebbero il loro prologo nel corso della 119ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale, tenutasi a Città del Guatemala il 4 luglio del 2007. I membri del comitato elessero la città che avrebbe ospitato i XXII Giochi Olimpici Invernali nel 2014 e la scelta ricadde sulla candidatura russa della città di Soči. In quella occasione l’allora presidente della Federazione russa Vladimir Putin si recò in Guatemala per perorare la candidatura di Soči ed ebbe incontri informali con rappresentanti governativi del piccolo stato centroamericano, fra i quali lo stesso presidente guatemalteco dell’epoca, Óscar Berger Perdomo. La visita di Putin e la calorosa accoglienza riservata alla delegazione russa rappresentarono un apprezzabile passo in avanti verso il ripristino di relazioni bilaterali stabili ed ebbero un’elevata valenza politica (2).Tanto che quello stesso anno fu inaugurata in Guatemala la prima ambasciata russa.

All’apertura di una sede diplomatica ha poi fatto seguito, il 15 febbraio 2010, la prima visita ufficiale in Guatemala del ministro degli esteri russo Sergeij Lavrov, che incontrò il presidente Álvaro Colom e il suo omologo guatemalteco, Haroldo Rodas. Al centro dei colloqui il miglioramento dei rapporti bilaterali in diversi campi e sopratutto le prospettive di stimolo dell’interscambio commerciale. La visita di Lavrov si concluse con la firma di un accordo intergovernativo di cooperazione militare finalizzato alla lotta contro il narcotraffico.

Infine, la ricostruzione cronologica delle tappe che hanno condotto al riavvicinamento diplomatico russo-guatemalteco ci riporta al 21 marzo scorso quando il presidente Colom è giunto a Mosca, ospite del presidente Medvedev. Il 22 marzo, i due capi di stato hanno rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale si sono compromessi a sostenere la crescita dell’interscambio commerciale e a migliorare i legami economici fra i rispettivi paesi attraverso la promozione degli investimenti. Durante le riunioni tenutesi al margine dell’incontro presidenziale, l’attenzione delle rispettive delegazioni governative si è concentrata maggiormente sulle questioni energetiche con particolare riferimento ai settori petrolifero e idroelettrico. Il governo guatemalteco ha manifestato il desiderio di allargare la cooperazione con la Russia anche ad altri campi come quello dei trasporti del turismo e dell’educazione. Le due parti hanno convenuto sull’invio di missioni informative con lo scopo di approfondire la collaborazione bilaterale e favorire il raggiungimento di intese più vincolanti nei settori presi in esame; con molta probabilità la prima missione russa si recherà in Guatemala il prossimo luglio. Nonostante le dichiarazioni di intenti e i buoni propositi manifestati da ambo le parti, l’incontro di marzo fra i due presidenti ha portato solo all’adozione di due documenti formali. L’importanza dell’incontro, comunque, risiedeva nella sua valenza simbolica e politica piuttosto che commerciale, come ha rimarcato lo stesso presidente Colom (4).

I colloqui hanno anche riguardato la vendita di armamenti, visto che la Russia è dopo gli Stati Uniti il più grande esportatore di armi al mondo e visto che il governo guatemalteco ha manifestato la propria volontà di procedere all’ammodernamento delle proprie forze armate; soprattutto per far fronte all’aumento della violenza e dell’insicurezza nel paese generata dal radicamento di organizzazioni criminali (il fenomeno delle maras) dedite al commercio di sostanze stupefacenti. Negli incontri fra i rappresentanti della diplomazia russa da un lato e il vice presidente Espada accompagnato da alti vertici militari guatemaltechi dall’altro si è discusso della possibilità di procedere alla cessione di armamenti russi (in particolare: aerei da combattimento e blindati) in cambio di beni alimentari, nella fattispecie zucchero e caffè (3). Fra le questioni discusse durante l’incontro bilaterale rientravano anche la lotta al crimine organizzato al terrorismo internazionale e al traffico di droga; che peraltro rappresenta l’unica questione sulla quale gli sforzi congiunti delle due diplomazie hanno prodotto la firma di un accordo vero e proprio nel febbraio scorso.

Last but not least, durante la permanenza a Mosca Álvaro Colom è stato ricevuto dal patriarca della chiesa ortodossa russa Kirill; in Guatemala sorge uno dei pochi monasteri ortodossi presenti nell’America Indiolatina. Questa visita è servita a rinsaldare quell’aspetto di vicinanza culturale cui più volte ha fatto riferimento il capo di stato guatemalteco nel corso della sua permanenza in Russia.

Il riavvicinamento diplomatico fra la Russia e il Guatemala è solo uno dei numerosi fenomeni di riassestamento in corso all’interno di quel grande scacchiere geopolitico che è il continente americano. Durante l’ultimo decennio, la diplomazia russa è andata intessendo una fitta rete di relazioni politico-commerciali con numerosi governi dell’America Indiolatina. Primo fra tutti il Venezuela di Chavez, poi la Bolivia di Evo Morales e più recentemente Nicaragua, El Salvador e lo stesso Guatemala; in una posizione più defilata si pongono poi l’Ecuador di Correa e l’Argentina di Cristina Kirchner. Appare interessante notare come la caratteristica che li accomuna è rappresentata dal fatto che ciascun paese è governato da un partito o da una coalizione di partiti di centrosinistra o comunque ascrivibile alla grande famiglia del socialismo. Alla luce del sistema internazionale attuale però l’impegno diplomatico russo non appare sorretto da alcun istinto di natura ideologica. Al contrario, l’azione di Mosca è mossa da una pragmatica volontà di instaurare solide relazioni economiche che garantiscano lo sviluppo di rapporti commerciali bilaterali; soprattutto attraverso ingenti investimenti e il trasferimento di know-how all’avanguardia nel settore energetico, idrocarburi in primis ma anche idroelettrico. Ovviamente, il miglioramento delle relazioni economiche porta ad un riavvicinamento anche dal punto di vista politico. Non è un caso che fra i pochi stati al mondo che riconoscono l’Abcazia e l’Ossezia del sud figurino insieme con Russia, Nauru e Transnistria, il Nicaragua e il Venezuela (5). Probabilmente, fra qualche mese a questa lista di stati bisognerà aggiungere anche il Guatemala.

* Vincenzo Quagliariello, dottore in Scienze internazionali e diplomatiche, collabora con “Eurasia”

  1. Intervista al presidente Álvaro Colom: http://rt.com/Politics/2010-03-22/guatemalan-president-visit-moscow.html.
  2. Come è stato sottolineato dallo stesso presidente russo Medvedev nel corso della conferenza stampa congiunta col presidente guatemalteco Colom, tenutasi il 22 marzo 2010 al Cremlino:

http://eng.kremlin.ru/text/speeches/2010/03/22/1700_type82914_224893.shtml

  1. Dichiarazioni del vicepresidente guatemalteco Espada: http://rt.com/Politics/2010-03-23/cooperation-russia-guatemala-roar.html
  2. Lo más importante de la visita es una evolución de la relación con Rusia, no sólo en la parte comercial, que es la primera que siempre se menciona, sino, lo más importante, la parte política, la social, la parte humana es un área importantísima de la relación.” Dichiarazione del presidente Álvaro Colom rilasciata durante un’intervista con il giornalista Antonio Rondón, corrispondente dalla Russia del sito “Prensa Latina”; fonte: http://www.prensa-latina.cu/index.php?option=com_content&task=view&id=174391&Itemid=17
  3. Fonte Eurasia: http://www.eurasia-rivista.org/2845/le-indipendenze-e-la-creazione-degli-stati-dal-1804-ad-oggi

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