Fonte: voxnr.com

Mentre decine di migliaia di cittadini statunitensi dormono nella loro automobile o sui marciapiedi a causa dell’impatto devastante della crisi economica, il sistema di spionaggio e d’ingerenza degli Stati Uniti raggiunge proporzioni mai conosciute nella storia di questo paese. In quindici anni, secondo le cifre ufficiali, le spese delle 16 agenzie di informazione degli Stati Uniti sono passate da 26 miliardi di dollari (1994) a 75 miliardi, secondo quanto confermato questo 16 settembre, in una conferenza stampa, dallo ” zar” dell’Intelligence USA, Dennis Blair. Peggio ancora, il numero di funzionari utilizzati in questo sistema gigantesco d’infiltrazione, d’intelligence, di disinformazione e di aggressione raggiunge ora i 200.000, senza contare la legione di agenti, di informatori, di collaboratori che la macchina “imperiale” ingrassa in tutti gli angoli del mondo allo scopo di mantenere il suo dominio.

Gli Stati Uniti dispongono della rete di spionaggio più estesa della storia, la cui implicazione in una lunga successione di cospirazioni, di rapimenti, di assassinii e di atti di terrorismo e di sovversione è in gran parte dimostrata.

In cifre assolute, Washington detiene già da alcuni decenni, il record mondiale delle attività di intelligence, non soltanto presso i suoi nemici o nemici supposti ma anche nel sistema governativo ed industriale dei paesi che professano più grande servilismo e gli offrono il più grande appoggio.

SENZA INCLUDERE LA USAID ET SIMILIA

Il gigantesco dispositivo di penetrazione e di disinformazione descritto da Dennis Blair non comprende le filiali del Dipartimento di Stato come l’Agenzia di sviluppo internazionale (USAID), qualificata agenzia per la destabilizzazione internazionale, una macchina particolarmente attiva in America latina, a favore delle oligarchie pro-yankee. Nel frattempo, in Venezuela l’entità più potente della Comunità dell’Intelligence degli Stati Uniti, l’ODNI (Office of the Director of the National Intelligence) è accusato di condurre una campagna di propaganda contro il governo del presidente Chávez, mentre a Madrid, il presidente boliviano Evo Morales denuncia che gli Stati Uniti tramite la USAID, pagano la campagna elettorale dei suoi oppositori.

Nel gennaio scorso, il presidente Obama ha scelto l’ammiraglio in pensione Dennis Blair come capo del sistema d’intelligence, responsabile del briefing che riceve quotidianamente a questo titolo. Originario dello stato del Maine (Nord-est), Blair è stato compagno di studi di Oliver North. Mentre era a capo del Comando del Pacifico, si è distinto per avere fuorviato il presidente Bill Clinton al momento della crisi a Timor est. Il primo “zar” dell’intelligence yankee, nominato da George W. Bush, è stato John Negroponte.

MENTRE LA DISOCCUPAZIONE BATTE NUOVI RECORD

Le rivelazioni di Blair sul bilancio astronomico della Comunità di Intelligence sorprenderanno certamente i contribuenti che si trovano attualmente soffocati dalla crisi economica più dura dagli anni 30. L’ex-ammiraglio ha formulato le sue osservazioni sul pozzo finanziario che dirige, il giorno stesso in cui l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha annunciato che gli Stati Uniti sono fra i paesi industrializzati con i dati più allarmanti sull’occupazione, una situazione che peggiorerà ed influirà sui gruppi più vulnerabili: i giovani, gli immigranti e le donne. Secondo tutti gli studi recenti sullo stato dell’economia USA, la maggioranza degli statunitensi si sente soffocata da affitti ed ipoteche, senza parlare delle imposte, e del panico di fronte alla prospettiva di perdere il proprio impiego, come tanti lo hanno già perso, e, di conseguenza, i beni acquistati a credito.

Traduzione di Giovanni Petrosillo


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