Venerdì 7 maggio 2010 si è tenuto a Modena l’incontro pubblico “Portaerei Italia: sessant’anni di presenza militare USA/NATO nel nostro paese”, presso la Sala Conferenze Circoscrizione Centro Storico di Piazzale Redecocca, n.1.

Relatori sono stati Fabrizio d’Ernesto (giornalista, autore del libro Portaerei Italia) e Federico Roberti (redattore di “Bye Bye Uncle Sam”).

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale “Pensieri in Azione”, col patrocinio della Consulta comunale per le politiche ambientali del Comune di Modena, rientrava nel Ciclo 2009-2010 dei Seminari di Eurasia.

In una breve introduzione, Stefano Vernole, redattore di “Eurasia”, ha definito assolutamente “centrale” per il dibattito politico italiano l’argomento della serata, rimarcando che senza la sovranità non può esistere nessun tipo di libertà, sia in campo economico che in ambito culturale.

Proprio in riferimento all’importanza della comunicazione, Vernole ha annunciato la “scoperta ufficiale della 114° base USA in Italia”, leggendo un comunicato dell’ANSA che in data 7 maggio 2010 rivelava l’esistenza in RAI di un “punto di controllo NATO/UEO”, operativo fin dagli anni ’60.

In virtù di questo punto di controllo dell’Alleanza Atlantica, è previsto il rilascio della qualifica NOS (Nulla Osta di Sicurezza) ad alcuni direttori della RAI per le loro funzioni gestionali ed operative.

Quanto “libera”, quindi, possa essere l’informazione in Italia, non è difficile immaginarlo.

Nel corso dell’incontro, Federico Roberti e Fabrizio Di Ernesto si sono dilungati sui condizionamenti esercitati dalla presenza militare a stelle e strisce sul nostro territorio e sulle reazioni dei cittadini italiani che, almeno a livello locale, ne contestano l’insediamento.

Quattro sono gli aspetti emersi nel dibattito:

  1. negli episodi più controversi della storia italiana, dal 1945 ad oggi, i casi Mattei, Moro, Craxi, Ustica, “Mani pulite” e l’intera stagione delle “stragi” (1969-1980), spunta sempre lo zampino della NATO e dei servizi segreti occidentali;
  2. nonostante la firma italiana del Trattato di non Proliferazione nucleare (1975), nelle basi USA/NATO di Ghedi ed Aviano i militari nordamericani controllano almeno 90 testate atomiche, rendendo così ridicolo il dibattito sulle eventuali nuove centrali energetiche;
  3. l’obiettivo principale dell’Alleanza Atlantica, su scala globale, è quello di sostituirsi alle Nazioni Unite quale organo volto a risolvere le controversie internazionali, a difesa degli interessi finanziario-capitalistici e in particolare di quelli delle multinazionali angloa-americane;
  4. vista la rilevanza strategica delle basi per il controllo politico dei paesi occupati, probabilmente solo un collasso economico potrà indurre Washington e il Pentagono a valutare il ritiro o almeno un disimpegno dalle loro 700 installazioni militari sparse per il mondo.
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